Il gioco interiore nel tennis - Lezioni di psicologia sulle prestazioni sportive di alto livello



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Il gioco interiore nel tennis - Lezioni di psicologia sulle prestazioni sportive di alto livello

“The inner game of tennis” (“Il gioco interiore nel tennis”) è uno dei migliori libri mai scritti sul successo e la crescita personale.

Di primo acchito potrebbe sembrare un semplice manuale per tennisti, ma in realtà insegna a padroneggiare meglio la nostra mente per migliorare le prestazioni, non solo in ambito sportivo.

Ecco il concetto attorno a cui ruota il libro: le più grandi vittorie ad alto livello non vengono decise dalle doti tecniche e dalle capacità fisiche. Queste grandi abilità sono ampiamente padroneggiate da tutti gli sportivi e i professionisti di alto livello. Chi riesce a diventare davvero il numero uno nel suo settore e a mantenere quel tipo di prestazione nel tempo, oltre alle indiscusse capacità tecniche, è in grado anche di gestire molto bene quello che l’autore chiama il proprio “gioco interiore”.

Attraverso il metodico miglioramento degli schemi di pensiero, possiamo fare sì che il nostro potenziale e le nostre capacità si esprimano senza limitazioni di sorta. 

Quindi, per diventare molto bravi nel settore di vostra competenza, dovrete innanzitutto diventare bravi a gestire la vostra mente e le vostre emozioni.

Qui di seguito troverete un elenco di frasi tratte dal libro, ognuna delle quali sarà seguita da alcune mie considerazioni personali.

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La competenza massima

Solo lavorando per migliorare la capacità di gestire il gioco interiore, avrete la possibilità di raggiungere il massimo delle vostre capacità e la piena soddisfazione mentre giocate.

Sto parlando del gioco che si svolge nella testa del tennista, in cui gli avversari possono essere il calo di concentrazione, il nervosismo, le sue insicurezze e le sue autocritiche. In sintesi, in questo tipo di partita, lo scopo è superare le abitudini mentali che limitano le nostre prestazioni sportive.

La maggior parte delle persone non conosce neppure l’esistenza di questa “partita interiore”, né tanto meno si rende conto della sonora sconfitta che spesso subisce.

È ora di impegnarsi anche in questa partita!

Il potenziale

Quando piantiamo nel terreno il seme di una rosa, possiamo notare quanto sia piccolo, ma non possiamo criticarlo per non avere radici e stelo. Lo trattiamo come un seme, fornendogli acqua e il nutrimento necessario perché possa crescere. Quando un germoglio spunta per la prima volta dal terreno, non lo giudichiamo perché sembra essere ancora poco sviluppato, né critichiamo i boccioli se non sono ancora sbocciati. Ammiriamo semplicemente la nascita della vita e diamo alla pianta le cure necessarie per ogni fase della sua crescita.

La rosa è sempre una rosa da quando è un seme fino alla sua morte. Possiede da subito tutto il potenziale. È coinvolta in un continuo processo di crescita; ma ciò nonostante, in ogni fase della crescita è perfetta.

Immaginate come la vostra vita possa cambiare pensando a questa frase e credendoci veramente: ho dentro di me, in ogni momento, tutto il potenziale necessario alla mia crescita.

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Lasciare andare il giudizio

Abbandonare il giudizio non significa ignorare i propri errori. Significa semplicemente osservare gli eventi per quello che sono, senza aggiungere nessuna valutazione giudicante.

Credo che il motivo per cui molte persone facciano fatica ad abbracciare l’accettazione, la consapevolezza e l’assenza di giudizio sia perché credono che questi concetti implichino un certo livello di passività e di debolezza. Ma non esiste niente di più sbagliato.

Scegliere di vedere la realtà per quello che è, senza proiettarle sopra il proprio vissuto interiore è un vero super potere.

L’impegno

Il segreto per vincere in qualsiasi circostanza è non sforzarsi troppo. In generale credo che impegnarsi sia più importante nell’allenamento che in partita. Quando siete nella fase di apprendimento, lo sforzo e l’impegno ripagano sempre. Ma quando dovete utilizzare le capacità acquisite nella vita, lo sforzo potrebbe interferire con quello che sapete già fare.

