Il ruolo della determinazione nel tennis di alto livello – Parte 1



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Il ruolo della determinazione nel tennis di alto livello – Parte 1

Vi siete mai chiesti perché alcuni atleti hanno più successo di altri? Le doti fisiche sono il fattore determinante? Se in alcuni casi lo possono essere, vi posso assicurare di aver visto molti tennisti batterne altri molto più fisicamente dotati di loro… Per cui la forma fisica non può essere l’unica risposta. Potrebbero essere le capacità tecniche e tattiche ad esempio? Pur considerandole essenziali, vi posso assicurare che mi è capitato più volte di vedere giocatori dotati di grandi capacità e di un solido piano di gioco, venire battuti più e più volte. E allora quale può essere il fattore fondamentale? Tutti i fattori in realtà giocano un ruolo fondamentale nel determinare la carriera di un tennista, ne sono certo, ma a parer mio esiste un fattore che sembra prevalere su tutti gli altri: la componente psicologica.

Che si voglia chiamare forza mentale, preparazione psicologica o in qualsiasi altro modo, a detta di molte persone di successo e dei migliori atleti al mondo, questa componente è una componente decisiva nello sport di alto livello. È la capacità di essere resilienti e non lasciarsi andare quando una partita si mette male. È la disciplina del grande giocatore che si alza presto la mattina per allenarsi mentre gli altri fanno tardi la sera. E soprattutto è ciò che aiuta quel giocatore a non mollare mai la presa nel lungo periodo. Di giorno in giorno, di settimana in settimana, di anno in anno, questo tipo di atleti vanno dritti per la loro strada. Queste sono le caratteristiche di un giocatore davvero determinato, come spiega anche la psicologa comportamentista Angela Duckworth.

In questo post, cercheremo di capire più da vicino cosa sia la determinazione e in particolare il suo ruolo nello sport di alto livello. Cercheremo di darne una definizione e di parlare delle prime ricerche sull’argomento in relazione alle prestazioni dei grandi sportivi. Questo post sarà diviso in due parti. Nella seconda parte parleremo di esempi specifici di determinazione nel tennis chiamando in causa la Duckworth e altri ricercatori di psicologia comportamentista, per capire come sviluppare questa qualità.

Cosa significa essere veramente “determinati”

Sono cresciuto in Canada e la mia squadra preferita sono sempre stati i Leafs, una squadra di hockey su ghiaccio professionistico.  Vi sto parlando di questa squadra di hockey perché da piccolo sentivo sempre parlare di determinazione dagli allenatori di hockey. “Oh, quel giocatore ha davvero fegato, va sempre a combattere per il disco nell’angolo” oppure “C’è voluto fegato per fare quell’azione”. Ho quindi imparato ad associare la determinazione a parole come essere coraggiosi, non mollare mai e fare quello che viene comunemente chiamato il “lavoro sporco”. Se alcune di queste idee possono avere un senso per definire la determinazione, non forniscono comunque una spiegazione chiara. Ecco cos’ha da dire il principale esperto di determinazione:

“Definiamo la determinazione come la perseveranza e la passione per il raggiungimento di obiettivi a lungo termine. La determinazione comporta duro lavoro per affrontare le sfide, senza smettere mai di impegnarsi e senza mai perdere l’interesse nel corso degli anni nonostante gli inevitabili fallimenti, le avversità e la mancanza di progresso. L’individuo determinato e coraggioso corre verso i propri obiettivi come un maratoneta e ha dalla sua parte una grande energia. Mentre le delusioni o la noia possono far venire in mente ad altri di cambiare direzione e limitare le perdite, l’individuo determinato continua sempre per la sua strada.”

Una delle cose più importanti di questa definizione è che non ci vogliono solo mesi o un anno per raggiungere gli obiettivi a lungo termine, ma piuttosto molti anni di grande impegno. Oltre a questo, c’è l’idea che, indipendentemente dall’obiettivo, nonostante gli ostacoli e i fallimenti che inevitabilmente arriveranno, l’individuo determinato continua ad andare avanti. Ecco quello che ha detto una volta il famoso regista Woody Allen: “L’80% del successo è presentarsi”. Allen intende dire che se desistete dal cercare di raggiungere il vostro obiettivo, come un copione non finito o come quel giocatore che abbandona la carriera dopo il primo anno, state mollando il colpo subito e il fallimento è garantito.

L’impegno costante è tutto ciò che serve?

