ATTENZIONE.. ALLA SPALLA



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ATTENZIONE.. ALLA SPALLA

Quando parliamo di prevenzione di spalla per un tennista parliamo di quella prevenzione che si considera per un’atleta di sport overhead.

L’articolo completo è disponibile nel testo “Preparazione fisica del tennista” edito da www.altromondoeditore.com/libri.

Per meglio definire e contestualizzare questa dicitura parliamo di atleti e sport overhead in tutte quelle attività sportive dove vi è ripetizione del gesto di lancio o schiacciata e che implica quindi un movimento della mano e dell’arto superiore sopra all’altezza della spalla; nel tennis dunque il gesto del servizio e lo smash. La spalla per essere in grado di compiere questi gesti motori ha bisogno dell’interazione di 5 articolazioni:

- articolazione scapolo-omerale

- articolazione acromioclavicolare

- articolazione sternoclavicolare

- articolazione scapolo-toracica

- articolazione sottodeltoidea

Essa è l’articolazione più mobile del corpo umano e nei gesti specifici in situazioni overhead compie un movimento tra i più veloci possibili per il nostro sistema. Essendo un’articolazione molto mobile particolare attenzione va posta al rapporto tra mobilità articolare e stabilità articolare; Il problema maggiore tra queste due qualità che dovrebbero possedere i tennisti si presenta soprattutto quando ci si riferisce alla lassità ed all’instabilità di questa articolazione piuttosto che alla scarsa mobilità.

Quando si parla di lassità articolare si intende soprattutto lassità della capsula anteriore e della capsula inferiore mentre per quanto riguarda la capsula posteriore si ritrova piuttosto una rigidità articolare che porta a potenziale alterazione dei movimenti dati dalla traslazione della testa omerale che fa ridurre i gradi di movimento. La cuffia dei rotatori della spalla di un tennista oltretutto presenta un disequilibrio tra muscoli extrarotatori e muscoli intrarotatori; ai primi si attribuisce il 65-70% dell’importanza funzionale legata fondamentalmente alla posizione iniziale in cui si cerca di prestirare o precaricare verso l’indietro l’arto dominante guadagnando gradi di spinta (soprattutto nel servizio) e alla fase eccentrica e di “frenata” dell’attrezzo dopo aver colpito.

Per riassumere in breve le cose più importanti da considerare, allenare e tenere monitorate sono 3:

1) deficit rotazione interna (GIRD)

2) debolezza cuffia dei rotatori

3) discinesia scapolare

Dopo una introduzione teorica e anatomica nei prossimi articoli seguiranno alcuni semplici esercizi per prevenire noie muscolari e articolari.