La tecnica del servizio: 7 step per eseguire un servizio corretto


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La tecnica del servizio: 7 step per eseguire un servizio corretto

Il servizio per un tennista può essere un’arma potente, se eseguito in modo corretto. Ma se la tecnica è sbagliata, anziché un vantaggio può diventare più un limite.

Per apprendere la tecnica corretta non basterà qualche semplice suggerimento. Dovrete seguire alcuni passi e una sequenza ben precisa per creare il vostro movimento dalle basi.

I passi che vi sto per illustrare possono essere anche utili per correggere la tecnica che state già usando, nel caso in cui abbiate la sensazione che il vostro servizio non sia del tutto efficace. Ma questa lezione può anche essere utilizzata dagli assoluti principianti per imparare da zero.

Step 1: la stance

Per eseguire il servizio col braccio destro la punta del vostro piede anteriore (il sinistro) dovrà essere indirizzata verso il paletto destro della rete e il piede destro dovrà essere parallelo alla linea di fondo campo.

Questa posizione vi darà un buon equilibrio in tutte le direzioni.

La punta del piede posteriore dovrà anche essere allineata al tallone del piede anteriore, perché avrete bisogno di stabilità in tutte le direzioni per iniziare ad eseguire il movimento.

Questa posizione di base può essere aggiustata a seconda della direzione in cui deciderete di tirare la palla.

Se siete dei principianti che stanno iniziando a imparare per la prima volta la tecnica del servizio, vi consiglio di iniziare dal lato sinistro, perché da questo lato l’esecuzione del movimento avrà un’influenza minore sulla direzione che andrà a prendere la palla e questo vi faciliterà l’apprendimento iniziale.

Per eseguire il servizio esistono due modi di posizionare le gambe e poi utilizzarle nella spinta: la “platform stance” e la “pin-point stance”.

Nella platform stance per il servizio i piedi restano nella stessa posizione durante tutto il movimento. Il giocatore piega semplicemente le gambe, ruota le spalle, inclina leggermente il corpo e poi si allunga verso l’alto per colpire.

Nella pin-point stance invece, si inizia il movimento con i piedi come nella stance precedente ma, nel momento in cui lanciate la palla, dovrete spostare in avanti il piede posteriore avvicinandolo all’anteriore prima di iniziare a spingere verso l’alto.

Entrambi i movimenti sono corretti, ma solitamente la platform stance viene utilizzata dai giocatori più esplosivi, mentre la pin-point dai giocatori più alti che necessitano di ricevere meno potenza dagli appoggi.

Step 2: l’impugnatura

Per il servizio normalmente si consiglia l’impugnatura Continental.

Esistono molti modi per capire quale dovrebbe essere la giusta posizione delle dita per questo tipo di impugnatura. Ecco il modo che io ritengo sia il più semplice. Afferrate la racchetta come se fosse un martello e tenetela col piatto corde perpendicolare al terreno, come nella foto. Poi posizionate l’indice sinistro nell’ “avvallamento” che si crea tra il pollice e l’indice destro (per chi è destrorso), proprio vicino all’osso del pollice. Quindi osservate la posizione dell’indice sinistro sull’impugnatura della racchetta. Dovrebbe indicare il bordo in alto a sinistra.

* Uno dei modi per verificare se la vostra impugnatura è davvero Continental.

Il tipo di impugnatura è determinante per l’efficacia della tecnica che userete per il servizio. Ecco perché è fondamentale impugnare bene la racchetta.

Step 3: movimento a colpire (preparazione, accelerazione e pronazione)

Questo è il momento in cui avviene il servizio ed è qui che capiremo se verrà eseguito in modo corretto oppure no.

Provate a considerare gli elementi della fase preparatoria (torsione del corpo, piegamento sulle ginocchia, back-swing della racchetta, posizione a trofeo, ecc.) semplicemente come dei modi per accumulare l’energia che verrà poi sprigionata colpendo la palla.

