Un punto di vista diverso sulla durata degli scambi


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Un punto di vista diverso sulla durata degli scambi

Quando insegno tattica e parlo dei diversi scenari che si possono presentare durante una partita, mi capita spesso di chiedere ai miei giocatori: “Quale credete che sia la lunghezza di scambio più frequente nel tennis?” I giocatori meno esperti solitamente rispondono d’istinto 7 o 9, mentre quelli che giocano da più anni possono rispondere 3, 4 o 5. E voi sapete qual è? Nel tennis professionistico lo scambio più frequente (chiamato “la moda” in statistica) è di 1 colpo! Ossia un ace o un servizio vincente (cioè: chi riceve sbaglia la risposta). Questo succede circa nel 30% dei casi. La seconda durata di scambio più frequente è di 3 colpi: un servizio, una risposta e un altro colpo.

Notate che se l’ultimo colpo di uno scambio è un errore, non viene conteggiato nel totale.

Uno sguardo veloce ad alcune statistiche

Ecco alcune statistiche interessanti del tennis di oggi. La lunghezza di scambio da 0 a 4 è in media la più frequente e si verifica nel 70% dei casi (sia in campo maschile che femminile). Gli scambi di 5-8 colpi rappresentano il 20% dei casi e il rimanente 10% è rappresentato da scambi da 9 colpi in su. Se questo non dovrebbe destare sorpresa nella partite tra i professionisti (perché i giocatori sono più forti, più veloci e più esplosivi), vi verrebbe da pensare che lo stesso non valga per gli juniores, vero? I dati non sono esattamente gli stessi (vedi tabella 1 qui sotto) ma gli scambi fino a 4 sono sempre quelli che hanno la frequenza maggiore.

La conclusione più normale dovrebbe essere quella di cercare di allenare gli atleti a giocare scambi fino a 4 colpi, giusto? Servizio, risposta, secondo colpo di chi serve e secondo colpo di chi risponde (quarta palla dello scambio). Facile vero? Significa forse che i vostri giocatori dovrebbero evitare di allenarsi negli scambi più lunghi?

Un punto di vista diverso

Pur essendo un gran sostenitore dell’allenamento “servizio e risposta” (in particolare con i giocatori juniores che solitamente non lo praticano molto), vi chiedo di fare attenzione a trarre deduzioni troppo semplici da queste statistiche. Perché? Innanzitutto questa conclusione sarebbe un po’ riduttiva. Il tennis è uno sport complesso: richiede un grande sforzo cognitivo nel prendere decisioni ed è sempre più esigente dal punto di vista fisico… oh, ed è abbastanza impegnativo anche dal punto di vista tecnico! Detto questo, vorrei proporre un altro punto di vista, un punto di vista che suggerisca agli allenatori di non ignorare del tutto gli scambi prolungati e gli esercizi con molte ripetizioni.

La mia filosofia comprende tre punti che vi andrò a spiegare in dettaglio qui sotto. Ma prima di descrivervi queste tre motivazioni, vorrei sottolineare ancora un volta la grande importanza dei primi colpi di ogni scambio.

É fondamentale per il gioco moderno avere un buon servizio (soprattutto in campo maschile). Allo stesso modo le migliori tenniste al mondo sono bravissime nella risposta al servizio. Non voglio assolutamente dire di essere contrario al miglioramento di queste doti importantissime. Voglio però farvi notare che, pur essendo una pezzo del puzzle molto importante, rappresentano comunque solo un pezzo. Credo che nessuno possa vincere gli Australian Open allenandosi solo sugli scambi con un massimo di 4 colpi; un approccio ad ampio spettro resta comunque necessario.

I tre argomenti a sfavore

Le statistiche generiche suggeriscono consigli generici

Innanzitutto i dati qui sopra corrispondono alla media degli scambi. Derivano da centinaia di set di moltissime partite. Ci saranno delle partite che ricadono in queste statistiche e altre che non vi ricadono. Cosa sappiamo delle statistiche? Sappiamo che la media non ci dice tutto. Esistono sempre situazioni anomale: alcuni giocatori giocano scambi più lunghi di altri. Facciamo un paio di esempi per chiarire il concetto.

