La racchetta: un attrezzo o un peso da fare oscillare?



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La racchetta: un attrezzo o un peso da fare oscillare?

Stai usando la racchetta come un attrezzo o come un peso da fare oscillare?

Questo è il concetto di cui vorrei parlarvi in questo articolo, date la sua grande influenza sul modo in cui utilizziamo il corpo nell’esecuzione dei colpi e sulla naturalezza del movimento.

La maggior parte dei tennisti dilettanti inconsapevolmente usa la racchetta come se fosse un attrezzo, mentre i tennisti di alto livello tendono a usarla più come un peso. Proviamo a capire perché.

Il ruolo del corpo e del braccio quando utilizziamo degli attrezzi

Le mani possono essere estremamente precise, se necessario. Provate a semplicemente a pensare a tutti gli “attrezzi” che utilizzate ogni giorno: spazzolini da denti, posate, telefoni, chiavi, penne, ecc.

Quando usiamo questi “attrezzi” con le mani, solitamente lo facciamo con molta precisione. E quando è necessaria la precisione, NON serve coinvolgere il resto del corpo nell’esecuzione del movimento. Anzi, il corpo deve restare rilassato e quasi immobile per permetterci di eseguire in modo preciso quell’operazione.

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* Tenendo il corpo fermo, riusciamo a usare un attrezzo in modo più preciso.

Spero quindi che abbiate capito dove voglio arrivare…

Se impugnate la racchetta considerandola attrezzo, automaticamente tenderete a usarla come si fa con un attrezzo: ossia senza coinvolgere il resto del corpo, senza effettuare rotazione e spostamento di peso. Userete solo il braccio, mentre il corpo resterà rigido e bloccato. E questo non è certo il modo corretto di giocare a tennis.

Come vengono coinvolti il corpo e il braccio quando si fa oscillare un peso.

Il modo più semplice per capire e sentire cosa significhi fare oscillare un peso è sollevare uno zaino (o una borsa pesante) e iniziare a farlo oscillare avanti e indietro.

* L’oscillazione avviene automaticamente con un oggetto pesante.

Noterete che facendo oscillare uno zaino il vostro corpo verrà automaticamente coinvolto nel movimento. Inizierete a spostare il peso in avanti e indietro e a ruotare i fianchi e le spalle. Il braccio resterà passivo. Sarà solo quasi necessario per tenere la maniglia dello zaino e poco altro.

E questo tipo di movimento assomiglia molto di più al modo in cui utilizzano la racchetta i giocatori di alto livello. La usano come se fosse un peso da far oscillare verso la palla in arrivo.

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Sfruttando la rotazione del corpo e lo spostamento di peso durante la rotazione del braccio che impugna la racchetta, il dritto e il rovescio diventano dei colpi meno forzati e più naturali.

Nel lungo periodo, questo tipo di movimento vi farà acquistare un maggiore controllo della palla rispetto al semplice uso della forza del braccio.

Perché i giocatori tendono a usare la racchetta come un attrezzo

Per capire meglio i vostri movimenti e perché potreste aver iniziato a usare la racchetta come un attrezzo, proviamo a capire i vari motivi per cui questo accade.

1. È una reazione istintiva o una modalità automatica che si attiva quando prendiamo in mano un oggetto.

Credo che accada in modo istintivo, perché è il modo in cui solitamente agiamo quando utilizziamo le mani per eseguire movimenti di precisione nella vita quotidiana. Al contrario non abbiamo molto l’abitudine di far oscillare degli oggetti pesanti, per cui questo movimento non ci risulta familiare. Appena afferriamo la racchetta con le mani, entriamo in modalità “usare un attrezzo” e in questa modalità le mani sono attive e il corpo passivo (o non attivo).

2. Il cervello tende a semplificare il difficile compito di cercare di colpire con la racchetta in movimento una palla che si muove velocemente (spesso mentre noi stessi ci stiamo spostando).

Negli scambi veloci tra dilettanti, normalmente una pallina da tennis impiega 1,5 secondi per andare da una linea di fondo all’altra. Il nostro corpo è composto da centinaia di ossa e centinaia di muscoli e il cervello deve coordinare tutte queste centinaia di ossa e muscoli nella sequenza corretta nel lasso di tempo di poco più di un secondo. Vi renderete che per il cervello si tratta di un’operazione estremamente complessa.