Nel momento dell’impatto si capirà che tipo di servizio state eseguendo (piatto, in topspin o slice) e se l’avete eseguito in modo corretto e pulito oppure no.

Tutti gli elementi della fase precedente all’impatto non sono direttamente responsabili del modo in cui andrete a colpire la palla, anche se lo possono influenzare.

Per esempio, se la mia posizione a trofeo e il mio backswing non fossero corretti e non eseguissi la torsione del corpo né il piegamento delle gambe, avrei comunque la possibilità di colpire la palla in modo pulito e corretto (con o senza spin). L’unica conseguenza di una preparazione errata sarebbe la mancanza di potenza e di fluidità del movimento.

Allo stesso modo potrei eseguire perfettamente tutti i movimenti che precedono l’impatto con la palla e comunque non colpire bene perché al momento dell’impatto non sto muovendo in modo corretto la mano e il braccio.

Esistono delle sotto-fasi del movimento a colpire:

- Il movimento all’indietro del braccio con la racchetta

- Lo swing verso l’alto e il contatto con la palla

- La pronazione

Il movimento di apertura della racchetta viene eseguito facendola rimbalzare all’indietro e lasciandola quasi penzolare libera alle vostre spalle.

Il servizio può diventare un’arma molto potente perché sfrutta il movimento dinamico di molte parti del corpo che devono intervenire al momento giusto. Se la fluidità del movimento viene interrotta, perderemo potenza.

Insegnando la tecnica del servizio in modo così analitico, ossia descrivendo in modo dettagliato i singoli elementi, si rischia di non mettere in evidenza la grande importanza che ricoprono la fluidità e la continuità del movimento nel suo insieme.

Nel movimento che porta a colpire la palla, il rischio è quello di partire per lo swing verso l’alto da una posizione troppo statica e col tempo fare diventare un’abitudine questa pausa nella fluidità del movimento.

Per questo motivo cerco di parlare di “rimbalzo” della racchetta, per fare in modo che la racchetta resti sempre in movimento e che il braccio sia rilassato prima di iniziare a spingere la racchetta verso l’alto (e questo è proprio quello che deve succedere nel movimento del servizio).

Lo swing verso l’alto e la pronazione invece possono essere appresi in modo più semplice con questo esercizio: sistemate sul campo due file di palline, una delle quali a circa 45° rispetto alla rete e l’altra a circa 90°.

* Queste due file di palline vi daranno la giusta direzione del movimento del servizio.

Tutto ciò vi aiuterà a creare una chiara immagine mentale di come si dovranno muovere la racchetta e il braccio per colpire la palla.

Inizialmente vi potrà sembrare un po’ esagerato, ma vi aiuterà a capire come funziona la pronazione e a capire che il movimento non è un unico swing che va a colpire la palla con tutto il braccio. Questo è uno degli errori e delle credenze errate più comuni.

Visto da fuori, il servizio potrebbe sembrare composto da un unico movimento e da una parte finale eseguita a braccio teso. Ma osservando i filmati in slow motion, potrete rendervi conto che il movimento del braccio che sale e quello dell’avambraccio subito dopo l’impatto seguono due traiettorie diverse. Il movimento viene eseguito con la rotazione interna del braccio e dopo l’impatto dalla pronazione dell’avambraccio che cambia direzione.

Immaginate quindi di far salire la racchetta con un movimento inclinato di 45° seguendo la prima fila di palline.

*Il movimento della racchetta che sale verso la palla

Appena avrete colpito la palla, spingete la testa della racchetta in direzione perpendicolare alla rete seguendo la seconda fila di palline e poi chiudete la racchetta sulla destra: si posizionerà con la parte finale dell’impugnatura girata verso l’alto e inclinata a circa 45° con il piatto corde girato verso i teloni di fondo campo.

* Movimento della racchetta dopo l’impatto con la palla con enfasi sulla pronazione

Se tutto ciò vi può sembrare una semplificazione eccessiva del movimento, vi posso assicurare che unendo le due fasi in un movimento fluido, otterrete esattamente il corretto movimento del servizio piatto.

