Come eseguire un dritto “da Hall of Fame"


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Come eseguire un dritto “da Hall of Fame"

In questo post vorrei proporvi delle domande e delle risposte riguardanti il dritto, che non saranno estremamente dettagliate, ma andranno abbastanza in profondità da permettere di “unire i puntini” a chiunque sia dotato di sufficiente interesse o senso critico da cercare di ricostruire o correggere la propria meccanica di movimento.

Alcuni di voi avranno già capito che le immagini abbinate a molte delle domande spesso offrono già degli indizi di risposta.

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PRIMA PARTE – DOMANDE BASE

Perché il topspin è così fondamentale per l’efficacia del dritto nel tennis professionistico odierno?

Il topspin è l’unico modo che abbiamo per controllare l’aumentata lunghezza dei velocissimi colpi del tennis moderno. Data la velocità della testa della racchetta dei professionisti di oggi, la palla tenderebbe a uscire quasi sempre dal campo in assenza di topspin.

Quale zona di impatto sul piatto corde offre la possibilità di dare maggiore topspin alla palla (rispetto al centro)?

I dritti colpiti appena sotto l’immaginario equatore del piatto corde offrono la possibilità di generare un maggiore topspin (circa il 50% in più rispetto al centro del piatto corde).

Quale zona di impatto sul piatto corde offre invece una minore possibilità di creare topspin rispetto al centro?

I dritti colpiti sopra la linea dell’ equatore (circa il 70% in meno rispetto a quelli colpiti al centro).

In che posizione si trova il piatto corde dopo l’apertura nel dritto in top della maggior parte dei migliori tennisti al mondo?

Una volta completata l’apertura, la testa della racchetta va in chiusura (ossia si piega in avanti), grazie alla pronazione del gomito.

In che posizione si trova il piatto corde nel dritto in top della maggior parte dei top ten subito prima di iniziare lo swing in avanti?

Stessa risposta della domanda precedente.

Nel dritto in top dei migliori giocatori al mondo, in che posizione si trova il piatto corde al momento dell’impatto?

Se il piatto corde può avere un’inclinazione leggermente maggiore o minore, all’impatto risulta sempre e comunque inclinato.

SECONDA PARTE – DOMANDE DI APPROFONDIMENTO

Vero o falso? La sola posizione del piatto corde è il fattore determinante per la buona riuscita di un dritto in top. Se falso, spiegate quali altri fattori vengono coinvolti.

VERO. L’efficacia del dritto moderno dipende dalla capacità del giocatore di mantenere (e in alcuni casi modificare) l’inclinazione della testa della racchetta nei momenti cruciali dell’esecuzione del colpo, ossia soprattutto durante l’impatto con la palla. Altri fattori possono influenzare la capacità del giocatore di inclinare la testa della racchetta nei millesimi di secondo che precedono e seguono l’impatto con la palla (ad esempio la flessione del gomito o l’estensione e la flessione del polso).

Qual è la posizione ottimale della testa della racchetta nelle seguenti due fasi della parte finale del movimento?

Quando il braccio che impugna la racchetta arriva all’altezza della spalla: la testa della racchetta dovrebbe essere chiusa, ossia il lato che sta per colpire la palla dovrebbe essere rivolto verso il terreno di gioco.

Alla fine del movimento: risposta identica alla precedente.

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Quali sono i due cambiamenti fondamentali nella meccanica di movimento della racchetta (traiettoria di movimento e inclinazione del piatto corde) che caratterizzano il dritto dei top ten di oggi?

L’estrema chiusura della testa della racchetta in tutte le fasi del colpo, ma soprattutto durante l’impatto con la palla.

La significativa riduzione dell’angolo di inclinazione del movimento della racchetta verso il punto d’impatto.

In che posizione si trova la racchetta dei top ten che eseguono il dritto in topspin al momento dell’impatto (ossia circa 40 cm prima e dopo che la palla ha colpito il piatto corde)?