Il cervello proverà quindi a semplificare il compito di muovere la racchetta per colpire queste palle in arrivo sempre diverse tra loro, cercando di utilizzare un numero limitato di parti del corpo. Il cervello ritiene che possa essere più semplice colpire una palla in movimento con una racchetta in movimento utilizzando soltanto il braccio.

* Questo rappresenta un problema molto comune: il giocatore che usa solo il braccio normalmente arriva in ritardo sulla palla e non utilizza la rotazione del corpo.

Il cervello in pratica disconnette le altre parti del corpo (gambe, fianchi, spalle) in modo che il loro movimento non interferisca con quello del braccio, perché sarebbe molto più complesso includere altri tipi di movimento nel calcolare il momento dell’impatto.

In questo modo il cervello riesce ad eseguire il compito di colpire la palla, ma non quello di eseguirlo con efficacia e naturalezza.

I movimenti non forzati nel tennis avvengono soltanto quando viene coinvolta l’intera catena cinetica corporea del tennista e ciò richiede un controllo da parte del cervello di tutte le principali parti del corpo.

Quindi il motivo principale per cui il vostro cervello non riesce a farlo è perché normalmente si inizia a giocare a tennis troppo presto rispetto allo sviluppo delle capacità di coordinazione e di movimento del giocatore.

Magari avete preso solo qualche lezione e avete iniziato subito a fare delle partite. Ma durante una partita il vostro avversario vi farà spostare per tutto il campo, creandovi ogni tipo di difficoltà, per cui non riuscirete quasi mai a giocare in modo rilassato e a preparare bene i colpi.

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A questo livello il vostro cervello non è ancora in grado di risolvere il problema di coordinare tutto il corpo, per cui userà quasi sempre solo il braccio per colpire le palle “difficili” che vi arrivano durante le partite. Ripetizione dopo ripetizione, state creando una nuova abitudine: un’abitudine che diventerà sempre più automatizzata e sempre più difficile da modificare.

Questo è il motivo per cui potreste continuare colpire in modo non corretto anche quando sarà passato un po’ di tempo, magari anche se state giocando già da qualche anno e le vostre capacità di leggere la palla sono molto migliorate e il vostro cervello è in grado di leggere le informazioni in modo molto più rapido. Per colpire la palla, continuate a usare il braccio e non la rotazione del corpo né lo spostamento del peso: lo fate soltanto con una tecnica migliore e in modo più efficace.

L’unico modo per creare dei colpi naturali che utilizzino l’intera catena cinetica del vostro corpo è giocare con un ritmo lento.

Dovete palleggiare piano per dare al vostro cervello la possibilità di coordinare molte parti del corpo contemporaneamente nel breve lasso di tempo che ha a disposizione per colpire una palla in movimento con una racchetta in movimento.

Il tempo necessario per imparare questo tipo di coordinazione negli scambi lenti si può misurare in settimane o mesi, non di certo in ore e minuti.

Ecco il motivo per cui alcuni giocatori non riescono mai ad arrivare a questo livello: sono troppo impazienti e vogliono iniziare a gareggiare prima che la loro tecnica sia stabilizzata al punto da non crollare sotto pressione. Tutto ciò avverrà a meno che abbiate qualcuno che vi possa aiutare a sciogliere questo complesso groviglio composto da tre errori di base (che spesso avvengono contemporaneamente): colpire in ritardo, non ruotare il corpo e usare solo il braccio.

Lo stesso giocatore che prima avete visto colpire in ritardo, è riuscito a colpire in modo corretto più del 50% delle palle solo dopo due lezioni di due ore l’una, durante le quali la maggior parte del tempo è stato dedicato a riprogrammare i movimenti e a cambiare il timing per riuscire a colpire la palla in avanti.

* Sono servite circa 3-4 ore di lavoro per arrivare al punto in cui il giocatore riusciva a colpire col dritto la pallina davanti a sé usando la rotazione del corpo.

3. La volontà di controllo e una valutazione eccessivamente negativa dei vostri errori possono portarvi a giocare in modo troppo cauto senza riuscire a muovere il braccio liberamente e senza sperimentare nulla di nuovo.

Anche quando non state giocando a punti, potreste comunque giudicare negativamente i vostri errori e considerarli dei fallimenti, provando sensazioni negative su di voi e sul vostro tennis. Quindi sarete portati ad evitare il più possibile queste sensazioni negative e cercherete di non sbagliare mai in qualsiasi situazione, anche durante un semplice allenamento.