Personalmente ripeto spesso questa spiegazione tecnica coi giocatori che stanno cercando di correggere il movimento, perché solitamente l’errore avviene proprio in questa fase.

Una volta imparata bene questa fase, solitamente poi scompare in modo naturale la terribile “posizione del cameriere” (piatto corde parallelo al campo di gioco mentre la racchetta è dietro la schiena).

Nel caso in cui la posizione errata non dovesse sparire, provate altri esercizi per correggerla.

Step 4: backswing e lancio della palla

Ora che avete imparato a colpire la palla, dovete riuscire ad arrivare all’impatto nel modo corretto. Sto parlando di due movimenti che devono avvenire in modo simultaneo: lo swing all’indietro della racchetta e il lancio della palla.

Il lancio di palla non è facilissimo da imparare e spesso viene allenato in modo a sé stante. Il mio consiglio invece è di allenarlo sempre assieme al movimento della racchetta (almeno simulato).

Il classico esercizio in cui viene posizionato a terra davanti a voi un bersaglio (o anche la racchetta stessa) che dovete provare a colpire con la fase discendente del lancio di palla, a mio avviso non è particolarmente efficace se per l’esecuzione non assumete la posizione del servizio. Se cercate semplicemente di colpire il bersaglio, tenderete a concentrarvi solo su quel movimento senza muovere le altre parti del corpo. In realtà in quella fase dovete imparare anche contemporaneamente a ruotare il corpo, a far scendere la racchetta dietro di voi, a inclinare il busto, ecc.

Questi movimenti dovranno essere eseguiti anche quando vi esercitate nel lancio; ecco perché li ho riuniti in un unico step di questo tutorial che parla delle varie fasi del servizio.

* Provate a immaginare il movimento come un “sollevamento” della palla, piuttosto che un lancio.

I punti principali per eseguire un buon lancio:

- Posizionate la palla al centro della mano

- Tenetela sollevata delicatamente col pollice

- Tenete sempre il braccio dritto e muovete solo l’articolazione della spalla

- Lasciate andare la pallina quando sarà all’altezza dei vostri occhi ma continuate a seguirla sollevando il braccio

Se trovate delle difficoltà a imparare il lancio, vi consiglio il link di questo corso che dedica un intero modulo al lancio integrato con il movimento della racchetta. Il movimento all’indietro dovrebbe essere eseguito in modo rilassato, come se il braccio e la racchetta fossero dei pendoli.

Il braccio che deve eseguire il lancio si muove verso l’alto in modo simultaneo al braccio che impugna la racchetta. L’aspetto più difficoltoso qui è che il braccio che lancia la palla dovrà essere molto rigido mentre il braccio dominante dovrà essere estremamente rilassato.

Non sarà quindi un movimento naturale per il nostro corpo che è più abituato a tendere o rilassare entrambe le braccia contemporaneamente.

Se vi state allenando col lancio e trovate difficoltà a sincronizzare i due movimenti e a tenere un braccio più rigido e l’altro più rilassato, cercate di ricordare che serviranno alcune ripetizioni prima di riuscire ad eseguire bene il movimento.

Quando la racchetta arriverà nella famosa posizione a trofeo, vi consiglio di non cercare di posizionarla in verticale per due motivi:

1 – Se la racchetta è verticale nella posizione a trofeo, tenderà a scendere all’indietro nella posizione del cameriere, per azione della forza di gravità.

2 – Per arrivare dalla posizione a trofeo all’impatto con la palla, dovrete eseguire un movimento ben più esteso. Questo renderà più difficile trovare il timing tra il lancio e il movimento della racchetta.

L’errore più diffuso è quello di far scendere molto poco la racchetta dietro di voi per arrivare in tempo a colpire la palla, ma in questo modo il servizio non sarà potente.

Vi consiglio di portare la racchetta in una posizione più diagonale tenendo la racchetta più vicina alla testa e provando a toccarla. Il bordo della racchetta dovrebbe sfiorare la testa sopra la nuca.