Anche in questo caso la racchetta è inclinata in avanti con un’angolazione che può variare dai 5 ai 17-18 gradi dalla perpendicolare a seconda del movimento che sta usando il giocatore.

Quanto può aumentare il topspin se si colpisce la palla non perfettamente al centro del piatto corde?

Colpendo la palla poco sopra o poco sotto il centro del piatto corde, lo spin può aumentare anche del 70%.

Quali dei seguenti aspetti tecnici può avere l’impatto maggiore sulla quantità di topspin nel dritto dei migliori giocatori ATP?

L’impugnatura

La traiettoria della racchetta

La posizione del braccio nello swing in avanti

Il movimento del braccio al momento dell’impatto

La posizione della mano dominante appena prima dello swing in avanti

La posizione della mano dominante al momento dell’impatto

Dall’osservazione di centinaia di ore di video in super-slow-motion, abbiamo dedotto che ciò che può aiutare a creare una maggiore quantità di topspin è il movimento del braccio dominante durante l’impatto con la palla. Secondo noi, l’impugnatura usata è invece l’aspetto meno influente. Gli altri fattori, ossia la traiettoria della racchetta, la posizione del braccio nello swing in avanti (gomito flesso o disteso, polso rigido o morbido), la posizione della mano appena prima dell’impatto, concorrono a influenzare la quantità di topspin solo in seconda battuta. Questi quattro fattori influenzano la quantità di pronazione che il giocatore riesce ad eseguire al momento dell’impatto. In ogni caso, senza avere una precisa intenzione di eseguire la pronazione al momento dell’impatto, i giocatori non riusciranno ad aumentare il topspin e quindi a controllare il colpo se la palla viaggia a velocità molto alte.

Non variare l’angolazione della testa della racchetta al momento dell’impatto, senza ruotare il braccio (pronazione), limiterà la vostra capacità di produrre topspin. Questo vi potrà tornare utile anche quando vorrete variare la quantità di topspin durante una partita.

Quale dei seguenti aspetti tecnici influenza in modo minore il topspin nel dritto dei giocatori ATP?

L’impugnatura

La traiettoria del movimento della racchetta

La posizione del braccio nello swing in avanti

La posizione della mano dominante appena prima dello swing in avanti

La posizione della mano dominante al momento dell’impatto

L’impugnatura sembra essere l’aspetto tecnico che l’influenza minore sul topspin. La traiettoria del movimento della racchetta e gli altri fattori che contribuiscono a inclinare in avanti la racchetta e a colpire la palla con consistenza nella zona appena sopra o appena sotto il centro hanno un impatto molto maggiore quando vogliamo generare più topspin.
 

Può essere di aiuto l’utilizzo di un’impugnatura Eastern molto accentuata (come Lendl e Federer) o di una Semi-Western (come Nadal e Djokovic) che aiutano a tenere il piatto corde più inclinato durante l’impatto?

Credo proprio di sì. In ogni modo, come dice il detto, “il diavolo è nei dettagli”. Per i giocatori che non hanno ancora capito che il modo in cui muovono il braccio al momento dell’impatto è il fattore fondamentale per dare l’effetto topspin al loro dritto (piuttosto che la scelta dell’impugnatura), il risultato finale è che finiscono per ridurre la loro capacità di imprimere alla palla un topspin estremo, eseguendo un movimento non ottimale nel momento più importante del colpo.

Per quelli tra voi particolarmente dotati di pensiero critico, potrebbe essere arrivato il momento di applicare il Principio di Costanza e porsi quindi questa ulteriore domanda:

Come si deve muovere il braccio per ridurre il topspin e perché?

Anche se finora abbiamo cercato di capire perché e in che modo i grandi giocatori di oggi cercano di usare molto topspin soprattutto sulle palle che viaggiano ad alta velocità, dobbiamo anche riconoscere che la capacità di variare la quantità di topspin offre grandi vantaggi tattici e strategici anche ai giocatori non professionisti.