L’autocritica

È interessante osservare come il pensiero giudicante tenda a propagarsi. Potrebbe iniziare col pensare “Che servizio fiacco!”, per passare a “Oggi servo male”. Dopo aver servito male qualche altra volta, potrebbe passare a “Il mio servizio fa schifo” poi “Sono un tennista senza servizio” e per finire “Faccio schifo”. Inizialmente la mete giudica l’errore commesso, poi tende a raggruppare una serie di errori commessi, poi tende a identificarsi con questi errori e quindi a emettere un giudizio negativo generale su di sé.

Ecco perché è importante cercare di fermare velocemente questa escalation di pensieri negativi. Se lasciassimo proseguire il circolo vizioso dell’autocritica e del sentimento di vergogna che genera, tenderebbe a dilagare a tal punto da rendere quasi impossibile uscirne.

Come diceva un mio vecchio professore, “Il vero problema non è cadere dal carro, ma restare impantanati nel fango!”.

Imparate a diventare consapevoli del vostro dialogo interiore negativo per cercare di fermarlo sul nascere.

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Le cattive abitudini

È difficile cambiare un’abitudine senza sostituirla con un’altra. Ma è comunque estremamente semplice eliminare le cattive abitudini avendo in mente una precisa alternativa positiva e soddisfacente che possa soddisfare lo stesso bisogno, solo in modo più sano e produttivo.

Tutto sarà più facile con un metodo ben organizzato che vi aiuti a mantenere il nuovo comportamento.

Le etichette

Etichettare qualcosa in modo negativo solitamente provoca delle reazioni emotive, porta a irrigidirsi, a sforzarsi troppo, a criticarsi, ecc.

Questo processo può essere rallentato utilizzando parole descrittive non giudicanti per rappresentare ciò che sta avvenendo.

Per fare in modo che il vostro potenziale possa emergere, provate a cambiare strada, lasciando risplendere il vostro talento.

Chiaramente è più facile a dirsi che a farsi. Il dialogo interiore giudicante può sembrare un’abitudine su cui non abbiamo controllo, ma vi assicuro che può essere gestito.

Piuttosto che cercare di fermare o eliminare questo dialogo, cercate di ridurlo a osservazioni che possano semplicemente descrivere i fatti.

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Il pensiero positivo

È impossibile giudicare un evento in modo positivo senza di conseguenza classificare altri eventi come positivi o negativi.

Il pensiero positivo è comunque un pensiero giudicante. Anche se può farvi momentaneamente sentire bene, vi farà facilmente passare da una forma di giudizio all’altra.

Perché non provare a smettere completamente di giudicare e cercare semplicemente di notare le cose per quello che sono, compresi voi stessi?

L’identità

Se una madre si identifica con ogni capitombolo del proprio figlio e si inorgoglisce per ogni suo successo come se fosse suo, l’immagine che avrà di sé sarà instabile come l’equilibrio del piccolo. È importante capire dove si decide di investire la propria identità e il senso di sé. In generale, possiamo dire che qualsiasi cosa fuori dal nostro controllo diretto non sarà un buon oggetto di investimento: le altre persone, dei sentimenti particolari, i soldi, la fama.

Degli oggetti migliori su cui investire la propria identità possono essere l’impegno nel lavoro, la gentilezza, la curiosità, l’apprendimento, la generosità, ecc.

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La pace interiore

Il modo migliore per placare la mente non è certo dicendole di stare zitta, litigandoci o criticandola, finendo così per criticare noi stessi. Combattere contro i propri pensieri non funziona. Quello che può essere più utile è imparare a indirizzarli. Avrete sicuramente già sentito la frase “Tutto ciò a cui resisti, persiste”. Ma la domanda che sorge spontanea è: “Ok, smetto di resistere … e poi?”

Non è sufficiente distogliere semplicemente l’attenzione da un modo di pensare poco proficuo (come litigare con i propri pensieri). Dobbiamo imparare a padroneggiare l’arte di reindirizzare la nostra attenzione verso qualcosa di più utile. Questo processo avviene in due parti:

1 – Tenete a portata di mano delle alternative interessanti sui cui spostare l’attenzione. Coltivate oggetti di attenzione che siano in grado di donarvi pace e non stress. Gli hobby possono essere d’aiuto.

2 – Praticate lo spostamento dell’attenzione da un oggetto all’altro. Cercate di allenarvi a eseguire questo processo mentale.