Analisi della lunghezza degli scambi

Es. n.1: Finale di Doha 2017 – Murray contro Djokovic

Es. n.2: Semifinale di Roma 2015 – Halep contro Suarez Navarro

Cosa ci dicono questi esempi? Che se la maggior parte dei punti viene giocata sotto i 6 scambi (quasi sempre più del 50%), ci sono partite in cui si verificano più spesso scambi più lunghi. Prendiamo ad esempio l’incontro tra Djokovic e Murray di prima: più del 25% dei punti sono stati giocati con almeno 10 scambi… e chissà quanto sono stati lunghi alcuni di questi scambi! Inoltre questi sono soltanto due esempi. Esistono molte altre partite simili (alcune persino con scambi davvero lunghi!).

Sono sicuro che alcuni rimarranno favorevoli agli allenamenti e agli esercizi con un massimo di 4 scambi (al giorno d’oggi persino per i giocatori juniores), ma credo che si debba essere cauti nell’abbandonare un tipo di allenamento e di tattica diverso.

Uno studio del 2017 mette in luce proprio questo. Sono state analizzate molte statistiche effettuate sui migliori giocatori australiani under 10 e under 12 e questi dati hanno rivelato delle lunghezze di scambi maggiori (10 rispetto ai 6 dei giocatori ATP), ace praticamente inesistenti e una percentuale di break al servizio superiore al 50%. Questi dati possono essere interpretati in molti modi. Una prima interpretazione potrebbe essere che questo tipo di partite siano molto influenzate dalla tattica, ma un’altra interpretazione potrebbe dire che questi giovani non siano ancora abbastanza aggressivi e costanti nell’esecuzione e nel prendere decisioni.

Anche se molti cercano di allenare i ragazzini come se fossero già dei professionisti, non credo sia così facile. Dal 2010 al 2014 ho diretto un torneo juniores provinciale ogni weekend da maggio a ottobre. Pur non avendo delle statistiche precise, ecco quello che ho notato in quel periodo. La durata degli scambi era breve quando uno dei due giocatori prevaleva nettamente sull’altro o quando venivano commessi molti errori (cosa che a volte capita anche ai migliori!). Quando si arrivata alle semifinali o alle semifinali di eventi come questi, la durata degli scambi si allunga notevolmente, a causa anche di situazioni di gioco più equilibrate (come l’esempio precedente della partita tra Halep e Suarez-Navarro).

Alcune domande

Queste statistiche mi fanno venire in mente alcune domande. Cosa sappiamo della lunghezza degli scambi sulla seconda di servizio? I dati non fanno distinzione tra prima e seconda. Credo che i dati cambierebbero in modo significativo a causa delle diverse dinamiche che si innescano negli scambi.

Inoltre sarebbe interessante avere delle statistiche che descrivano la situazione quando uno dei due giocatori va in netto vantaggio (ad esempio quando Federer inizia a infilare ace e vincenti uno dopo l’altro). Oppure cosa succede quando la partita è davvero combattuta? Cosa cambierebbe in queste statistiche?

Capite cosa intendo dire? Anche se la preparazione deve essere basata sul personale stile di gioco di ogni tennista, credo che i giocatori dovrebbero comunque cercare continuamente di preparasi per tutti i vari tipi di scenari che si possono presentare durante una partita.

Le eccezioni sono importanti

Quindi cosa succede quando durante una partita lo scambio supera i 4 colpi? Consideriamo di prendere per vere al 100% le statistiche qui sopra; in altre parole, consideriamo che il 90% dei punti vengano giocati con un massimo di 8 scambi, per cui cercheremo di allenarci in questo modo. Dedicando solo il 10% del tempo agli scambi più prolungati, saremo preparati a sufficienza per affrontarli? Non preoccupatevi, risponderemo nel punto 3.

Proviamo ad andare più nel dettaglio: siamo sul 30 a 30 verso la fine del terzo set della finale femminile e lo scambio va oltre gli 8 colpi. Riuscireste a gestire la situazione dal punto di vista tattico? E per quanto riguarda la condizione fisica? Non siete abituati agli scambi prolungati, che sono già di per sé difficili da gestire e oltre tutto sarà anche difficile il recupero per il punto successivo… e quanto più spesso si verificheranno, quanto più vi risulterà difficile il recupero fisico tra un punto e l’altro.