Dopo la recente uscita dei libri di Geoffrey Colvin (Talent is overrated), Daniel Coyle (The Talent Code) e di Anders Ericsson (Peak: Secrets from the new science of expertise), molti concordano nel dire che il talento non sia sufficiente per raggiungere dei risultati straordinari nello sport o in qualsiasi altro campo. I ricercatori riconoscono che alcune persone possano essere dotate geneticamente o possano avere una predisposizione psicologica e/o attrazione per un certo tipo di attività (che si voglia chiamare talento o in qualche altro modo), ma questo non è un concetto esaustivo. Secondo Duckworth, parlando in termini basilari, esistono due equazioni fondamentali per capire in che modo si possono raggiungere dei grandi risultati:

Talento * Impegno = Abilità

Abilità * Impegno = Risultati

Cosa notate in queste equazioni? Prima di tutto, per quanto un tennista possa essere dotato, senza l’impegno necessario non riuscirà ad affinare le proprie capacità. Come coach lo abbiamo visto molte volte, soprattutto tra i giovani in crescita. All’inizio alcuni ragazzini sono per natura più bravi rispetto ad altri a colpire la palla al centro del piatto corde. Questo potrebbe essere dovuto a una capacità innata (se volete talento), ma questo non significa che diventeranno dei campioni. L’impegno è ciò che farà la differenza, l’impegno a lungo termine. È ciò che darà loro la possibilità di migliorare e affinare le proprie doti naturali.

Pur avendo delle capacità, non si dovrebbe mai smettere di impegnarsi. Come potete vedere dalla seconda equazione, l’impegno gioca un ruolo fondamentale per riuscire a ottenere dei buoni risultati (arrivare al successo). Qui è dove ho visto spesso sbagliare molti giocatori. Hanno di base un buon dritto o un buon servizio, per cui credono di non aver bisogno di impegnarsi molto ad allenare quel colpo. Potreste mai immaginare questo tipo di reazione da parte di un giocatore come Rafael Nadal? Ha detto in molte occasioni che per lui è importante cercare sempre di imparare e di migliorare i suoi colpi e il suo gioco in generale. Come direbbe la Duckworth, questo è un esempio di persona determinata. Indipendentemente dal proprio talento o dalle proprie capacità, questo tipo di persona mette sempre l’impegno davanti a tutto.

La ricerca sulla determinazione

Non è certo lo scopo di questo post vagliare in modo esaustivo tutte le ricerche fatte sulla determinazione. Vorrei solo farvi notare che la determinazione è stato un fattore fondamentale per stabilire ad esempio chi avrebbe vinto le gare nazionali americane di spelling, per capire quanti si sarebbero ritirati dall’Accedemia Miliatare di West Point, per stabilire in anticipo chi avrebbe avuto più successo negli studi e nel lavoro e così via. Per chi è interessato all’argomento, posso suggerirvi di leggere il libro di ricerca sulla determinazione di Angela Duckworth del 2016 (Grit: the power of passion and perseverance).

Lo scopo di questo post inoltre è quello di dare un’occhiata agli ultimissimi risultati della ricerca sulla determinazione nello sport.

Diamo un’occhiata da vicino alla ricerca sulla determinazione nello sport

La letteratura scientifica sulla determinazione è ancora agli albori, specialmente se vogliamo osservare il suo ruolo nell’ambiente sportivo. Detto ciò, due studi recenti hanno avuto dei risultati simili e incoraggianti.

In uno studio del 2015, quasi 400 giovani calciatori (dai 12 ai 15 anni) hanno eseguito il test della Duckworth per la valutazione della determinazione (cliccate qui per eseguirlo voi stessi). Gli studiosi hanno cercato di capire se il risultato del test di questi giovani calciatori fosse in qualche modo associato al loro impegno nello sport e alle loro competenze percettivo-cognitive. Per determinare il loro impegno nello sport, ai giocatori è stato chiesto di eseguire una versione adattata del “Questionario sulla storia della determinazione”. Dal punto di vista percettivo-cognitivo, i giocatori sono stati sottoposti a una serie di test basati su filmati atti a stabilire le loro capacità decisionali, di adattamento situazionale e di riconoscimento degli schemi.

Quindi cos’hanno scoperto? Sembra che nel corso dei loro 8 anni di impegno calcistico, i giocatori che avevano ottenuto il punteggio migliore nel test sulla determinazione, avevano anche nel loro curriculum un maggior numero di ore di attività indirettamente collegate al calcio, rispetto agli individui meno determinati. Perché questo è importante? L’impegno in attività indirettamente legate allo sport (cioè tutto ciò che non riguarda le gare e gli allenamenti ufficiali) rappresenta circa la metà delle ore totali dedicate a quello sport. La prima conclusione sarà quindi che se, sei una persona determinata, avrai l’abitudine ad allenarti per conto tuo. E per quello che riguarda le abilità percettivo-cognitive? Come potrete immaginare, i giocatori più determinati hanno avuto punteggi migliori anche in questo campo. E non c’è certo da meravigliarsi, perché se passate più tempo ad allenarvi, diventerete più abili in tutto quello che riguarda quello sport.