La competitività

Il bisogno di auto-affermazione si basa sull’insicurezza e sulla mancanza di autostima. Quanto più una persona sarà insicura di chi è, tanto più avrà bisogno di affermarsi.

Ecco un paradosso della psicologia delle prestazioni di alto livello: quanto meno la vostra identità sarà messa a rischio durante la prestazione, migliore sarà la prestazione stessa. La paura che la vostra identità venga danneggiata interferirà sempre negativamente con la qualità della vostra prestazione.

Lasciate la vostra identità fuori dal campo.

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La concentrazione

I maggiori cali di concentrazione avvengono quando rimuginiamo sui punti appena giocati o iniziamo a preoccuparci di quello che sta per accadere.

La capacità di muoversi nel tempo con la mente è una grande dote e un grande vantaggio dell’essere umano rispetto agli altri mammiferi. La capacità di imparare dal passato e di sognare il futuro ha aiutato l’uomo a realizzare grandi imprese, ma a volte si rivela fonte di preoccupazioni, di ruminazione e di distrazione.

Per il bene della vostra salute mentale e della vostra produttività, allenatevi a mantenere la vostra attenzione sul “qui e ora”.

Il controllo

La nostra stabilità interiore aumenta quanto più accettiamo l’esistenza di cose che non possiamo controllare e quanto più gestiamo in prima persona le cose che possiamo invece controllare.

Lo scopo degli allenamenti e della preparazione è insegnare al nostro corpo e alla nostra mente come raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti.

Per le persone di successo una scarsa preparazione e la mancanza di impegno solitamente non sono un problema. Ma l’auto-sabotaggio può avvenire sforzandosi troppo e interferendo con quello che ci si è allenati a fare. Questa errata applicazione dello sforzo è fondamentalmente un problema di controllo.

Per arrivare ai livelli di successo più elevati, dobbiamo cercare di lasciare andare il controllo e fidarci delle nostre capacità.

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Spostare l’attenzione

Poiché la mente sembra avere una sua volontà indipendente dalla nostra, come possiamo imparare a tenerla concentrata sul presente? Solo con l’allenamento. Non esiste nessun altro modo!

Ogni volta in cui i vostri pensieri scappano via, riportateli gentilmente verso il “qui e ora”.

Ogni volta in cui parlo dell’importanza dell’allenarvi a indirizzare la l’attenzione e a restare concentrati su un oggetto “X” e a farla tornare gentilmente a quell’oggetto in caso di distrazione, ricevo sempre questa risposta: “Sì, sì, bell’idea! Ma nella pratica come si fa?”

Le persone vorrebbero avere qualche consiglio, imparare qualche trucco segreto o qualche scappatoia che le aiuti a mantenere l’attenzione e la concentrazione. Questo equivale a dire “Ok, ma in pratica come si fa a salire sul tapis roulant e correre?”

Non perdere la testa

Lo strumento più importante che può possedere l’uomo di oggi è la capacità di riuscire a mantenere la calma nel bel mezzo di cambiamenti repentini e destabilizzanti. La stabilità interiore non viene raggiunta nascondendo la testa sotto la sabbia di fronte al pericolo, ma interrogandosi sulla vera natura di quello che sta succedendo attorno a noi e cercando di rispondere con dei comportamenti adeguati.

L’osservazione è il primo passo del Metodo Scientifico. Infatti l’eccesso di teorizzazione, analisi e altre forme di pensiero, tende ad essere fuorviante in assenza di dati concreti da cui partire.

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Vincere

Vincere significa superare gli ostacoli per raggiungere un obiettivo; ma il valore della vittoria è proporzionale al valore dell’obiettivo raggiunto. Non ha senso avere uno scopo ma non una strategia per raggiungerlo e neppure avere una strategia senza uno scopo adeguato.

Impegnatevi a diventare esperti di tattica ma anche generali, tecnici ma anche direttori, psicologi ma anche un po' filosofi.

L’eccellenza

La nostra capacità di migliorare e avere successo in ogni campo dipende dalla nostra capacità di formare delle buone relazioni.

Se creando buone relazioni, possiamo ottenere grandi risultati nel mondo esteriore (con persone, luoghi, oggetti, conoscenza, abilità pratiche), la realizzazione dell’eccellenza richiede anche il raggiungimento di una buona relazione con noi stessi e coi nostri pensieri.

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