Cos’è il “timing” e come può essere migliorato?


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Cos’è il “timing” e come può essere migliorato?

" Non lasciare che la paura di perdere diventi più grande dell'eccitazione per la vittoria".
Robert Kiyosaki

 

Una delle cose più difficili da imparare nel tennis, a mio avviso, non è la tecnica e neppure il gioco di gambe, bensì il “timing” e la gestione del ritmo dei colpi. Il termine “timing” fa riferimento alla sincronizzazione dei movimenti che il tennista deve mettere in atto per colpire la palla con la racchetta. Siccome questa capacità tende a migliorare in modo naturale col tempo, può capitare che alcuni tennisti e anche alcuni allenatori non prestino la dovuta attenzione a questo aspetto fondamentale del gioco. Inoltre, è importante notare che alcuni errori che spesso vengono considerati frutto di problemi tecnici, hanno come causa primaria un timing errato che a sua volta ha generato l’errore tecnico.

Se avete iniziato a giocare a tennis in giovane età e in modo assiduo, il vostro timing, la vostra capacità di leggere la palla e il vostro ritmo di gioco saranno migliorati col tempo in modo naturale e spontaneo, senza che quasi ve ne siate resi conto. Ma se avete iniziato a giocare in età adulta, potrà esservi molto utile eseguire degli esercizi per migliorare questo aspetto. In particolare, gli esercizi che sto per elencare distoglieranno la vostra attenzione dalla tecnica e vi daranno maggiori possibilità di trovare nuovi modi per crescere come tennisti.

Ecco quindi tre esercizi per migliorare il timing e il ritmo di gioco, utili anche per imparare a giocare a tennis con movimenti meno forzati. Quando riuscirete a forzare meno i movimenti, migliorerete anche la consistenza e la precisione del vostro tennis. Una volta stabilizzato il processo, scoprirete inoltre di essere in grado di gestire meglio i vostri colpi attraverso una potenza più controllata.

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Esercizio n.1: giocare da una posizione molto arretrata rispetto alla linea di fondo

Spesso i giocatori amatoriali giocano molto vicini alla linea di fondo, perché amano giocare “a fare punti” e quindi vogliono essere pronti a ricevere le palle più corte. Ma giocando da questa posizione, state riducendo la distanza tra voi e il vostro avversario e avrete quindi meno tempo per colpire la palla.

Se il vostro timing non è ancora a un buon livello, i movimenti risulteranno di conseguenza corti e verranno eseguiti con la muscolatura contratta. Tutto ciò darà luogo a colpi poco corretti dal punto di vista tecnico e poco consistenti.

* Giocando troppo vicino alla linea di fondo, il vostro timing faticherà a migliorare e avrete la tendenza a colpire con la muscolatura contratta.

Il primo consiglio che vi voglio dare, se volete migliorare il vostro tennis, è di giocare meno partite in allenamento. Il secondo è quello di provare a giocare molto arretrati rispetto alla linea di fondo per almeno per 5-10 minuti durante ogni allenamento. Giocando a 2 o 3 metri dalla linea di fondo, avrete molto più tempo per preparare il movimento e per eseguirlo. Avrete anche a disposizione una maggiore superficie di campo su cui giocare.

* Giocare in posizione arretrata rispetto alla linea di fondo, vi darà più tempo per eseguire il movimento in modo più libero e rilassato.

Per cui avrete un duplice beneficio: più tempo per eseguire lo swing e più libertà di movimento, poiché l’altra linea di fondo sarà più lontana del solito e quindi vi capiterà meno spesso di tirare palle troppo lunghe.

Il vostro scopo dovrà essere quello di trovare il giusto ritmo con la palla: ossia, cercare di colpirla in fase discensiva eseguendo un movimento libero da tensioni muscolari.

Col tempo troverete questo modo di giocare molto più piacevole, perché non avrete più la pressione derivante dal poco tempo a disposizione e finalmente sarete liberi di lasciare andare il braccio.