Il modo in cui vi allenate influenza la vostra determinazione

Uno studio di Larkin del 2015 è stato il primo ad interessarsi della determinazione nello sport, pur avendo delle limitazioni. Una di queste limitazioni era l’età dei soggetti studiati che, pur essendo sportivi di alto livello, erano in effetti molto giovani. Inoltre sono stati trascurati molti tipi di allenamento che richiedono competenze tecniche.

In uno studio più recente (del 2016) sono stati coinvolti più di 250 atleti provenienti da sport diversi (nuoto, atletica, tennis, hockey, calcio), di fasce di età diverse (l’età media era di 23 anni ma gli sportivi coinvolti avevano dai 13 ai 30 anni) e di diverso livello (locale, regionale, provinciale, nazionale e internazionale) con lo scopo di capire meglio la determinazione e il suo ruolo nello sport. Il gruppo degli sportivi di livello internazionale è stato chiamato quello degli “esperti”, quelli di livello nazionale “livello avanzato” e gli altri facevano parte del gruppo “base/intermedio”. La novità di questo studio è stata che il livello di determinazione è stato suddiviso in due categorie che rispecchiassero a) la determinazione nell’ impegno b) la continuità di interesse. La Duckworth asserisce che “la seconda categoria rappresenta la direzione, mentre la prima la durata dell’impegno di un individuo verso il raggiungimento dell’obiettivo.” In questo studio le due categorie sono state rapportate a delle variabili relative agli allenamenti e all’impegno.

Ecco cosa è stato scoperto. I migliori punteggi nella continuità di interesse erano strettamente correlati con l’allenamento volontario che si aggiungeva agli allenamenti obbligatori e facoltativi. Gli autori confermano che l’allenamento volontario è faticoso (come abbiamo già visto) e spesso è associato al fallimento. Ossia, se allenandovi eseguite degli esercizi difficili, non sempre li eseguirete nel migliore dei modi. In pratica in alcuni casi alcuni atleti potrebbero sbagliare molto piuttosto che eseguire bene l’allenamento in questione. Una spiegazione possibile del fatto che gli atleti esperti avessero ottenuto un punteggio maggiore in questo tipologia di determinazione potrebbe essere correlato alla maggiore capacità di rimandare la gratificazione rispetto agli atleti meno determinati, che solitamente hanno bisogno di rassicurazioni costanti. Vorrei farvi notare che ritengo che i coach dovrebbero dire all’atleta “Hey, hai sbagliato, devi farlo in modo diverso”. Perché è responsabilità del coach rendere l’atleta responsabile.

Inoltre, con l’aumento delle capacità, tende ad aumentare la determinazione nell’impegno (e anche questo è significativo). La domanda che ci poniamo adesso è se questi atleti fossero determinati fin dall’inizio e questo poi li abbia fatti rientrare nel gruppo degli esperti. Oppure è stato l’impegno sportivo nel corso degli anni che li ha fatti diventare più determinati? Sono d’accordo con la Duckworth nel ritenere che entrambe le opzioni siano valide. Sebbene non esistano studi longitudinali che lo possano confermare (sembra che la Duckworth e altri ricercatori del settore stiano lavorando su questo), crediamo che la determinazione sia una capacità che possa essere sviluppata nel tempo. D’altro canto esiste una determinazione innata in alcuni individui, ma ancora non è chiaro se sia una caratteristica personale o il risultato dell’educazione ricevuta da piccoli.

Per quanto riguarda la continuità di interesse, possiamo dire che sia strettamente collegata all’impegno indipendentemente dal livello tecnico degli atleti. Cioè, indipendentemente dal livello raggiunto dall’atleta, gli atleti determinati si dedicano anima e corpo al loro sport mantenendo continuità nel lungo periodo. Quello che è risultato particolarmente interessante comunque, è che la continuità di interesse è risultata essere inversamente proporzionale alla possibilità di cambiare sport o abbandonarlo. Questo significa che gli atleti che hanno avuto punteggi inferiori in questo tipo di determinazione, avevano più probabilità di abbandonare il loro sport preferito col passare del tempo. Come hanno già detto altri nel campo della competenza “Il modo migliore per allenarsi il tempo necessario per diventare molto competenti in un certo settore è mantenere l’impegno nel corso degli anni”.

Considerazioni finali

Siamo ancora agli albori degli studi sulla determinazione. Sia la Duckworth che altri studiosi hanno affermato che saranno necessari altri studi longitudinali per avere una migliore conoscenza di come migliorare (o peggiorare) la propria determinazione nel tempo. Ciò nonostante, le prime ricerche hanno affermato la sua importanza nell’ambito delle prestazioni sportive. Nella seconda parte di questo post, parleremo di come si possa sviluppare una maggiore determinazione e forniremo degli esempi pratici dello stile di vita di sportivi di livello mondiale. Daremo anche un’occhiata  sia da vicino che da lontano a come migliorare la determinazione soprattutto in ambito tennistico.