* Ecco la posizione a trofeo che vi consiglio per eseguire un buon servizio

Adesso staccate leggermente la racchetta dalla nuca e vi troverete nella posizione a trofeo corretta. Da lì fate scendere la racchetta con un movimento ad arco e riuscirete così a trovare più facilmente il timing con la palla.

La sequenza dei due movimenti consiste nel muovere le due braccia contemporaneamente, con un braccio che lancia la palla (e poi la riprende) e l’altro che si mette nella posizione a trofeo.

Adesso la racchetta è leggermente inclinata con la punta allineata alla parte posteriore della vostra testa.

Parliamo adesso di un’altra parte importante della sequenza. Quando state iniziando ad eseguire la sequenza, dovrete anche iniziare a ruotare il corpo cercando di portarlo parallelo alla linea di fondo. Tutto dovrà partire dalla rotazione del corpo, che darà il primo impulso al movimento del braccio.

Questo movimento darà il via anche alla fase di avvitamento da cui verrà generata gran parte della potenza quando verrà poi eseguita in senso contrario.

Se lanciate la palla prima di iniziare la torsione, la vostra torsione sarà minima perché non avrete tempo di eseguirla. Infatti non vi rimarrà ancora molto tempo per andare a colpire la palla.

Capisco che ruotare prima il corpo possa rendere più difficile lanciare la palla con precisione in modo che raggiunga il vostro punto di contatto ideale.

Comunque, con un po’ di allenamento, sarete in grado di imparare il movimento e ad ottenerne grandi benefici, perché riuscirete così ad avere più tempo a disposizione per il resto del movimento e a generare più potenza.

Step 5: Il servizio in due fasi

Il servizio in due fasi è composto dallo step 4 e 3, cioè dal back swing e dal lancio (step 4) e poi dalla sequenza per colpire la palla (step 3).

Completate il vostro back swing e il lancio e poi riprendete in mano la palla mantenendo la posizione a trofeo.

* Prima fase: eseguite il back swing e il lancio e poi riprendete la palla

Lanciate di nuovo da questa posizione e poi colpite la palla facendo scendere la racchetta all’indietro (con il rimbalzo) e poi fate oscillare in avanti il braccio con le due traiettorie spiegate prima.

* Seconda fase: colpite la palla eseguendo la pronazione

Potete continuare a tenere le palline sul campo davanti a voi per avere una linea guida per il movimento della racchetta durante lo swing verso l’alto e la pronazione.

Ripetete il servizio in due fasi fino a quando riuscirete a:

- lanciare la palla in modo preciso in modo da riuscire a riprenderla senza spostare gli appoggi

- trovare la posizione a trofeo con la punta della racchetta subito dietro la vostra testa senza doverla troppo correggere.

Quando riuscirete ad eseguire un buon lancio e a trovare facilmente la posizione a trofeo con un back swing fluido, sarete pronti a servire.

Ma prima di farlo, concentriamoci ancora un attimo su un movimento fondamentale che vi aiuterà a colpire in modo potente.

Step 6: il movimento di potenza

Il movimento di potenza parte dalla posizione a trofeo e consiste nell’esecuzione di due movimenti simultanei:

la racchetta inizia a scendere

il corpo inizia a ruotare in avanti

Se questi due movimenti avverranno in contemporanea, il braccio dominante e la racchetta cadranno all’indietro in modo naturale.

* Questo movimento creerà una specie di “frustata” che spontaneamente genererà molta potenza.

Per chi serve con la destra, si verificherà un allungamento muscolare che parte dalla spalla, passa dal petto e arriva fino al fianco sinistro.

Immaginatevi di allungare al massimo un enorme elastico. L’elastico poi tenderà spontaneamente a tornare al suo stato iniziale, proprio quello che vogliamo fare col nostro corpo.

