Cosa ti serve per avere successo in quello che desideri?



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Cosa ti serve per avere successo in quello che desideri?

Per diventare grandi in qualsiasi ambito servono determinazione, duro lavoro e una mentalità orientata all’eccellenza.

Non e' semplice!! Anzi....molto difficile!

Ci vogliono la determinazione necessaria per dominare i concorrenti, la concentrazione per non perdere di vista l’obiettivo di essere i migliori nel proprio campo e il sacrificio dell’allenamento quotidiano, sia fisico che mentale.

Per diventare grandi in qualcosa ci vuole un impegno serio e costante. Per essere i migliori in qualcosa bisogna sviluppare una vera ossessione per quella cosa. Molte persone dicono di voler essere grandi, ma non sono disposte a fare i sacrifici necessari per raggiungere la grandezza.

Una miscela di ossessione per il gioco e senso di responsabilità verso il mondo al di fuori del campo.

Un altro segreto nel tennis e' quello di osservare i dettagli e immaginare le alternative per prevedere le azioni degli avversari.
Prendo ad esempio Kobe Bryant, oltre all’allenamento costante, un altro aspetto vincente del suo approccio al basket era l’osservazione: fin da piccolo Kobe si divertiva
a guardare i filmati delle partite e nel tempo, una volta diventato un giocatore professionista, questa osservazione dei video è entrata a far parte a tutti gli effetti della sua preparazione atletica. Guardava se stesso e guardava gli altri nei video delle partite, in modo da poter migliorare
il suo gioco e apprendere nuove tecniche dagli altri giocatori. Guardando i filmati, Kobe si chiedeva perché un certo gioco funzionasse e un altro no, perché alcuni giocatori avevano successo e altri no.
Quando un’azione non era andata bene si chiedeva perché e cosa mancava perché il gioco potesse essere vincente. Ha iniziato a cercare quello che mancava: prima guardava quello che era successo, poi pensava a quello che sarebbe potuto e dovuto succedere.

“Quello che distingue i grandi giocatori dai campioni di sempre è la capacità di autovalutarsi, conoscere le proprie debolezze e trasformarle in punti di forza.”

Alla fine lo studio dei filmati diventò un esercizio per immaginare le alternative, le contromosse, le opzioni, tutti i minimi dettagli per cui certe azioni funzionano e altre no. Guardando migliaia di ore di filmati è diventato un esperto nell’interpretazione del gioco, per questo sapeva esattamente come adattare il suo gioco in base
a determinate situazioni per avere successo e rimanere uno dei migliori cestisti nella storia del basket.

Sbagliare è una tappa obbligata sul cammino verso l’eccellenza

Una tappa fondamentale per arrivare all'eccellenza e' quella di non aver paura di sbagliare! Questo comporta di non aver paura di cambiare un proprio gesto tecnico, un proprio colpo se non e' ottimale! Non temere di sbagliare, di fare brutta figura!

Dobbiamo concentrarci sul tentativo di imparare qualcosa di nuovo, perche' dopo averlo imparato quella cosa potra' diventare un'arma vincente!

La differenza tra i grandi giocatori e le leggende è la loro capacità di individuare i propri punti deboli e trasformarli in punti di forza.

Per raggiungere risultati straordinari la preparazione mentale è importante tanto quella fisica

Raggiungere l’eccellenza richiede l’allenamento non solo del corpo ma anche della mente. Prendo ad esempio ancora Kobe Bryant: allenava la mente leggendo, meditando, osservando, allenando la sua capacità di concentrazione. Facendo
tutto ciò rafforzava la sua capacità di essere attento e presente nel momento, senza lasciare che la mente vagasse altrove. L’unico modo per cogliere davvero tutti i dettagli in campo e individuare le minuzie sul parquet era allenare la mente a fare le stesse cose anche fuori dal campo, concentrandosi su ogni particolare nella vita quotidiana. L’allenamento mentale riguardava anche l’ascolto del corpo e regolarsi di conseguenza, perche' ogni giorno c'e' sempre una variabile diversa: se ci si sente particolarmente stanchi...non si deve andare oltre....ma ok riposarsi e recuperare le energie!

La memoria muscolare può essere allenata: attraverso la visualizzazione puoi imparare come eseguire una mossa o riuscire a giocare nello stesso modo in cui hai giocato centinaia di volte negli esercizi di allenamento.
Ascoltare e costruire la memoria muscolare rende l’eccellenza naturale.

Ascoltando il proprio corpo comprendono la differenza tra il dolore di un infortunio e i dolori normali.

