I nuovi numeri magici



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I nuovi numeri magici

Sicuramente conosciamo le percentuali sulla prima di servizio, il numero di vincenti e degli errori non forzati. Ma questi dati cosa ci dicono veramente su chi ha la possibilità di vincere e su come riuscire a giocare meglio?

Con questo articolo vorrei parlarvi di un modo diverso di vedere il tennis, diverso dalla visione che hanno quasi tutti gli allenatori e i commentatori sportivi; non solo di vedere il tennis professionistico, ma il tennis di qualsiasi livello. Affronterò inoltre l’argomento utilizzando dei dati statistici particolari.

Sto parlando dei “nuovi numeri magici” che rappresenteranno le fondamenta di un nuovo modo di analizzare le partite e persino gli allenamenti.

Queste statistiche sono state create studiando il tennis dei migliori al mondo, ma anche osservando dati simili nel tennis di ogni livello, compresi gli under 18, gli under 12 e i bambini di 10 anni. La cosa più incredibile è quanto questi dati siano simili in ogni fascia di età e di livello di gioco.

Il primo numero magico

Ecco la prima informazione importante di questa ricerca: anche l’1% ha una grande importanza. Ogni singolo punto riveste un’enorme importanza. Il tennis si gioca su margini infinitesimali. La differenza tra vincere e perdere è davvero minima.

Per ogni partita parliamo anche di solo uno o due punti. Quando Novak Djokovic ha battuto Roger Federer nella finale degli US Open del 2015, in quella partita sono stati giocati in totale 292 punti. Federer ne ha vinti 145 e Novak 147.

Questo è l’esempio di una partita, ma in un’intera carriera quanti punti si devono vincere per diventare numero uno al mondo come Djokovic? Che percentuale di punti vince Novak mediamente?

Abbiamo fatto questa domanda a molti allenatori e spesso abbiamo ricevuto come risposata due terzi o anche di più, ma la risposta corretta qual è? Solo il 55%. Poco più della metà dei punti giocati.

Considera la metà dei punti, aumentala leggermente e vincendoli potrai diventare il numero uno al mondo. Ecco i numeri di Novak Djokovic, che sono simili a quelli di Rafael Nadal prima di lui e di Roger Federer prima ancora.

Proviamo ad analizzare adesso il numero due al mondo. Andy Murray ha vinto il 52% dei punti giocati nel corso della carriera. John Isner solo il 51% e per questo motivo è dietro ai migliori. Kevin Anderson solo il 50% e questo lo posiziona indietro o comunque non e' costante nei suoi rendimenti.

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Se quindi un ragazzino vi dovesse chiedere “Come si diventa numero uno al mondo?”, la vostra risposta sarà molto semplice: “Vinci il 55% dei punti nella prossima partita e continua a mantenere quella percentuale per tutta la tua carriera da professionista. Se riuscirai a farlo, diventerai numero uno al mondo.”

Per le donne non cambiano le cose. Serena Williams ha vinto il 55% dei punti giocati nelle partite del circuito WTA. Petra Kvitova il 52% e al momento è al numero 12. Sloane Stephens ha vinto il 49% dei punti ed è dietro le migliori con rendimenti altamente scostanti.

Queste sono le differenze di percentuale che ti fanno passare dall’essere il migliore di sempre all’essere fuori dalla top ten. 

Vediamo un altro esempio. Nella storia del tennis quale giocatore ha maggiormente dominato un unico torneo del Grande Slam? Sicuramente Rafael Nadal a Parigi sulla terra. Ha subito vinto la prima volta in cui ha partecipato al torneo. L’ha vinto 9 volte su 10. Ha perso una sola partita in 10 anni. Ha quindi vinto il 99% delle partite disputate al Roland Garros.

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Che percentuale di punti ha vinto il giocatore che nella storia ha maggiormente dominato questo sport? Ha vinto il 56% dei punti giocati.

Il primo numero magico del tennis è quindi il 55. Nessun altro tipo di statistica è così precisa. Vincendo il 55% dei punti che giochi, diventi il numero uno al mondo. Con un 1% in più sei Rafael Nadal, la leggenda del Roland Garros. È bene che il mondo del tennis conosca questi numeri!

La durata degli scambi

Il secondo numero magico è ancora più incredibile. Riguarda la durata media degli scambi.