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Questo tipo di timing costituisce la base su cui impostare il timing in altre situazioni più complesse in cui il tempo è più limitato (come quando dovete colpire la palla al punto massimo di rimbalzo o addirittura d’anticipo).

Quando avrete sistemato questo timing di base, troverete più semplice riuscire poi ad adattarlo in base alle diverse situazioni di gioco, riuscendo a mantenere la stessa sensazione di mancanza di pressione e di naturalezza del movimento. Allo stesso tempo, la vostra tecnica dei colpi da fondo campo sarà diventata molto più fluida.

Esercizio n.2: “Ho abbastanza tempo?”

Gli allenatori solitamente notano subito che i tennisti principianti o di livello intermedio tendono a colpire la palla in ritardo. Solitamente quindi consigliano di “aprire” prima possibile per avere più tempo a disposizione quando saranno pronti a colpire.

In teoria questo suggerimento potrebbe non essere errato, ma nella pratica non dà buoni risultati, perché con un’apertura improvvisa, il giocatore interrompe il timing la fluidità del movimento. Così facendo, la racchetta inizierà lo swing in avanti da una posizione statica e quindi il tennista dovrà “strappare” il movimento per farla ripartire e per dare un’improvvisa accelerazione alla testa della racchetta, non potrà fare altro che usare soprattutto la forza muscolare. Sarà costretto quindi ad utilizzare una grande contrazione muscolare, con conseguente diminuzione della continuità dei colpi e notevole spreco di energie.

* Le tre fasi del dritto, ognuna delle quali viene eseguita a velocità diversa rispetto alle altre.

In realtà, nel dritto e nel rovescio esistono tre fasi distinte:

- una fase veloce di preparazione

- una fase più lenta tra lo swing all’indietro e l’inizio di quello in avanti

- un’ultima fase di accelerazione verso la palla

Per riuscire a rendere armonico il movimento attraverso le tre fasi, gioca un ruolo fondamentale la seconda, ossia il passaggio dal movimento di apertura al movimento verso la palla. Questa fase deve essere fluida per permettere una graduale accelerazione della racchetta in direzione della palla. Se l’accelerazione dovesse avvenire in modo troppo improvviso e con uno strappo al movimento, il tennista sarebbe costretto a contrarre i muscoli e di conseguenza faticherebbe a mantenere la giusta direzione della testa della racchetta, causando di conseguenza molti errori.

* La fase fondamentale del dritto e del rovescio, quando si deve “trovare il tempo”

Ecco perché è fondamentale che la seconda fase dello swing sia morbida; e lo potrà essere solo se riuscirete a trovare il tempo sufficiente per eseguire il movimento. Il modo migliore per riuscirci è, secondo la mia esperienza, chiedersi in quella fase se abbiamo il tempo necessario per eseguire il movimento necessario. Più acquisirete la consapevolezza della necessità di eseguire questa fase e di come eseguirla, più sarete in grado di apportare gli aggiustamenti necessari al movimento. In realtà la maggior parte delle correzioni avverranno a livello inconscio, perché il cervello tenderà a perfezionare la velocità di ogni fase e ad armonizzare il passaggio da una all’altra.

Ma ripeto, per riuscire a focalizzare l’attenzione su questi dettagli e mettere a punto il movimento, dovrete palleggiare a lungo in situazioni non competitive. Dovrete essere completamente concentrati sul colpo che state eseguendo: ecco perché è importante ricevere delle palle facili.

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L’ideale sarebbe abbinare questo esercizio con il numero 1, palleggiando a 2 o 3 metri dalla linea di fondo. Lo scopo di questo esercizio è trovare il tempo per la seconda fase del movimento attraverso la consapevolezza e la ripetizione. Quando giocherete in modo rilassato, il braccio sarà più morbido e riuscirà a generare più potenza con un minor impiego di forza. Capirete di essere sulla strada giusta quando avrete la sensazione di colpire senza forzare e di riuscire a trovare il tempo necessario.