La maggior parte dei tennisti commettono l’errore di contrarre i muscoli in questa fase, pensando che una muscolatura che genera forza li possa aiutare a servire in modo potente.

Certo, è possibile servire in questo modo e la palla avrà anche una certa velocità, ma se volete davvero servire come i professionisti ATP, sappiate che loro usano un metodo diverso per dare potenza al servizio.

Il metodo di allungare il corpo e lasciare che spontaneamente torni come un elastico nella posizione iniziale, genera nella testa della racchetta una velocità di gran lunga maggiore, rispetto a quella generata dalla contrazione muscolare o dal tentativo di colpire con la sola forza.

La cosa strana in questo caso è che dovrete RILASSARE i muscoli per fare in modo che si allunghino, concetto che può sembrare un controsenso, dovendolo usare per colpire in modo veloce e potente.

Ecco il motivo per cui i miei tennisti spesso sbagliano il movimento. Solitamente raggiungono subito il massimo della velocità e non riescono ad andare oltre. Ecco anche il motivo per cui vi ho parlato del “movimento della potenza”, anche se può sembrare una tecnica molto avanzata adatta solo ai professionisti. Credo invece che vada usata anche dai dilettanti e che vada allenata molto per sentire bene il ritardo che si crea nel movimento della racchetta e l’effetto frustata, che andrà a creare una grande accelerazione con poco sforzo muscolare.

Per ruotare il corpo dobbiamo partire dai fianchi e poi ruotare in avanti anche il busto e le spalle mentre lasciamo scendere la racchetta dietro di noi.

* Il movimento di potenza visto di fianco: discesa della racchetta e rotazione del corpo avvengono in contemporanea

Tutto ciò potrà avvenire solo se rilassiamo il braccio e lasciamo allungare i muscoli delle spalle e del petto.

Essendo un esercizio basato sulle sensazioni, vi consiglio di esagerare la rotazione del corpo per sentire meglio il rallentamento del movimento della racchetta e poi la sua accelerazione verso il punto di contatto. Per cui possiamo ruotare completamente il corpo fino a trovarci paralleli alla rete.

Ma ricordatevi che, nella tecnica del servizio corretta, si dovrebbe accelerare e poi fermare la rotazione a 45° rispetto alla linea di fondo.

In entrambi i casi, comunque, lo scopo è trasferire il “momento” (quantità di forza motoria) decelerando il corpo per poi trasferirlo al braccio.

Il braccio, essendo molto più leggero del corpo e dovendo mantenere il “momento”, subirà un’accelerazione maggiore.

Step 7: Il finale del servizio

Il modo migliore per iniziare a servire in modo corretto è fare alcuni servizi in due fasi e poi provare a fare il servizio completo.

Ma adesso vorrei parlarvi del movimento finale. Osservando il servizio dei professionisti, noterete che completano il movimento sul lato sinistro (per chi usa la destra) e potreste voler cercare di imitarli.

* Dalla foto potete vedere che la racchetta finisce a sinistra del corpo, ma il movimento di Ljubicic è stato davvero volontario? In realtà i professionisti non eseguono volontariamente questo movimento, che invece avviene semplicemente grazie al rilassamento del corpo e del braccio che subiscono il moto d’inerzia.

In altre parole, il movimento finale avviene in modo naturale, non è eseguito dal tennista.

Quello che facciamo in pratica, è muovere il braccio con movimento rotatorio verso la palla. Per i giocatori destrorsi questo avviene in avanti sulla destra con un’inclinazione di circa 45° e poi la direzione viene modificata dalla pronazione.

Appena finita la pronazione, dobbiamo rilassare il corpo e il braccio (visto che il colpo è stato eseguito e la palla è partita) e il movimento finale verso sinistra accadrà di conseguenza.

* Il movimento finale sul lato sinistro del corpo avviene in modo spontaneo, non va eseguito né forzato.

Quindi cercate di ricordarvi che alcune parti del servizio vanno eseguite con movimenti volontari e applicando forza, mentre altri movimenti semplicemente avvengono per inerzia e grazie al rilassamento dei muscoli.

