I RISULTATI SI OTTENGONO SOLO CON MOLTO LAVORO



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I RISULTATI SI OTTENGONO SOLO CON MOLTO LAVORO

“Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita."

"Lo sport è bello perché non è sufficiente l'abito. Chiunque può provarci."

"Il doping è una scorciatoia per arrivare al successo, ma tanti atleti che correvano con me non ci sono più. Si tratta senza dubbio di morti sospette. Che devono far riflettere."

"Io non credo nella predestinazione. I risultati si ottengono solo con molto lavoro. Nella mia carriera sportiva mi sono allenato 5-6 ore al giorno, tutti i giorni, per 365 giorni l'anno, tra gare e allenamenti, per quasi venti anni."

"La gente mi vuole bene, me l'ha sempre voluto, forse perché il mio modo di interpretare l'atletica è assolutamente puro.“

"In California incontrai Muhammad Ali che per me è sempre Cassius Clay. Mi presentarono come l'uomo più veloce del mondo. Lui mi squadrò sorpreso: "Ma tu sei bianco!" Gli risposi: "Ma dentro sono più nero di te!".

"Ogni tanto c'è qualcuno nel parco che mi chiede: e tu che fai? Vorrei avere abbastanza fiato per rispondere: ho già fatto. 5482 giorni di allenamento, 528 gare, un oro e due bronzi olimpici, più il resto che è tanto. A 60 anni non ho rimpianti Rifarei tutto, anzi di più. E mi allenerei otto ore al giorno. La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni."

Il 28 Giugno del 1952 nasceva a Barletta Pietro Mennea.

COME FUNZIONA LA TESTA DEL CAMPIONE

"Un giorno durante il ritiro mondiale del 2014, vidi che non era particolarmente preciso sotto porta. Sbagliò tantissimo, ma capitano a tutti, anche ai più grandi le giornate storte. 
A fine allenamento quando tutti si apprestavano ad andare sotto la doccia, vidi Miro che andò a raccogliere la sacca dei palloni, per portarli al limite dell’area. 
Mi avvicinai e gli dissi: “cosa fai? non vai a farti la doccia?”
Lui mi guardó e disse: “Lei sa come sono fatto, non mi muovo da qui, fino a quando non riuscirò a segnare un buon numero di goal. 
Mister, mi chiami Weidenfeller (che in quel mondiale era il terzo portiere della Germania), voglio continuare ad allenarmi". 
Andai nello spogliatoio e lo chiamai. Lui non se lo fece ripetere due volte e raggiunse subito il campo. 
Dopo un bel po’ di goal, gli dissi ancora: "Basta Miro, vai in doccia, lo so che sei un grande calciatore, non devi dimostrare nulla a nessuno". 
Mi diede una risposta che non mi sarei mai aspettato:
"Lei forse lo sa, ma io no, non vado via da qui, finché nella mia testa non mi convinco che ho dato anche oggi il 100%". 
Lo lasciai li, non so per quanto altro tempo ancora. 
Mi dispiaceva solo per Weidenfeller, che si è dovuto sorbire un doppio allenamento. 
Dopo che tutti, avevano finito di farsi la doccia, lo vidi raccogliere tutti i palloni, per rimetterli ancora nella sacca".
Un aneddoto fantastico del c.t. Loew che racconta la grande professionalità di Klose