Cosa ci insegna la storia di Andre Agassi sulle competenze socio-emotive?



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Cosa ci insegna la storia di Andre Agassi sulle competenze socio-emotive?

All’età di 26 anni, il campione di tennis Andre Agassi è improvvisamente crollato in classifica, passando nel giro di due anni dal n°1 del ranking mondiale all’umiliante n°145. In  questo periodo in particolare è stato attaccato dai giornalisti per la sua vanità, per la sua instabilità emotiva e per i suoi comportamenti anticonformisti.

Dopo aver vinto tre Slam su quattro, come era possibile che questo grande campione fosse finito così in basso, arrivando a perdere deliberatamente le partite importanti, a insultare gli avversari e a fare uso di meta-anfetamine (come confermato dalla sua autobiografia)?

Per gli psicologi e gli educatori, la risposta è ovvia. Agassi, nonostante le sue enormi doti atletiche e tennistiche, non era dotato di altrettanto buone competenze socio-emotive, ossia quell’importantissimo mix di autocontrollo, consapevolezza sociale e capacità decisionale.

Le competenze socio-emotive, a differenza del pensiero astratto e di altre abilità cognitive, sono essenziali per ottenere buoni risultati in qualsiasi aspetto della vita. Per questo motivo all’ IDB Research Department diamo grande importanza ai progetti che spingono i genitori a insegnare ai propri figli l’autocontrollo e il rispetto dei confini sociali a partire dalla più tenera età. Promuoviamo anche programmi di tirocinio e apprendistato lavorativo che insegnino non solo l’uso delle tecnologie e attività lavorative di vario genere, ma anche che infondano doti di leadership e capacità di lavorare in gruppo.

Le competenze socio-emotive nascono in tenera età

L’apprendimento di queste capacità inizia nei primi anni della vita. Un recente studio esamina le abilità non-cognitive dei bambini della scuola materna, compresa la loro capacità di portare a termine dei compiti assegnati, di assumersi delle responsabilità e di gestire le esperienze socio-emotive. Questo studio mostra una forte correlazione tra le capacità di cui è dotato ogni bambino e il suo futuro successo come giovane adulto nello studio e nel mondo del lavoro. Mostra anche come esista un collegamento tra le scarse le competenze sociali alla scuola d’infanzia e i problemi adolescenziali di salute mentale, abuso di sostanze e criminalità. Un miglioramento del nostro comportamento socio-emotivo può davvero fare la differenza in molti aspetti della vita.

Una meta-analisi dei programmi educativi sulle competenze socio-emotive svolta dalle scuole materne alle superiori negli Stati Uniti, ha confermato come il miglioramento delle stesse fosse correlato a un significativo miglioramento dei risultati scolastici. Gli studenti che avevano preso parte ai programmi mostravano inoltre un atteggiamento più positivo verso se stessi e verso gli altri e meno problemi comportamentali.

Più successo con i programmi di formazione

A Chicago nel 2001 una ONG chiamata Youth Guidance ha creato un programma educativo chiamato “Becoming a Man” (Diventare un uomo) per aiutare gli adolescenti provenienti da famiglie a basso reddito a gestire lo stress e gestire meglio le proprie emozioni, attraverso giochi di ruolo, tecniche di rilassamento e la discussione dei problemi. A seguito di questi incontri settimanali con un consulente esperto in materia, il numero di arresti per atti di violenza tra i partecipanti è diminuito del 50%. La percentuale dei diplomati alla scuola secondaria è salita del 15%.

Esiste anche un’iniziativa della Banca Mondiale a favore degli adolescenti in Messico che applica principi simili a quelli del nostro programma con lo scopo di ridurre la criminalità.

Ugualmente molte nazioni latino-americane e caraibiche, offrono programmi che vanno dai tre ai sei mesi, per aiutare i giovani ad avere una formazione tecnico-lavorativa e socio-emotiva con brevi stage sovvenzionati dal governo con sussidi giornalieri e stipendi.

Le iniziative di riferimento restano comunque quelle offerte dai paesi europei come la Germania, l’Austria e la Svizzera che comprendono ottimi programmi di apprendistato della durata di 1-3 anni per gli adolescenti di 15 e 16 anni. Questi programmi, cofinanziati dallo stato e da aziende private, offrono sia un tirocinio tecnico-lavorativo che l’opportunità di acquisire competenze socio-emotive fondamentali, come la capacità di leadership, problem solving e il lavoro di squadra. 

I corsi di formazione, chiaramente, non sono l’unico modo per acquisire questo tipo di capacità. Ogni persona può migliorare le proprie competenze socio-emotive con la forza di volontà. Per esempio, Andre Agassi, dopo essersi messo in mostra per anni con il suo look eccentrico e il suo atteggiamento ribelle e poco disciplinato, ha dato una svolta alla sua vita ed è tornato ad essere numero uno nel ranking mondiale all’età di 29 anni. Inoltre, una volta ritiratosi dal tennis, è riuscito a raccogliere decine di milioni di dollari per l’istruzione dei bambini poveri, sia nella sua scuola “Andre Agassi College Preparatory Academy” che in molte altre.

L’influenza dell’età sulle competenze socio-emotive

Anche il passare degli anni gioca un ruolo determinante.   Un esauriente studio ha rivelato come le caratteristiche fondamentali per avere successo nella vita, come la disponibilità, l’affidabilità e la stabilità emotiva, tendono a migliorare nel corso della vita, mentre si passa dall’adolescenza all’età adulta e poi all’inizio della vecchiaia. Gli effetti positivi del passare degli anni sono probabilmente alla base del cambiamento di Steve Jobs: il giovane e irascibile ribelle senza le idee chiare è stato cacciato dalla Apple all’età di 30 anni per poi farvi ritorno dopo 10 anni dotato di una maggiore pazienza, più self-control e più competenze relazionali che gli hanno permesso di incoraggiare il talento dei suoi dipendenti e di portare l’azienda ai vertici mondiali.

Spesso però è troppo tardi aspettare l’arrivo della mezza età e anche solo l’avvicinarsi dei 30 anni. Se non abbiamo queste capacità, dobbiamo cercare di impararle il prima possibile. Come rivela l’ e-book  del 2017 della IDB “Development in the Americas” esistono numerosi progetti che sono riusciti ad aiutare le persone da questo punto di vista. L’ampliamento di questi progetti sarà fondamentale per lo sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi, perché danno la possibilità ai partecipanti di sviluppare il proprio potenziale e possono addirittura aiutare la pace sociale e la produttività nel continente.