Quindi non vi consiglio di “provare” ad eseguire in modo volontario quei movimenti che devono avvenire in modo naturale.

Eseguire un movimento fluido: come generare potenza in modo semplice partendo dalla meccanica step-by-step

Per la spiegazione abbiamo dovuto suddividere il servizio il molte parti, ma ora dobbiamo evitare che questo non incida sulla fluidità del movimento. Seguendo questi step, rischiamo di eseguire un movimento meccanico. Il nostro scopo è adesso quello di ridare fluidità al movimento, che è un altro fattore che ci aiuta a generare maggiore potenza.

La fluidità può essere migliorata con l’aiuto di alcuni esercizi che ci aiuteranno a non fare delle pause nel movimento e a non strappare.

Uno degli esercizi migliori a tal fine è il “Serve Master” di Lisa Dodson. Vi farà simulare il movimento del servizio per cercare di eseguirlo con continuità e fluidità. La sensazione finale sarà quella di riuscire a sentire la palla che accelera facilmente e in modo naturale.

Chiaramente potete anche usare l’esercizio della palla con la corda o il vecchio metodo delle palline nelle calze; entrambi possono essere utili per ridare fluidità al servizio.

Un altro esercizio che potete provare a fare con la racchetta è quello delle tre dita, in cui dovrete tenere la racchetta solo col pollice, l’indice e il medio. Questo vi impedirà di stringere troppo la racchetta durante il servizio e vi aiuterà quindi a trovare fluidità.

Questo vi farà evitare la posizione del cameriere e vi aiuterà ad allenare il braccio e l’avambraccio ad assumere la posizione corretta nelle varie fasi del movimento del servizio.

Riassunto

Il servizio nel tennis è il colpo più complesso da eseguire. Ecco perché:

1 – Accelerare il movimento in modo sciolto e rilassato vi darà più potenza rispetto all’utilizzo della tensione muscolare del braccio e del corpo e rispetto al “colpire forte” (anche se apparentemente questo potrebbe sembrare il metodo più logico).

2 – Osservando i professionisti potreste avere l’impressione che il braccio esegua un movimento unidirezionale, ma in verità la racchetta dovrà seguire due traiettorie distinte con cambio di direzione per mezzo della pronazione appena prima dell’impatto.

3 – Otterremo più potenza riducendo l’accelerazione subito prima dell’impatto invece di continuare a ruotare il corpo durante l’impatto (e anche questo è qualcosa che può apparire poco intuitivo).

4 – Il movimento del braccio dominante che si avvicina alla palla deve essere verso l’alto e non verso il basso, anche se il bersaglio è più basso rispetto alla palla (altra cosa che può sembrare illogica).

5 – La prima parte del movimento viene eseguita in una direzione diversa rispetto al bersaglio finale e questa differenza è ancora più marcata nel caso del servizio in kick e in slice.

I sette punti descritti in questo articolo per imparare una tecnica avanzata per l’esecuzione del servizio costituiscono una solida base di partenza per poi affinare la tecnica con altri elementi.

Questo articolo tratta anche tutti quegli elementi del servizio difficili da intuire e che spesso fuorviano il tennista nell’apprendimento del movimento.

Nel mio lavoro con tennisti di ogni livello, torno spesso su questi punti anche quando lavoro su tecniche più avanzate come un maggiore avvitamento del corpo, il salto verso il campo, il servizio in kick, il servizio in slice e così via.

Esistono chiaramente vari esercizi che vi possono aiutare ad affrontare tutte le difficoltà che potete incontrare nell’esecuzione del servizio.

Spero di riuscire a mettere anche voi sulla buona strada per “domare” il colpo più difficile del tennis. Ricordate comunque che per servire davvero bene servono anni di allenamento, ma è un obiettivo raggiungibile anche dai giocatori di circolo che ricevono i giusti suggerimenti e desiderano entrare in profondità nei misteri del servizio.
 

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