Anche se generalmente si crede esattamente il contrario, la percentuale di scambi molto lunghi nel tennis è davvero infinitesimale.

Ho analizzato più di 26.000 punti giocati durante il Roland Garros del 2014. Solo 24 punti hanno superato i 27 colpi in tutto il torneo. Parliamo di meno dello 0,10%. Non vi sembra incredibile?

Proviamo ad analizzare la finale degli Australian Open del 2015: quell’estenuante battaglia da fondo campo in cui Novak Djokovic ha battuto Andy Murray al quarto set. La durata media degli scambi è stata di 6,8 colpi, cioè un colpo in più rispetto alla durata media degli scambi di tutte le partite del torneo maschile (5,5 colpi per ogni scambio).

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Nella partita tra Djokovic e Murray, circa tre quarti dei punti sono stati giocati con un massimo di 9 colpi. Solo circa un quarto degli scambi è durato almeno 10 colpi. A volte potreste avere l’impressione di assistere sempre a degli scambi interminabili. Questo probabilmente accade perché sono gli scambi che restano più impressi nella mente, ma i numeri dicono qualcosa di completamente diverso.

Guardando poi in generale le partite dei tornei ATP, possiamo notare che gli scambi sono ancora più brevi. Il 70% dei punti nel tennis professionistico dura al massimo 4 colpi. Tutto qui.

Ciò significa che il 70% dei punti vengono giocati sui primissimi colpi. Un servizio. Un servizio e una risposta. Un servizio, una risposta e un altro colpo. 

Gli errori

Il terzo numero magico è rappresentato dalla percentuale di errori. Agli US Open del 2015 il 64% dei punti totali giocati nel tabellone maschile sono stati decisi da degli errori. Il 67% se parliamo solo del torneo maschile.

Il dato di fatto è che solo un terzo dei punti nel tennis professionistico viene concluso con un vincente. Tutto il resto dei punti viene deciso da errori forzati e non forzati.

Ma la cosa davvero impressionante è che ritroviamo la stessa percentuale nel tennis di ogni livello, anche nei tornei juniores. Due terzi di errori e un terzo di vincenti.

La maggior parte degli allenatori vi potrebbe rispondere che non è possibile, ma vi assicuro che sono stati considerati circa 30.000 punti di tornei giovanili. Nei tornei dei college americani gli errori sono risultati il 67%. Nel tornei femminili under 14 di Stati Uniti e Canada, il 67%. Nei tornei femminili under 12, sempre il 67%. La percentuale è incredibilmente sempre la stessa.

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Il quarto numero magico ha a che fare con i punti vinti scendendo a rete. Normalmente si pensa che nel grande tennis di oggi non si vincano molti punti a rete, perché la velocità e lo spin dei passanti hanno davvero raggiunto livelli incredibili. È vero che i punti a rete rappresentano una percentuale limitata, ma ciò avviene perché le discese a rete non danno buoni risultati? Anche in questo caso i numeri dicono proprio il contrario. Se vi dicessi che potreste vincere due terzi dei punti scendendo a rete?

Iniziamo dai professionisti. Agli US Open del 2015 la percentuale dei punti vinti attaccando a rete è stata del 65%. Ecco un altro dato interessante: la percentuale sale addirittura sopra al 70% per gli attacchi a rete di rovescio. Approfondiremo l’argomento nei prossimi articoli.

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Come per le statistiche precedenti, le percentuali sono incredibilmente simili a tutti i livelli, anche nei tornei giovanili, e lo studio si basa su dati derivanti da circa 80.000 scambi. Osservando i tornei a partire dai giocatori dodicenni in poi, la percentuale dei punti vinti a rete resta sempre del 60%. E per quanto riguarda i tornei juniores femminili? Le ragazzine vincono il 56% dei punti a rete. Dopo qualche anno la percentuale sale al 63%, superando i ragazzi della stessa età.

Conclusioni

In generale la nostra percezione di come vengono conquistati i punti nel tennis a tutti i livelli non è molto vicina alla realtà. Questa percezione errata può portarci a giocare in modo controproducente e soprattutto ad allenarci senza concentrarci sul tipo di gioco più utile ai fini della vittoria.

Dobbiamo lavorare per migliorare il modo in cui ci alleniamo.