Il servizio in 8 steps


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Il servizio in 8 steps

Senza dubbio il servizio è il colpo più complesso e difficile da eseguire. Per capirlo meglio, il nostro esperto di tennis Dr. Mark Kovacs ha creato un modello in otto step. Questi step, pur avendo tutti delle caratteristiche particolari, possono essere raggruppati in tre fasi distinte: la preparazione, l’accelerazione e l’accompagnamento.

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La fase di preparazione è composta da: partenza, lancio, caricamento e discesa della racchetta.
Lo scopo principale di questa fase è immagazzinare tanta energia che verrà poi utilizzata sotto forma di energia cinetica nella la fase di accelerazione.
Il caricamento in particolare può essere effettuato in modi diversi: alcuni giocatori usano la tecnica del “foot-up” (alzando il piede anteriore), mentre altri preferiscono usare la tecnica del “foot-back” (con il piede posteriore un po’ distanziato). Le due tecniche non incidono sostanzialmente sulla velocità, ma con la tecnica del foot-up gli atleti riescono a slanciarsi maggiormente verso l’alto.

La velocità di servizio è dovuta principalmente dalla forza muscolare della fase di caricamento; i top players riescono a produrre una maggiore forza verticale e orizzontale e una più rapida attivazione dei muscoli degli arti inferiori. Anche se viene spesso trascurato, uno dei fattori determinanti per eseguire una buona fase di preparazione, è l’uso della spinta della spalla e dell’anca posteriori.

Per rendere il servizio davvero efficace, tutta l’energia potenziale accumulata nella fase di preparazione deve essere trasformata in energia cinetica.
Ciò avviene nella fase di accelerazione. I grandi battitori sanno accelerare più velocemente perché dotati di un’estensione del ginocchio più dinamica. La potenza che i giocatori riescono a generare dipende dalla forza e dalla coordinazione neuro-muscolare, in cui ricopre un ruolo fondamentale l’interazione dei muscoli coinvolti come il grande pettorale, il deltoide, il trapezio e il tricipite. Sono state scoperte delle differenze di genere per quanto riguarda il tempo necessario per raggiungere la massima velocità di rotazione del busto: le donne necessitano di più tempo rispetto agli uomini.

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La velocità della racchetta dovrebbe raggiungere il punto massimo nel momento dell’impatto con la palla: le racchette dei professionisti riescono a raggiungere una velocità di 169 km/h.

Come potrete immaginare, riuscire a decelerare questa grande potenza richiede un forte lavoro eccentrico. Questo viene fatto nella fase di accompagnamento finale. La decelerazione inizia quando il giocatore ancora non è riatterrato sul campo. La forza di decelerazione tra il busto e il braccio può arrivare a 300 Nm.
Nella fase finale è soprattutto il piede anteriore che deve assorbire molta energia mentre ricade al suolo.

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