Pensate anche alla battaglia mentale che si svolge durante ogni match: il vostro avversario si renderà conto che non siete in grado di gestire gli scambi prolungati sia dal punto di vista tattico che da quello fisico. Quindi cercherà semplicemente di fare di tutto per superare i primi 4-8 colpi. Se questo potrebbe essere difficile da realizzare grazie al vostro ottimo servizio, immaginate che proprio in quel momento il servizio vi abbandoni. Cosa potrebbe succedere?

Anche se oggigiorno gli scambi prolungati sono mento frequenti di un tempo, potrebbero sempre verificarsi in un momento davvero cruciale dalla partita. Sareste pronti ad affrontarli?

Le ripetizioni sono necessarie per l’apprendimento

C’è un motivo per cui tutti i grandi giocatori riescono a colpire così forte da fondo campo. Come disse Anders Ericsson (esperto di apprendimento di abilità motorie), dovremmo sempre osservare il tipo di allenamento e di abitudini dei migliori al mondo, in qualsiasi campo. Provate a dire a Maria Sharapova di non superare i 4 colpi durante un allenamento. Credete che così migliorerebbe il suo ritmo e il suo timing? Pur essendo un po’ un’esagerazione, credo che questo esempio chiarisca bene il mio punto di vista.

Esistono molti tipi di allenamento: i principali sono l’allenamento per blocchi e quello “random”. Entrambi debbono essere utilizzati a seconda del periodo dell’anno, del livello del giocatore, dei suoi punti di forza e delle sue debolezze. Per esempio, se un giocatore sa colpire fortissimo ma non sa dare continuità ai suoi colpi, sarà efficace?

Recentemente uno dei migliori allenatori al mondo mi ha spiegato quale sia secondo lui la differenza tra i top players e giocatori più giovani: “I top player, anche durante gli allenamenti, cercano sempre di tenere la palla in campo”. Questo significa che non provano semplicemente a tirare forte; hanno alla base del loro gioco molta “consistenza”, che fornisce loro anche tanta sicurezza.

Noi allenatori, quindi, dobbiamo allenare questa solidità di gioco in vari modi. Inizialmente faremo giocare alcune palle in un ambiente “a catena cinetica chiusa”; quando il tennista avrà imparato bene questo esercizio, potrà passare a un altro esercizio che implichi un po’ più di movimento; poi, dopo un po’ di recupero, potrà giocare dei punti da fondo campo; poi potrà giocare dei punti partendo dal servizio, ecc.

La progressione non dovrà obbligatoriamente seguire questo schema al 100%, ma è bene creare comunque una progressione e rendersi conto che da sempre i tennisti usano gli esercizi con molte ripetizioni per migliorare i loro colpi.

Pensieri finali

Non sono un esperto di analisi, ma credo che dalle statistiche ci sia sempre qualcosa da imparare; credo anche però che quello che mostrano le statistiche non sia mai un quadro completo.

I dati che abbiamo riportato qui sopra possono sicuramente aiutare i coach, ma riusciremo a capire come vincere gli scambi soltanto analizzando in modo più approfondito il gioco specifico di ogni tennista, la combinazione dei due tipi di gioco in un determinato incontro, le condizioni climatiche, il tipo di superficie, il tipo di palla, ecc.

Allenateli al servizio, allenateli alla risposta, allenateli su tutto. Cerchiamo di capire quello di cui i nostri giocatori hanno bisogno e quindi di creare degli allenamenti su misura per loro. I ragazzi più giovani devono sviluppare tutti gli aspetti tecnici del gioco, compreso scambiare con un maggiore o minore numero di colpi, in modo che siano preparati su tutte i possibili sviluppi di un punto di un match. I professionisti solitamente hanno un loro stile di gioco ben definito e questo stile di gioco dovrà essere rafforzato durante l’allenamento, senza però trascurare le variazioni che solitamente non amano eseguire. Siccome Serena Williams può contare su un ottimo servizio e su un ottimo dritto, non significa che non sappia reggere gli scambi oltre i 10 colpi!

Credo che ogni capacità tecnica e ogni tipo di tattica vadano sistematicamente rivisitate durante l’anno e durante tutta la carriera di un giocatore. Secondo gli esperti di acquisizione di competenze, è questo che può creare dei campioni.