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TERZA PARTE – DOMANDE AGGIUNTIVE

Disponete in ordine calante di importanza le caratteristiche tecniche del dritto in top.

Ecco l’elenco in ordine di importanza nel tennis di oggi:

La posizione della mano dominante all’inizio dello swing in avanti

Il movimento del braccio al momento dell’impatto

La posizione del braccio nello swing in avanti

La traiettoria seguita dalla racchetta

La posizione della mano dominante al momento dell’impatto

L’impugnatura

Quali sono le quattro caratteristiche principali del dritto in topspin dei migliori tennisti al mondo?

1 – la pronazione del gomito all’inizio dello swing in avanti

2 – la tendenza a tenere braccio disteso al momento dell’impatto (invece di piegarlo)

3 – uno swing in avanti più corto e verso l’alto

4 – pronazione attiva e controllata del gomito e del polso (e flessione del polso) al momento dell’impatto

Qual è la velocità media di un dritto in top durante una partita di un torneo ATP?

Sulla base delle nostre misurazioni e con l’ausilio di quelle effettuate da “occhio di falco”, la velocità media rilevata di un dritto in topspin è di 114/129 km/ora.

Quanto spin possiede mediamente un dritto in top durante una partita di un torneo ATP?

Chiaramente la quantità di spin varia a seconda della meccanica di movimento e dello stile di gioco unico e personale di ogni singolo giocatore; ma parlando in generale, la maggior parte dei top ten durante un torneo su cemento o sintetico, esegue un dritto mediamente dotato di 2.000–3.200 RPM (giri/min). “Occhio di falco” ha rilevato sul dritto di un giocatore che non ama il topspin come Juan Martin Del Potro, una quantità di spin pari a 1.900-2.200 RPM, mentre all’estremo opposto troviamo Rafa Nadal con una media di 3.700 – 4.300 RPM.

Quali sono le caratteristiche principali del movimento del dritto in topspin che hanno favorito la vittoria di 32 degli ultimi 40 slam?

La pronazione del gomito alla partenza dello swing in avanti e la distensione del braccio durante lo swing stesso.

Che caratteristica comune possiamo trovare nel movimento del dritto in topspin dei 39 (su un totale di 40) vincitori slam?

La caratteristica comune a tutti è la forte pronazione del gomito all’inizio dello swing, ossia nel passaggio dal movimento di apertura al movimento a colpire.

Tecnicamente parlando, tutti i vincitori slam eseguono questo tipo di pronazione. Solo il braccio di Martin Del Potro (vincitore di US Open 2009) ha una pronazione meno evidente rispetto agli altri: nel passaggio dall’apertura allo swing in avanti il suo movimento è diverso.

Qual è attualmente la tecnica o metodologia più efficace per analizzare e correggere la meccanica di movimento nel tennis?

Un video in slow-motion e la conseguente analisi qualitativa e anatomica resta il metodo più diretto ed efficace per capire e migliorare la meccanica dei colpi, in particolar modo tramite l’acquisizione di immagini ad alta velocità (fino a 240 fotogrammi al secondo) degli smartphone (oggigiorno sia gli I-phone che i Samsung hanno in dotazione i video ad alta velocità).

Parlando di tecnologia al servizio del miglioramento tecnico nel tennis, vorrei cogliere l’occasione per parlare di alcuni prodotti di alta tecnologia che abbiamo riscontrato non essere veramente in grado di offrire i risultati promessi: parliamo dei misuratori della velocità della racchetta, dello spin, dei localizzatori del punto di impatto della palla sul piatto corde, dei rilevatori delle geometrie di movimento della racchetta, come la racchetta Babolat Play e il sensore della Zepp e della Sony. Questi nuovi strumenti riescono ad eseguire abbastanza bene alcune misurazioni, soprattutto quelle relative alla velocità della testa della racchetta e alla velocità di palla.