Un ultimo suggerimento: lasciate che sia il vostro subconscio ad apportare le correzioni necessarie col passare del tempo. Non forzate il processo pensandoci troppo: cercate solo di trovare il tempo per la seconda fase, colpite 1000 palline e aspettate. Dovete solo fornire al vostro cervello (tramite il palleggio libero) le informazioni necessarie per migliorare la complessa trasmissione di migliaia di segnali a centinaia di muscoli che dovranno muoversi in un’armonia quasi perfetta.


“Vuoi vivere felice? Viaggia con due borse, una per dare, l'altra per ricevere.”
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Esercizio n.3: allinearsi alla traiettoria della palla

Ho scoperto questo esercizio leggendo “Il gioco interiore nel tennis” di Timothy Gallwey e credo rappresenti uno dei modi migliori per migliorare sia il timing che il ritmo di gioco. Gallwey lo chiama “riding the ball” (cavalcare la palla) e l’idea di base è quella di insegnarci a muoverci seguendo la traiettoria della palla. Quando la palla scende, dobbiamo abbassarci e, quando la palla sale, dobbiamo rialzarci.

* Quando la palla scende, anche il giocatore si deve abbassare…

* … e quando la palla sale, anche il giocatore si deve alzare verso la palla.

Questo esercizio funzionerà meglio se non vi posizionerete troppo lontano dalla linea di fondo, perché in quel caso la palla tornerebbe a scendere prima che la riusciate a colpirla. Quindi è un esercizio che non funziona in qualsiasi situazione, perché, per essere efficace, il ritmo del vostro movimento dovrà riuscire a sincronizzarsi il più possibile con quello della palla. A volte si colpisce la palla quando è in fase di discesa, a volte quando è al culmine del rimbalzo e altre volte quando è in fase di ascesa, per cui non esiste un unico esercizio che possa insegnarvi i tre tipi di ritmo contemporaneamente (eccetto i palleggi liberi). Per cui cercate di abbassarvi e di caricare con le gambe quanta più energia possibile, poi risalite dopo il rimbalzo della palla e scaricate quell’energia nell’esecuzione del colpo. Questo rappresenterà il ritmo corretto da tenere nella maggior parte degli scambi da fondo campo quando palleggiate tranquillamente col vostro compagno di allenamento, ma verrà spesso utile anche quando col tempo inizierete a gareggiare.

Uno dei benefici meno evidenti di questo esercizio, oltre al miglioramento del timing, sarà quello di migliorare anche la vostra capacità di concentrarvi sul caricamento delle gambe e di farvi diventare più consapevoli della potenza che potete generare con la parte inferiore del corpo. Spingendo le gambe verso il suolo, il terreno di gioco vi restituirà energia. Chiaramente il suolo non genera energia, ma avrete la sensazione di riceverla. Inoltre, generando più energia con le gambe, riuscirete a sentire meno tensione nelle braccia e quindi ad eseguire un movimento complessivamente più fluido, che vi porterà ad avere più solidità e maggiore potenza.

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Riassumendo, il timing e il ritmo di gioco non sono aspetti del tennis semplici da padroneggiare e, soprattutto nelle partite amatoriali, possiamo notare che molti apparenti errori tecnici sono in realtà dovuti a un timing errato. In effetti, quando proviamo a visualizzare “il movimento corretto della racchetta”, solitamente pensiamo unicamente al percorso della racchetta senza considerare la traiettoria della pallina. Ma, come potrete mai colpire la palla al momento giusto se non le state prestando la dovuta attenzione? Solo quando concentrerete tutta la vostra attenzione sulla palla, riuscirete a cogliere l’attimo giusto per andare a impattarla nel modo più agevole ed efficace possibile.

Sarà quindi davvero fondamentale integrare le vostre lezioni di tecnica con degli esercizi per allenare il timing e il ritmo di gioco, per riuscire così col tempo a raggiungere una maggiore fluidità nei colpi.

Provate ad eseguire questi esercizi per un po’ e fatemi sapere che risultati avete ottenuto!