Avete forse dei pantaloncini porta fortuna? O eseguite qualche rituale per concentrarvi al massimo?


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Avete forse dei pantaloncini porta fortuna? O eseguite qualche rituale per concentrarvi al massimo?

È la mattina presto di un giorno in cui la maggior parte delle persone normali sta ancora dormendo. Ma io sono lontana da casa, in un campo coperto di rugiada, sotto un cielo grigio che promette pioggia. È abbastanza normale per me; sono una appassionata di agility-dog (percorsi ad ostacoli per cani) e passo quasi tutti i week end estivi col mio cane, partecipando a diverse gare in tutto il Regno Unito.

Oggi in particolare ho guidato per più di 100 km per prendere parte alla prima gara nazione. Sono qui presenti tutti i addestratori nazionali (AMERICA), compresi i miei eroi: la tre volte campionessa mondiale Natasha Wise, il campione europeo Sian Illingworth e la famosa coppia televisiva composta da Ashleigh Butler e Pudsey (i preferiti di mia figlia).

So di non avere nessuna possibilità di vittoria, ma ci tengo ad essere concentrato per dare il massimo.

La preparazione col mio cane

Il primo passo è prendere visione del percorso. In questo modo gli addestratori imparano la sequenza degli ostacoli e decidono come affrontarla coi loro cani. Esiste un numero infinito di modi per portare a termine qualsiasi percorso. Ognuno di noi ha uno stile diverso e delle preferenze (e così i nostri cani), per cui studiamo una strategia ad hoc per ciascuna occasione.

I percorsi ad ostacoli sono una forma d’arte. I migliori addestratori di solito verificano il percorso almeno due volte, spesso indossando occhiali da sole e cuffiette per isolarsi dal resto del mondo. Io personalmente lo faccio cinque volte. Mentre cammino, visualizzo mentalmente i movimenti del mio cane, cercando di immaginare gli ostacoli dal suo punto di vista e pensando al modo migliore per farle capire cosa fare e nel modo più chiaro possibile.

Successivamente torniamo tutti alle macchine a prendere i cani e preparare i circa 30 secondi di gara, che si svolgerà sotto lo sguardo vigile del giudice. Questo momento di preparazione per arrivare alla massima concentrazione e un’esperienza molto personale e ogni addestratore segue un rituale del tutto personale.

La mia routine cambia leggermente a seconda di quale dei miei cani dovrò seguire e quella di Twinkle è la più complicata. Iniziamo con un po’ di riscaldamento, che comprende una passeggiata, una corsetta, dei giri a forma di otto e degli scatti. Quasi sempre Twinkle è nervosa prima delle gare, per cui gioco un po’ con lei per farle scaricare la tensione. Quando la vedo su di giri, ma felice, le tolgo il collare, così capisce che è il momento di iniziare.

Mentre aspettiamo il nostro turno, ripasso mentalmente il percorso, cercando di visualizzare il modo migliore per affrontarlo. Giochiamo un po’ assieme e poi Twinkle si riscalda con uno stretching che ha inventato lei. Adesso siamo quasi pronti.

Ci avviciniamo al punto di partenza e la conduco fino alla posizione che le possa offrire la visuale migliore. L’ufficiale di gara mi dice “Quando sei pronta, Ruth.” Prendo la testa di Twinkle tra le mani, le tiro dolcemente le orecchie, le do un bacio veloce e mi sposto verso la posizione di partenza, evitando di girarmi di nuovo a controllarla.

Quando sono pronta, tocco il portafortuna che porto al collo, faccio un respiro profondo… inspiro, espiro, mi giro, guardo Twinkle negli occhi e dico “Pronti, partenza e via!”

Per quei pochi emozionanti secondi per me esiste solo il mio cane e il quel percorso. Poi finisce tutto e, sia che sia andata bene o male, esplodo dalla gioia e dico al mio cane “Sei stata meravigliosa!”

Frivole superstizioni?

Qualcuno potrebbe considerare queste abitudini delle frivole superstizioni, ma i rituali che precedono una gara sono qualcosa di molto normale, non solo nell’agility, ma in tutti gli sport, soprattutto tra i professionisti. È risaputo che Michael Jordan sotto la divisa dei Chicago Bulls indossasse sempre i pantaloncini della sua squadra del college. Tiger Woods indossa sempre una maglia rossa l’ultimo giorno del torneo e Serena Williams porta lo stesso paio di calzini per tutto il torneo e fa sempre rimbalzare la palla 5 volte prima di servire.

Questi rituali scaramantici non vengono adottati solo dagli sportivi. Secondo il personal coach Bill Cole tutti possono trarre benefici usando questi metodi per raggiungere la forma mentale giusta per affrontare la gara (attori, musicisti, politici, insegnanti, ecc.).

L’uso di questi rituali sembra insito nella natura umana, indipendentemente dal tipo di cultura e religione. Secondo la ricerca, le persone usano i rituali scaramantici soprattutto quando la posta in gioco è alta, quando il risultato è molto importante e viene percepito in un certo qual modo non dipendente dal proprio controllo.

Nonostante queste abitudini siano prive di una base di razionalità, è un dato di fatto che certi rituali benauguranti come dire “in bocca al lupo”, tenere le dita incrociate o indossare un portafortuna, possano migliorare l’attenzione, la stabilità emotiva, la sicurezza interiore e in generale migliorare la prestazione in svariate attività.

Secondo un recente studio, i partecipanti a cui era stato permesso di tenere con sé un portafortuna durante la prova richiesta, avevano ottenuto risultati nettamente migliori rispetto a quelli a cui era stato tolto.

In un altro esperimento, gli stessi ricercatori hanno scoperto che la prestazione migliorava quando veniva detto al partecipante che qualcuno stava tenendo le dita incrociate per lui o che avrebbe potuto usare una palla fortunata.

Focalizzare l’attenzione sul successo

Createvi quindi un rituale da utilizzare ogni volta in cui dovete rendere al massimo! Anche se probabilmente avete già un portafortuna, non vi consiglio di affidarvi ad un oggetto che potreste perdere nel momento del bisogno. È molto meglio creare un vostro rituale da eseguire prima di ogni occasione importante.

Purtroppo non posso dire che i miei rituali mi abbiano portato fortuna del tutto. Il giorno dei mondiali ho commesso un errore banale che ci ha fatto eliminare al primo turno. Ma pensandoci bene, il mio errore è stato dovuto a un errore di pianificazione, piuttosto che a un’esecuzione errata. Il mio rituale pre-gara, se non altro, mi ha fatto rimanere calmo e concentrato.

E voi come vi preparate per le partite e i test più importanti? Avete forse dei pantaloncini porta fortuna? O eseguite qualche rituale per concentrarvi al massimo? Lasciate i vostri commenti qui sotto.