Gli errori forzati nel tennis



by   |  LETTURE 3117

Gli errori forzati nel tennis

Il tennis è fatto di vincenti, ma soprattutto di errori. Le statistiche dei tornei tengono conto solo dei vincenti e degli errori non forzati, ma così facendo, spesso confondono le idee sul reale svolgimento della partita.

Nella finale del Roland Garros 2018 vinta in tre set da Rafael Nadal, il suo avversario Dominic Thiem ha eseguito 41 vincenti, compresi gli ace. Nadal solo 26.

Thiem ha commesso 47 errori non forzati, compresi i doppi falli. Nadal 24. Questo ci potrebbe far pensare che Nadal abbia vinto il match con un tipo di gioco difensivo.

LEGGI ANCHE: Come liberarti dal burattinaio della mente

Sommando i vincenti e gli errori non forzati, rimane escluso un quarto dei punti giocati. Che tipo di punti sono gli altri 45? Questi punti non vengono presi in considerazione dalle statistiche ufficiali: non sono né vincenti, né errori non forzati; si tratta semplicemente di “errori forzati”.

In quella finale Nadal ha eseguito soltanto 26 vincenti, ma ha anche costretto il suo avversario ad commettere 32 errori forzati. In altre parole, la sua capacità di costringere Thiem all’errore è risultato un fattore preponderante rispetto ai classici vincenti.

Questi altri punti vinti con gli errori forzati sono stati superiori ai vincenti di Thiem. Thiem da parte sua ha commesso solo 14 errori forzati, meno della metà di quelli di Rafa.

Come definireste l’errore forzato?
Secondo Leo Levin, direttore della Sports Analytics che raccoglie i dati dei 4 Slam, “Quello che cerchiamo di fare è trovare il colpevole. Ogni volta che viene commesso un errore forzato, il colpo precedente deve essere stato un tiro aggressivo d’attacco.”

Ecco un esempio. Nel primo game contro Nadal al quarto turno, il giocatore francese Maximillian Merterer ha perso uno scambio di 8 colpi sbagliando un dritto. È stato calcolato come errore non forzato. Ma Merterer ha dovuto correre da un lato all’altro del campo, ha quindi dovuto rispondere in corsa, dovendo combattere con la distanza, il tempo, lo spin e la potenza del dritto di Nadal.

Calcolando tutto questo, lo considerereste davvero un errore non forzato? Lo potremmo in effetti considerare un classico errore forzato. Secondo Levin, “Quello che analizziamo solitamente è la velocità del colpo precedente, il suo piazzamento, la profondità e l’angolazione, quanto ha dovuto correre il giocatore per arrivare sulla palla e anche in che direzione stava andando.”

LEGGI ANCHE: Conosci la linea sottile che separa una competizione vinta da una persa?

Levin è arrivato a queste conclusioni studiando le partite dei sui compagni di college e poi lavorando per un’azienda che stava iniziando a fare analisi statistiche delle partite.

“Il concetto che alla fine abbiamo stabilito è che ogni punto si può concludere in tre modi diversi: un vincente, un errore forzato e un errore non forzato. Ogni singolo punto rientra in una di queste tre categorie.”

“Un errore forzato è molto più vicino a un vincente di quanto lo sia un errore non forzato. Un errore non forzato è una situazione in cui il giocatore sta giocando in completo controllo, ma poi sbaglia.”

Questo ci ha portati a sviluppare il concetto di “Percentuale di aggressività”, a volte chiamata anche “Margine di aggressività”. L’idea è quella di conteggiare i punti con cui i giocatori hanno spinto all’errore l’avversario, invece di conteggiarli contro il giocatore che ha commesso l’errore.

Osservate come questo può cambiare le statistiche tornando alla finale del Roland Garros. I vincenti e gli errori forzati totali di Nadal diventano 59. I vincenti e gli errori forzati di Thiem 55.

In questo modo le statistiche, sembrerebbero indicare Nadal come il giocatore più aggressivo e non Thiem. Se aggiungete i 47 errori non forzati di Thiem, e capire perché la partita è stata una disfatta per lui.

E forse, includendo gli errori forzati, la “percentuale di aggressività” di Nadal risulterebbe ancora maggiore.

LEGGI ANCHE: IL DESIDERIO E L'INTENZIONE DI FARCELA

Levin ha usato questo metodo per analizzare molti altri incontri. Ha quindi concluso che il gioco aggressivo si riferisce in generale a un 67% dei punti giocati dagli uomini e a un 57% per i punti giocati dalle donne.

È vero, alcuni errori forzati possono rientrare in un’ampia una zona grigia difficile da giudicare. Ma dal mio punto di vista, dovrebbero diventare l’ossessione di ogni tennista, perché rappresentano i punti con cui si vince o si perde una partita, e per gli allenatori e i fans rappresentano il modo per capire come farlo.

John Yandell, molti anni fa, ha scritto una serie di articoli sugli errori forzati e su come inserirli nelle statistiche delle partite.

Ha iniziato ad esaminare una finale degli US Open tra Sampras e Agassi. Dopodiché ha esaminato la finale del Roland Garros del 2006 tra Nadal e Federer, la loro finale a Wimbledon dello stesso anno e la finale di Wimbledon di due anni dopo e molti altri incontri. In ogni match la partita viene descritta dal Margine di aggressività, ossia la somma dei vincenti e degli errori forzati, da cui vengono sottratti gli errori non forzati.

LEGGI ANCHE: Come gestire la rabbia con la tecnica “Calma Hulk”


Uno dei principali errori forzati si verifica quando, in fase di manovra, l’avversario ci sposta sugli esterni del campo così da non lasciarci il tempo di controllare la palla e quindi il gioco.
Consiglio: allenati a colpire sia il dritto che il rovescio a sventaglio. Questo accorgimento ti aiuterà a guadagnare secondi importanti negli spostamenti orizzontali in campo. Arrivare prima sulla palla è il modo migliore per colpire con più efficacia e controllo, trasformando così un colpo difensivo in uno d’attacco.

DRAGONET: L’unica macchina che ti aiuta a diventare un professionista del tennis.


Ecco un semplice esercizio che puoi fare nel tuo giardino di casa o in un piccolo terrazzo: