Le ultime ricerche sui fattori che influenzano la velocità di servizio


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Le ultime ricerche sui fattori che influenzano la velocità di servizio

Nel tennis moderno il servizio è sicuramente il colpo più importante e anche quello su cui i giocatori possono esercitare maggiore controllo. La velocità è un fattore di primaria importanza per quei giocatori che utilizzano il servizio come arma potente durante le partite. Pur non essendo la velocità l’unica caratteristica importante del servizio, è innegabile che aumentarla possa essere utile a rendere il servizio più efficace.

A questo scopo dobbiamo considerare i fattori che danno la possibilità ai giocatori di aumentare la velocità del servizio. Da quali doti fisiche del giocatore è generata la velocità della prima di servizio? Dalla forza? Dalla flessibilità? Dall’equilibrio?

Finora la ricerca non ha saputo dare una risposta univoca a questa domanda… Almeno non ancora. Nel 2018 è stato condotto uno studio pilota con lo scopo di capire quali doti del giocatore possono generare una maggiore velocità al servizio.

In questo post rivisiteremo questo studio, cercando di capire come hanno lavorato i ricercatori, che risultati hanno ottenuto e quali possano essere le conseguenti implicazioni per i giocatori e i coach. Per finire, aggiungeremo la nostra critica, ossia quello che crediamo sia stato fatto in modo corretto e cosa si potrebbe migliorare nei prossimi studi in questo campo.

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Diamo un’occhiata alle ricerche precedenti

Secondo uno studio del 2014 sul flusso dell’energia durante il servizio, la parte superiore del corpo e quella inferiore usano circa la stessa quantità di energia cinetica.

Per quanto riguarda le capacità dei giocatori, gli studi del passato hanno scoperto tramite l’elettromiografia che i giocatori migliori possedevano degli schemi di coordinamento neuromuscolare più sofisticati (durante il movimento del servizio) rispetto a quelli meno bravi. Inoltre, hanno scoperto che era la spinta dinamica della parte inferiore del corpo durante il piegamento di preparazione e durante l’accelerazione (sequenza 7-9 delle immagini qui sotto) la chiave per una migliore rotazione della parte superiore (toracica) e sostanzialmente per creare forza. La creazione di una forza maggiore tramite la parte inferiore del corpo è stata inoltre collegata a un aumento della velocità al servizio.

Gli autori di questo studio pilota, comunque, ritengono che la ricerca abbia ottenuto risultati contrastanti per quello che riguarda la forza nella parte inferiore e superiore del corpo e la velocità di servizio.

D’altro canto esistono delle variabili che i ricercatori hanno riscontrato essere costantemente positive in relazione al servizio: l’altezza del giocatore, la bravura del giocatore, una migliore flessione del polso, una migliore rotazione della spalla. Quindi non ci dovrebbe sorprendere il fatto che la velocità di servizio possa dipendere da molti fattori.

Sulla base di queste informazioni, lo scopo degli autori era (1) di studiare la correlazione tra la velocità del servizio, l’abilità del giocatore, la sua altezza, l’ampiezza di movimento della parte superiore e inferiore del corpo, la forza, il controllo motorio e la potenza generata e (2) di creare un modello che potesse prevedere la velocità di servizio.

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Metodi di studio

Sono stati reclutati 42 giocatori di diverso livello. Tutti sono stati sottoposti ad alcuni test che comprendevano:

1. Valutazione dell’ampiezza di movimento della spalla (sia in intra-rotazione che in extrarotazione), della torsione del busto, delle anche (sia intra-rotazione che extrarotazione) e della dorsi-flessione delle caviglie.

2. Valutazione della forza isometrica in particolare della cuffia dei rotatori, della muscolatura della scapola e dei fianchi.

3. Valutazione del controllo motorio tramite il goniometro funzionale (test Y-balance).

4. Test della forza sui balzi laterali, i saltelli su un piede solo (ipsi-laterali o contro-laterali) e i lanci da seduto con la palla medica (sia dal lato dominante che dall’altro).

5. Sono state considerate anche le capacità del giocatore (badandosi sul suo curriculum) e la sua altezza.

Risultati

I risultati hanno rivelato una correlazione significativa tra la velocità di servizio e le capacità del giocatore unitamente alla sua altezza. Queste due variabili sono risultate essere le più influenti sulla velocità di servizio. Per quanto riguarda le altre variabili, ecco cosa ha rivelato la ricerca:

Ampiezza di movimento – Su 13 punti del corpo presi in esame, l’unica ad avere un’influenza positiva sulla velocità di servizio è risultata essere l’extrarotazione contra-laterale dell’anca (per chi serve col braccio destro, parliamo dell’anca sinistra).

