Il “fitness integrato” per potenziare il tennis


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Il “fitness integrato” per potenziare il tennis

Dopo aver lavorato per un po’ sul dritto di un giocatore, vi sembra che non riesca proprio a capire il movimento corretto. E invece di iniziare a parlare per una mezz’ora del movimento meccanico, provando a dare tutti i suggerimenti tecnici possibili e immaginabili, decidete di fargli tirare una palla medica.

Molto velocemente, dopo giusto un paio di consigli come “spingi col fianco” o “ruota il busto e poi lascia andare la palla”, il giocatore trova il movimento corretto. A questo punto tornate a farlo colpire di dritto e magicamente sembra aver capito tutto.

Questo tipo di allenamento, in cui si usa un esercizio fisico e lo si collega con un movimento o un aspetto tecnico del tennis, sembra essere sempre più utilizzato. Non credo che abbia un nome particolare, per cui ho deciso di chiamarlo “integrazione tennis-fitness”.

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In linea teorica questa strategia sembra perfetta. Ma c’è una cosa da dire: non funziona sempre così facilmente come nell’esempio precedente. A volte il passaggio non è immediato e altre volte non funziona proprio.

Dobbiamo ricordarci che si tratta pur sempre di un allenamento e che molto raramente si verificano dei miglioramenti immediati nel corso di una sessione di allenamento. Solitamente, per consolidare una capacità tecnica o un movimento, l’allenamento deve durare un certo lasso di tempo.

Questo non significa che non dovremmo utilizzare questo tipo di sessioni di allenamento, che di fatto possono portare grandi benefici. Lo scopo non sarà solo arrivare al “momento magico”, come nell’esempio della palla medica, ma più in generale quello di allenare una capacità molto specifica e riuscire a trasferire il movimento dell’esercizio al tennis.

Quattro modi per ottimizzare le sessioni di tennis-fitness integrato:

1- Stabilite la capacità che volete allenare. Per esempio, se vi volete concentrare sulla reattività di un giocatore, tutti gli esercizi sia di fitness che di tennis dovranno essere studiati per allenare soprattutto quella capacità, escludendo altri tipi di allenamento. Mai allenare 5 o 6 capacità contemporaneamente.

2- Individuate l’aspetto più debole del giocatore e cercate di migliorarlo. Prendiamo spunto dall’esempio precedente. Avete notato che ha delle difficoltà nello split-step. Osservate con attenzione il giocatore, il suo avversario e la palla in arrivo usando l’analisi in slow-motion. Capite quindi che il momento in cui non è reattivo nel modo giusto è la scelta della partenza (il timing) dello split-step. Infatti lo esegue dopo che l’avversario ha colpito la palla (vedi immagine sotto). Ora dovete creare uno o più esercizi che abbiano una componente sia fisica che percettiva, in modo che il timing dello split-step possa migliorare nel modo che desiderate.

3- Fate tornare il giocatore sul campo da tennis. Continuando con l’esempio dello split-step, una volta che il giocatore ha imparato a eseguire il movimento nell’esercizio creato ad hoc, dovete trasferire la capacità sul campo da tennis. Ricordatevi che il giocatore deve collegare l’esercizio precedente con i movimenti del tennis. Questo significa che i consigli che date dovranno essere gli stessi. In altre parole, “reagisci appena prima che io lanci la palla” diventerà “reagisci appena prima che il tuo avversario colpisca la palla”.

4- Se necessario ripetete la sequenza. In alcuni casi può funzionare subito, per cui non sarà necessario tornare all’esercizio “fisico”. Ricordate comunque che il vostro obiettivo principale resterà eseguire il movimento sul campo da tennis. Ma se il giocatore non dovesse capirlo subito? In quel caso potrete provare un approccio misto. In pratica dovrete eseguire l’esercizio fisico, poi tornare al tennis, poi tornare di nuovo all’esercizio e così via.

A volte serve più tempo
Dopo aver provato quanto sopra, il vostro giocatore potrebbe non aver ancora avuto dei miglioramenti. In realtà è una cosa abbastanza normale. Continuate semplicemente a ripetere la sequenza nel corso degli allenamenti, anche per settimane o mesi. Prima o poi funzionerà. Oppure sarete fortunati e imparerà da subito.

In ogni modo, con questa tecnica si possono migliorare molte capacità. Ho scelto come esempio quello dello split-step, perché ha molte sfaccettature e perché si tratta di un aspetto importante del gioco. Favorisce il movimento del giocatore verso la palla e fa in modo che il giocatore sia pronto a ricevere prima del rimbalzo. Può anche essere utile per colpire d’anticipo.

Avete capito il concetto chiave? Eseguendo un certo movimento molto specifico e volontario senza l’uso della racchetta, potrete ottenere due grandi risultati. Innanzitutto il giocatore può sperimentare il contesto corretto (il “momento magico” in cui si capisce il movimento). Inoltre può allenare una capacità fisica particolare in modo molto specifico. Tutto questo non assicura il trasferimento del movimento nel gioco… ma sicuramente fornisce una buona base perché ciò avvenga.

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