COME PREVENIRE GLI INFORTUNI NEL TENNIS (parte 1)


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COME PREVENIRE GLI INFORTUNI NEL TENNIS (parte 1)

Su che cosa ci si concentra quando si lavora all’interno della sfera della prevenzione degli infortuni? Sicuramente ad alto livello, ma anche tra i giocatori di club, si entra in un terreno impervio quando si è chiamati a gestire al meglio la parte fisica e la parte tecnica, poichè unendosi, giocano un ruolo comune al fine di raggiungere il miglior risultato possibile per l’atleta e la miglior gratificazione e soddisfazione per il socio amatore. In ambito tennistico, e non solo, la parte fisica deve supportare la parte tecnico-tattica per eccellere nei gesti sport-specifici da mettere in campo.

Parliamo di prevenzione perchè questa parte dell’allenamento su cui si investe sempre maggiore spazio e tempo, e su cui ci si concentra ponendo particolare attenzione e svolgendo esercitazioni specifiche coinvolgendo articolazioni, catene muscolari e cinetiche o ai distretti anatomici particolarmente stressati durante il gioco, ricopre ormai un ruolo da protagonista.

Vediamo quindi cosa si intende per prevenzione degli infortuni e quali sono le situazioni potenzialmente più preoccupanti che potremo incontrare. Partiamo da una definizione chiara dicendo che la prevenzione è l’insieme di azioni finalizzate a ridurre i rischi e le probabilità che si verifichino eventi non desiderati. Per un tennista, ed uno sportivo in generale, l’infortunio è sicuramente uno degli eventi più gravi ed invalidanti in assoluto, soprattutto ad alto livello. Ma quali sono i potenziali infortuni in cui può incorrere un giocatore?

Come accennato in precedenza gli infortuni che colpiscono l’apparato articolare, muscolare o tendineo delle catene fortemente interessate ai movimenti specifici del tennista hanno sicuramente concause sia nella parte fisica che in quella tecnica. Laddove vi sono infortuni ad articolazioni come la spalla, il gomito o il polso abbiamo un primo campanello d’allarme che deve far riflettere sia il preparatore fisico che il coach, oppure il maestro di club. È per questa situazione strettamente correlata che potremmo essere di fronte a infortuni tecnici quando abbiamo infortuni che avvengono a causa di problematiche riconducibili alla tecnica sport-specifica (non corretta), soprattutto perché il tennis è caratterizzato da un’alta ripetitività dei gesti e l’overuse (sovrautilizzo) di alcuni distretti anatomici, muscolari, articolari è il fattore di maggior rischio sia per un’atleta che per un dilettante, soprattutto quando quest’ultimo non utilizza materiali, quali corde e racchette, consoni al proprio livello di gioco; altri infortuni definiti da non contatto (nel tennis non vi sono traumi da contatto fisico diretto) possono essere causati da fattori esterni (errata somministrazione di stimoli allenanti tra serie e ripetizioni, gesti o esercizi svolti in modo errato, condizioni climatiche non ottimali, riscaldamento non adeguato), che influiscono negativamente su fattori interni al corpo (affaticamenti muscolari, contratture o addirittura stiramenti e strappi). Insieme alle articolazioni dell’arto superiore (soprattutto) si pone attenzione su alcuni muscoli fondamentali e correlati alla tecnica esecutiva e che vedremo nei prossimi articoli come allenare al meglio.

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È quindi fondamentale integrare il lavoro della parte tecnico-tattica anche con sedute di videoanalisi che vanno ad oggettivare i parametri specifici e che supportano l’occhio e l’esperienza del coach/maestro. Ma oltre al coach a giovarne ovviamente sarà il giocatore che può capire ed individuare al meglio eventuali errori o correzioni da attuare per migliorare il suo tennis. Nella preparazione fisica fuori dal campo invece sono di fondamentale importanza protocolli di lavoro incentrati su lavori posturali atti ad equilibrare il più possibile l’atleta, esercitazioni che cercano di compensare eventuali squilibri muscolari, passando attraverso la mobilità articolare, la flessibilità e la stabilità dell’intero sistema corpo.

Articolo scritto da

MASSIMO TODESCHI
preparatore fisico nel mondo del tennis da 15 anni e docente di scienze motorie. Sono alla continua ricerca dello studio della parte scientifica che accompagna l’attività “da campo”...nulla è lasciato all’improvvisazione!!
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