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Come potrete mai cambiare qualcosa nel vostro tennis se non vi date la possibilità di sbagliare e di sperimentare nuove tecniche e nuovi movimenti? Chiaramente non sarà possibile.

Già in passato ho pubblicato un articolo che parla di come accettare i propri errori nel tennis e vi invito a rileggerlo.

4. Le racchette di oggi sono troppo leggere e vi permettono di usarle come degli attrezzi.

Le racchette moderne sono molto leggere e il peso medio di una racchetta si aggira sui 300 grammi per gli uomini e sui 275 per le donne. Alcuni modelli sono anche più leggeri e arrivano anche a 250 grammi o persino a un peso inferiore. Questo vi permetterà di muovere la racchetta nello spazio usano solo il braccio e senza sentire la necessità di coinvolgere il resto del corpo nel movimento.

Le vecchie racchette di legno erano molto più pesanti e meno elastiche, per cui richiedevano molta più precisione e più slancio.

Quindi in passato i giocatori dovevano imparare a muovere quelle racchette usandole molto di più come un peso da lanciare verso la palla, perciò erano quasi costretti a coinvolgere tutta la catena cinetica durante l’esecuzione del colpo.

Quali colpi fanno maggiore affidamento sull’uso della racchetta come un peso?

Chiaramente un colpo che si baso malto sull’uso della racchetta come un peso oscillante è il servizio. Il motivo principale è che la palla viene lanciata dal giocatore stesso e non gli arriva contro a grande velocità e quindi il tennista può far roteare la racchetta in modo abbastanza libero.
Solitamente si serve anche sempre dalla stessa distanza dalla rete, per cui il colpo rimane pressoché invariato nelle varie circostanze di gioco. Dobbiamo semplicemente lanciare la palla nel modo giusto per poi fare oscillare (o “lanciare”!) la racchetta verso la palla per usare in modo più efficace possibile l’accelerazione della testa della racchetta.

* Il servizio è composto fondamentalmente da un’oscillazione all’indietro e da una in avanti

Ora come ora, so capire se un tennista sa servire bene semplicemente da come impugna la racchetta prima che inizi il movimento. Se impugna la racchetta come se fosse un attrezzo, so che cercherà di colpire la palla con la forza muscolare. Altrimenti, se impugna la racchetta come se fosse solo un peso, colpirà la palla usando la forza dell’oscillazione e dello slancio. Pensateci la prossima volta che prendete in mano la racchetta per servire!

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Anche il dritto e il rovescio si basano molto sull’utilizzo della racchetta come peso oscillante, soprattutto quando si palleggia in modo non competitivo, cercando di mandare al vostro compagno palle facili. Più sarà semplice la palla che riceverete, più riuscirete a far oscillare la racchetta come se fosse un peso. Quando la palla è difficile, dovrete spostarvi per raggiungerla e aggiustare il colpo, per cui riuscirete a utilizzare la forza oscillante in misura minore.

Le volée e quasi tutti gli slice si basano sul controllo della racchetta tramite il movimento in avanti e quindi non usano la racchetta come un peso (solo minima parte sulle palle molto facili).

Per riassumere, ecco il consiglio fondamentale di questo articolo: cercate di usare maggiormente la racchetta come se fosse un peso e meno come se fosse un attrezzo.

Quando giocate, probabilmente controllate troppo la racchetta, proprio come solitamente si fa con un attrezzo che si tiene in mano. La mano diventa dominante e attiva, mentre il corpo resta molto passivo, se non completamente immobile. Per colpire la palla in modo non forzato con il dritto, il rovescio e il servizio, dovrete fare l’esatto contrario.

Dovrete coinvolgere nel movimento il resto del corpo e lasciare passive le mani, proprio come quando fate oscillare avanti e indietro uno zaino o una borsa pesante.

Questo tipo di approccio al colpo, una volta imparato, risulterà molto più efficace, ma richiederà un tempo di apprendimento maggiore, perché il vostro cervello dovrà imparare a coordinare più parti del corpo contemporaneamente e a farlo in un breve lasso di tempo.

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Ecco perché dovrete darvi tempo necessario e essere pazienti mentre lavorate per portare il vostro tennis a un livello superiore.

Vi consiglio di provare questo tipo di approccio al movimento e continuare a provalo per un po’ senza desistere. Fatemi sapere se notate qualche cambiamento nella vostra tecnica e se riuscite a colpire in modo meno forzato.

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