Altro aspetto molto importante e' quello di guardare le persone eccezionali: ti aiuta a migliorare le tue abilità.
Analizza, leggi cosa pensano, le routine pre e dopo match o anche quelle giornaliere, dei grandi campioni! Se sono dei campioni, sono eccellenti in quello che fanno. Se sono eccellenti, sono quindi degli esempi da seguire!

Hai un buon coach o un coach straordinario?
Un coach bravo ti dice o prova a dirti cosa devi fare
I migliori invece ti insegnano a pensare e ti dotano degli strumenti fondamentali per il successo. In altre parole, un buon coach si assicura che tu sappia usare i colpi, che tu sappia leggere l’avversario e capire il gioco. Un buon coach ti dice dove sono i pesci, i coach straordinari ti insegnano a pescarli. È così in ogni ambito della vita, non solo nello sport. A metà di una partita di allenamento un buon coach può dirti cosa funziona e cosa no, e sulla base di quelle informazioni e del tuo sesto senso utilizzerai subito una parte di quei dati e ne terrai da parte altri per usarli nei momenti cruciali della partita.

L’approccio alla grandezza rimane lo stesso anche di fronte agli ostacoli

Prendo sempre ad esempio Kobe Bryant.

Con il passare del tempo e l’ascolto costante del suo corpo la routine di allenamento di Kobe Bryant si è modificata, ovviamente. Ad esempio, da giovane lavorava di più sugli scatti e prima delle partite faceva tiri a canestro e un po’ di allenamento ma trovava anche del tempo per se stesso. A volte poteva addirittura rilassarsi e guardare la televisione! Col passare del tempo l’attenzione si è spostata invece sempre più su misure preventive e in particolare sullo stretching per prevenire gli infortuni, che poteva durare anche due ore prima delle partite. L’unico aspetto che non è mai cambiato in Kobe Bryant è la sua ossessione per il basket, il suo dedicarsi ogni singola volta e ogni singolo giorno allo sport con il desiderio e la necessità di farlo al meglio delle sue capacità. Negli anni ha modificato un po’ le abitudini, ma la sua filosofia è rimasta la stessa. Se una certa cosa ha funzionato per tanti grandi e per lui stesso, perché cambiarla per seguire qualche nuova moda? Meglio continuare a fare quello che funziona, anche se è impopolare. La sua mentalità non è mai cambiata nemmeno di fronte agli infortuni. Verso la fine della sua carriera Kobe ne ha avuti diversi: si è strappato il tendine d’Achille, si è rotto e slogato le dita più volte, si è fratturato più volte il ginocchio e ha subito molti interventi chirurgici. Ma come ha fatto a superare questi ostacoli? Finché il dolore era sopportabile, se non ci si poteva far niente e le cose non potevano peggiorare, tornava in campo. Non lasciava mai che la paura o il dubbio si facessero strada nella sua psiche. Lamentarsi non sarebbe servito a niente.

La prima cosa che pensava in quelle situazioni era: “Cosa devo fare per tornare al 100%?” Quella era la sua mentalità: la voglia di superare il dolore e rinascere ogni volta più forte.

IN CONCLUSIONE

Se davvero vuoi diventare grande in qualcosa, devi impegnarti sul serio. Per essere i migliori è necessario sviluppare una vera ossessione. Molte persone dicono di voler essere grandi ma non sono disposte a fare i sacrifici necessari per raggiungere la grandezza oppure si dedicano a troppe cose insieme.

La paura di sbagliare e di fare brutta figura è nemica dell’eccellenza. Per raggiungere risultati straordinari bisogna imparare sempre cose nuove e fare cose che non si sono mai fatte, tenendo a mente il risultato finale che si vuole raggiungere.

Sii curioso e fai domande per migliorarti costantemente.

Osserva con attenzione il più possibile dell’ambito che ti interessa e chiediti perché le cose vadano in un certo modo. Cerca quello che manca, pensa
a quello che sarebbe potuto e dovuto succedere. Immagina le alternative, le contromosse, le opzioni, tutti i minimi dettagli per cui certe azioni funzionano e altre no. Il modo migliore per prevedere quello che chiunque sta per fare è studiare il suo gioco. Se scopri cosa gli piace fare in una data situazione riuscirai ad anticipare le sue mosse.

Sii consapevole delle emozioni che provi e di quelle che vorresti provare.

Se una certa cosa per te funziona, continua a farla. Meglio continuare a fare quello che funziona, anche se è impopolare.

Lavora sui tuoi punti deboli, questo ti permetterà di essere versatile e imprevedibile. Quello che distingue i grandi giocatori dai veri campioni è la capacità di conoscere le proprie debolezze e trasformarle in punti di forza.