Lo sport della fiducia in se stessi


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Lo sport della fiducia in se stessi

Quando preghi per la pioggia devi mettere in conto il fango".
Denzel Washington

Ho parlato recentemente con una tennista di 15 anni (la chiamerò Sandra), davvero rammaricata per come era andato il suo ultimo torneo. Frequentava un’accademia molto importante, si allenava 4 ore al giorno, oltre alla palestra e all’atletica, tuttavia la sua classifica e i risultati in partita erano peggiorati negli ultimi tre mesi. Sandra mi ha detto scoraggiata: “Tutto l’allenamento e la palestra degli ultimi mesi non hanno fatto altro che farmi peggiorare!”

Com’è possibile che succeda?

Il suo problema riguarda fiducia in se stessa. Non era il tennis di Sandra che stava peggiorando; anzi, quello stava migliorando; ma i suoi miglioramenti erano vanificati da un forte calo di sicurezza e i risultati lo dimostravano. La sicurezza interiore ha un ruolo fondamentale nelle competizioni, soprattutto nell’esecuzione; è a volte più importante della strategia e degli allenamenti stesso.

La sicurezza è qualcosa di ciclico e tende ad auto generarsi perché si rafforza soprattutto vincendo.

Si tratta di un’inconscia aspettativa di successo e, siccome la maggior parte delle aspettative derivano dalle esperienze del passato recente, aver vinto qualche partita ci farà credere di poter vincere ancora. Quando si vince, la sicurezza aumenta, si gioca meglio e i risultati tendono a salire.

Ma a un certo punto la striscia positiva finisce. Magari per colpa di una notte insonne, una cattiva alimentazione, una perdita di motivazione o semplicemente per colpa della mutevolezza dell’essere umano, ricomincerete a perdere qualche partita. Perderete sicurezza e la curva dei risultati ricomincerà a scendere.

Questo ciclo si ripeterà molte volte durante la vostra vita da tennista; è utile ricordarselo nel momento in cui state perdendo spesso e la sicurezza vi sta lasciando. Questo vi potrà dare una speranza concreta di poter risalire col tempo, perché non c’è nulla di terribile nel modo in cui state giocando: prima o poi ricomincerete ad ottenere risultati migliori!

Certo, quando state passando un brutto momento e avete perso la fiducia in voi stessi, non sarete felici di restare passivi e aspettare che la situazione migliori. Per fortuna c’è qualcosa che potete fare per cambiare le cose più velocemente. Avendo coscienza della ciclicità del processo, il vostro obiettivo dovrà essere quello di non buttarvi giù e cercare di rigenerarvi in questo modo:

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1 – Prima di scendere in campo sforzatevi di essere più determinati a mantenere la stabilità emotiva indipendentemente da quello che succederà durante la partita. Non aspettate che inizi la partita, perché in quel momento le vostre emozioni saranno amplificate e sarete meno lucidi.

2 – Giocate in sicurezza. Ossia, lavorare di più le palle senza cercare di chiudere subito il punto, provando a fiaccare l’avversario senza fretta.

Cercate di tenere alta la percentuale di prime di servizio e di giocare incrociato piuttosto che provare a fare ace o difficili vincenti lungo linea.

3 – Pensate a una strategia che logori il vostro avversario. Provate a giocare conservando la vostra energia emotiva e allo stesso tempo prosciugando la sua, con punti lunghi e difficili e contendo gli errori. Certamente questo tipo di gioco sarà faticoso e il risultato dipenderà molto dagli errori del vostro avversario; ma sarà comunque meglio che spingere gli scambi fuori dalla vostra comfort zone, per poi rischiare di sbagliare e perdere la partita.

4 – Giocate con qualcuno non troppo bravo che non vi metta molta pressione per riuscire a stabilizzare il vostro gioco.

5 – Cercate di non pensare troppo alla vittoria, ma provate a concentravi piuttosto sul trovare la posizione per tempo, a stare rilassati, a fissare la palla e a godervi la partita. Intensificate gli allenamenti sui fondamentali.

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E Sandra? Sono riuscito a farle aumentare la fiducia in se stessa? Vincere può aiutare, ma non solo. Cercando di guardare le cose da una prospettiva diversa, è riuscita a ridurre lo stress e il malessere interiore. È diventata più forte e produttiva ed è riuscita a controllare meglio le emozioni.

Circa un mese dopo, come sempre, la situazione si è ribaltata. Ha vinto un paio di partite e ha iniziato a sentirsi meglio.