L’aspetto meno convincente è la loro capacità di misurare la quantità di spin. Perché? Perché non la misurano in modo diretto. Ma allora come cercano di leggere lo spin prodotto dalla vostra racchetta? Questi strumenti cercano di desumere la quantità di spin della palla dalla velocità della racchetta e/o a volte misurandola direttamente grazie agli accelerometri e ai giroscopi moderni. Invece nel caso della Babolat Play, lo spin è calcolato mettendolo in relazione a dei dati contenuti nel microchip della racchetta. In definitiva questi dispositivi possono offrire una stima approssimativa, ma non una misurazione precisa dello spin. E non pensate che possa essere qualcosa di abbastanza preciso, perché sono stati effettuati degli studi che chiariscono quanto questo tipo di misurazione possa essere approssimativo.

Quindi in definitiva, attualmente riteniamo le riprese video lo strumento migliore per analizzare sia il movimento del tennista che lo spin della palla.

SE VUOI APPROFONDIRE: DIRITTO - Raccolta articoli Tennis World Italia

QUARTA PARTE – UTLIMA DOMANDA

Cosa significano questi numeri? (proprio in questo ordine) 4, 40, -5, 4000, 80, 18, 12, 25, 7. Copiateli in questo link webpage, prendete nota dei risultati e provate a spiegarli.

Questi sono i numeri che normalmente vengono utilizzati per calcolare e analizzare la traiettoria di un colpo; il link è disponibile sul sito di un rivenditore di racchette con lo scopo di aiutare i clienti a decidere quale racchetta acquistare. Questi numeri sono le “vere” misurazioni di un dritto di Nadal utilizzate in questo “programma”. Il programma ha stabilito che il colpo di Nadal non avrebbe neppure superato la rete, ben diversamente da quello che ha fatto il colpo reale: in fatti il colpo di Nadal ha superato la rete ed è atterrato dentro il campo.

Abbiamo inserito i dati anche di altri dritti “da Hall of Fame” ottenendo risultati simili. Secondo questo sito, il dritto dei migliori giocatori al mondo sfiderebbe le leggi della fisica, perché li vediamo quasi sempre superare la rete e restare in campo.

Ora non vogliamo fare un rendiconto troppo dettagliato della cosa, riportando le precise differenze tra i dati del software e i colpi reali. I difetti di questo programma ci fanno capire quanto ancora ci sia da imparare di quello che succede durante gli scambi. Le formule e gli algoritmi di questo programma devono essere migliorati prima di essere usati per descrivere le caratteristiche precise dei colpi.

È interessante notare quello che è successo inserendo i dati relativi a dei dritti di giocatori non professionisti: il software del sito è riuscito a ricostruire la traiettoria in modo abbastanza corretto (anche se purtroppo persistevano delle differenze tra lo spin calcolato e quello reale del 15-25%). Per questo motivo siamo giunti alla conclusione che chi ha ideato questo programma di calcolo ha utilizzato come esempio i colpi di giocatori non professionisti, anche perché risulta molto più semplice avere accesso diretto a questo tipo di scambi per formulare le equazioni usate e per desumere le caratteristiche del colpo (angolo di lancio, velocità di palla, quantità di spin) e poi utilizzare questi dati per confermare o verificare l’accuratezza dei risultati.

Quello che dovrebbe interessare ai tennisti, è che chi ha creato questo strumento di calcolo (vogliamo dargli il beneficio del dubbio) si è dimenticato di considerare la possibilità di utilizzarlo con giocatori di altissimo livello. Chi utilizza quindi questo “programmino” potrà farne un uso limitato, è chiaro. Possiamo comunque giustificare gli ideatori, ritenendo che i migliori giocatori al mondo difficilmente acquisteranno una racchetta tramite questo sito.

Possiamo concludere affermando che lo studio della prestazione tennistica è solo agli esordi.

Speriamo comunque che questo articolo vi sia stato utile a riassumere i concetti fondamentali della meccanica di movimento del dritto in topspin di altissimo livello.