Berrettini: "Mi piacerebbe salvare il torneo di Napoli, ma non dipende da me"



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Berrettini: "Mi piacerebbe salvare il torneo di Napoli, ma non dipende da me"

Dopo la parentesi di Firenze, una vittoria a Napoli per scacciare la mini crisi. Peraltro contro lo stesso avversario. Matteo Berrettini ribalta le gerararchie contro Roberto Carballes Baena e si è accomodato sul tavolone dei primi otto.

“Bene, mi sono sentito bene in campo, quando si arriva in un torneo nuovo bisogna sempre adattarsi, è stato così nei primi game, ma mi sono sentito bene sin dall’inizio, era importante trovare le condizioni giuste strada facendo.

Il pubblico mi ha aiutato tanto, sono contento, sappiamo tutti com’era finita la settimana scorsa, quindi è una rivincita importante“ ha spiegato in conferenza stampa. Per quanto difficile, il tennista azzurro non ha ancora rinunciato al sogno Finals.

Anche se ovviamente le cose si sono complicate e non poco. Presumibilmente solo una vittoria a Napoli potrebbe garantire a Berrettini di giocare Vienna e Parigi-Bercy con la consapevolezza di avere una chance concreta. “Beh, in campo non ci ho pensato.

Ovviamente è una cosa che sta lì, ma so che è una cosa che non passerà solo da questo torneo qui, quindi è ovvio che ci penso ma non sono qui solo per quello, voglio giocare tante partite e voglio fare un bel torneo in Italia, visto che non ho potuto giocare a Roma.

Ci penso, ma come tutti gli anni so che passa da Vienna e soprattutto da Parigi Bercy“. Avvolto dalle tenebre, il torneo di Napoli si sta giocando in due circoli differenti e sostanzialmente senza la sessione serale.

“Beh, è una domanda complessa. Non mi piace parlare delle cose che non funzionano. E’ innegabile che ci siano state delle difficoltà e che l’organizzazione stia facendo di tutto per adattarsi a quello che è successo.

Personalmente io non sono stato tanto influenzato, avevo chiesto di giocare giovedì, forse solo la preparazione al torneo è stata un po’ diversa, ma mi stanno trattando benissimo, Napoli mi ha accolto con grandissimo calore come mi aspettavo e quindi, anche come esercizio mentale mi concentro sulle cose positive, perché se inizio a pensare che non ci sono i campi etc, mi carico di energie negative.

E’ chiaro che tutti avremmo voluto le condizioni ideali, ma abbiamo quello che abbiamo ecerchiamo di fare il meglio”. Salvare il torneo? Anche quello un obiettivo. “Mi piacerebbe avere il potere di salvare un torneo, ma non credo passi da me.

La gente l’ho sentita contenta sugli spalti, io cerco di fare il mio, di giocare a tennis nella maniera che mi piace, di comportarmi come mi piace e di lottare fino all’ultimo punto. Le conclusioni le lascio agli altri.

Oggi sono venuti anche i ragazzi del calcio (Meret, Di Lorenzo, Politano e Zerbin n.d.r.), ieri ho incontrato il Capitano Cannavaro, ci sono tante energie positive, tante belle cose e concentriamoci su quelle“.