"Non riuscivo a guardare": Matteo Berrettini torna su Wimbledon prima del rientro



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"Non riuscivo a guardare": Matteo Berrettini torna su Wimbledon prima del rientro

La delusione è stata tanta, gli inconvenienti nel corso dell'annata fin troppi. Matteo Berrettini sta cercando di mettersi alle spalle il nuovo incidente di percorso che si è verificato prima dell'inizio di Wimbledon: la positività al Covid-19 gli ha infatti impedito di essere al via dello Slam londinese e di giocarsi le proprie chances per un risultato importante.

L'azzurro ha recuperato a pieno, si è negativizzato da diversi giorni e non vede l'ora di disputare la prima partita ufficiale dopo la pausa forzata. 'The Hammer', come molti tennisti, ha cambiato superficie e si è concentrato sulla terra rossa in Europa, prima di volare negli Stati Uniti d'America per la parte di stagione su cemento.

Il 26enne romano giocherà l'Atp 250 di Gstaad, in Svizzera, evento nel quale sarà la testa di serie numero 2 del tabellone. Il principale rivale è sicuramente Casper Ruud, giocatore molto ostico sulla terra battuta che però non è rientrato nel migliore dei modi in Svezia, visto che si è lasciato sorprendere al debutto dall'argentino Cerundolo.

Berrettini torna a parlare

L'italiano cercherà di ritrovare sul campo la fiducia e quelle buone sensazioni avute a Stoccarda e al Queen's. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, Matteo ha ripercorso quanto accaduto nel Regno Unito: "È stato assurdo, anche perché il mio team cercava di non sembrare troppo triste.

Me ne stavo isolato nella mia stanza, sperando di essere negativo in tempo per martedì" ha affermato. Poi ha sottolineato: "Il torneo non l’ho visto, se non verso la fine. Onestamente non riuscivo a guardarlo e, di solito, non sono un grande appassionato di tennis quando non lo gioco.

Ammetto di non essere stato troppo socievole con chi cercava di chiamarmi o scrivermi in quei giorni" ha rivelato. Come ha superato il momento negativo: "Ho cercato di guardare il lato positivo. Nonostante la tristezza e la delusione, arrivavo da due settimane in cui non avrei potuto chiedere di meglio.

Tornato dopo l’operazione alla mano, sono riuscito a vincere due tornei... Alla fine ho cercato di tornare da Londra col ricordo positivo della vittoria al Queen’s e non con l’amaro in bocca per non aver giocato Wimbledon" ha concluso.