COME MIGLIORARE LA TUA RESISTENZA IN CAMPO



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COME MIGLIORARE LA TUA RESISTENZA IN CAMPO

Nell’analisi del modello prestativo del tennista, di cui abbiamo iniziato a parlare nel precedente articolo, abbiamo visto come la resistenza sia una componente condizionale importante ma non del tutto prioritaria.

Essa interviene durante la partita soprattutto nella gestione delle pause (per pagare il debito d’ossigeno creato durante i singoli punti) e a ritardare la fatica che può incorrere con il protrarsi del match. Proprio questo sembra essere fondamentale nel tennis poiché definire in modo esaustivo la resistenza in questo sport è assai complicato date le tempistiche ridotte con cui si giocano i singoli punti. Sicuramente possiamo affermare che una buona base aerobica aiuta a mantenere costante la prestazione nel tempo; e per prestazione non intendiamo solo quella fisica ma anche quella tecnico-tattica e mentale.

Vi sono diverse metodiche di lavoro utilizzate nella programmazione di questa capacità (molto più che nelle altre) ed esse sono molto correlate con le caratteristiche soggettive di ogni tennista e dal periodo agonistico in cui ci si trova. La stagione sulla terra rossa o in generale i giocatori che prediligono confrontarsi su questa superficie sono solitamente maggiormente votati ad un gioco “fisico” e resistente rispetto agli altri.

Ricordiamo che la resistenza dipende da componenti fisiologiche di tipo centrale e periferico. Per componenti centrali intendiamo quelle componenti legate all’apparato cardio-circolatorio e respiratorio (cuore e polmoni) che si occupano di portare nutrimento a livello muscolare; mentre per quelle periferiche intendiamo quelle componenti legate alla respirazione periferica e quindi all’insieme di scambi che avvengono tra il sangue e i muscoli.

Se riportiamo questi concetti nella programmazione dei nostri allenamenti aerobici possiamo dividere in due tronconi le sedute da proporre ovvero le sedute aerobiche generali (fuori dal campo) e quelle specifiche (in campo).

Le sedute aerobiche fuori dal campo si avvicinano maggiormente a lavori aerobici centrali e possono riguardare per esempio sedute di running (outdoor o su tapis roulant), sedute su cyclette o bici da spinning, sedute su vogatore o clymber. Le sedute aerobiche in campo si avvicinano maggiormente a lavori aerobici periferici e possono essere svolte con la racchetta e con esercitazioni codificate “al cesto” e spostamenti specifici, lavori di preaffaticamento o postaffaticamento con navette, salti alla funicella o lavori preatletici e il susseguirsi di gesti tecnici.

Le considerazioni da fare quando si parla di allenamento aerobico non sono legate solamente alla natura dello stimolo (centrale o periferico) o alla specificità dell’esercitazione proposta (generale o specifica) ma esso è legato anche ai tempi di lavoro. I lavori intervallati ad alta intensità riproducono la natura intermittente del gioco del tennis e le pause (attive o passive) possono ridurre l’affaticamento e creare risposte più efficaci.

Una buona base aerobica è dunque utile a qualsiasi livello di gioco per ritardare la fatica e per cercare di mantenere efficienti ed efiicaci le capacità tecnico-tattiche. È consigliato allenare almeno 2 volte alla settimana tale capacità per trarre benefici nella qualità del vostro gioco.

L’intera parte legata all’allenamento della componente aerobica si trova nel libro “Preparazione fisica del tennista” a cura di Massimo Todeschi edito da www.altromondoeditore.com/libri.