Forza – Su 14 test effettuati, nessuna delle posizioni di forza isometriche ha dato prova di avere una correlazione significativa con la velocità di servizio.

Test sul controllo del movimento – Su un totale di 12 Y-balance test (6 per la parte superiore del corpo e 6 per quella inferiore), solo uno sulla parte superiore ha dimostrato di avere una correlazione significativa con la velocità di servizio ed era in posizione antero-laterale.

Test di potenza – I seguenti test sono risultati avere una correlazione positiva e significativa con la velocità di servizio: il saltello contro-laterale su una gamba sola, il saltello ipsi-laterale su una gamba sola, il lancio col braccio dominante e il lancio col braccio non dominante. Il balzo laterale è stato l’unico a non rivelare alcuna particolare influenza sul servizio.

La tabella qui sotto mostra i risultati di ogni test.

Modello predittivo

Sulla base di questi risultati, si è cercato di creare un modello per prevedere e per testare l’importanza di ciascuna variabile correlata alla velocità di servizio. Ecco cosa hanno scoperto gli autori.

“L’abilità del giocatore condiziona il 31% della possibilità di miglioramento della velocità di servizio. L’abilità del giocatore unita alla sua altezza ne rappresenta il 60%... L’aggiunta della capacità di extra-rotazione contra-laterale la fa aumentare di un altro 12%. L’aggiunta delle restanti variabili di potenza la fa poi aumentare di un altro 12%. Tutte queste variabili possono far prevedere l’84% delle possibilità di miglioramento della velocità di servizio. Quindi il 24% può essere stabilito con delle misurazioni effettuabili in modo clinico e oggettivo.”

Discussione

I risultati di questo studio sostengono l’idea che l’abilità del giocatore e la sua altezza siano i veri fattori significativi per quanto riguarda la velocità di esecuzione del servizio, più di qualsiasi altro, contribuendo entrambi per circa uno 30% (per un 60% totale).

Inoltre, sempre sulla base di questi studi, sembra che le variabili di potenza rappresentino i fattori più oggettivamente predittivi, misurate con i test sui saltelli su una gamba e sui lanci. A parte i movimenti basati sulla potenza, è stato verificato che anche l’extra-rotazione contra-laterale dell’anca influenza la velocità di servizio. Non è strano che le variabili che riguardano la forza possano influire sulla velocità di servizio, trattandosi di un movimento estremamente dinamico. Quello che è risultato interessante, comunque, è l’impatto dell’ampiezza di movimento dell’extra- rotazione contro-laterale. Secondo gli autori:

“L’aumento dell’ampiezza di movimento nell’extra-rotazione contro-laterale dell’anca può fornire la necessaria libertà di cui ha bisogno la parte inferiore del corpo durante la preparazione dinamica e la fase di accelerazione del servizio.”

Per quello che riguarda i test sul controllo del movimento, quelli sul movimento antero-laterale hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione positiva (immagine qui sotto). Secondo gli autori:

“Le caratteristiche di controllo motorio necessarie per migliorare l’ampiezza di movimento antero-laterale della parte superiore del corpo possono essere collegate con la stabilità del busto necessaria al momento dell’impatto con la palla.”

Per finire, la maggior parte dei test sull’ampiezza di movimento collegati alla forza isometrica, hanno stabilito che non apporta alcun miglioramento alla velocità di servizio. Poiché il movimento del servizio si basa sull’accumulo e il rilascio di energia elastica, gli aspetti riguardanti le singole parti del corpo non possono influenzare questo colpo di natura dinamica.

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Critica

Per determinare i fattori fondamentali che possono influenzare la velocità di servizio, questo studio pilota rappresenta sicuramente un passo nella direzione giusta. Ma vorrei accennare a come questo studio possa aiutare i giocatori e i coach, parlando di quello che vale la pena approfondire nei prossimi studi sull’argomento.

Prima di tutto, pur credendo che la parte inferiore del corpo svolga un ruolo importante nella spinta (dal caricamento all’accelerazione), esagerarne l’importanza credo sia controproducente. Come già detto, il contributo della parte inferiore e quello della parte superiore del corpo sono di uguale importanza. Il servizio è reso efficiente, ripetibile e potente sia dalla forza che dalla coordinazione della parte inferiore del corpo, che deve essere ben sincronizzata con la rotazione del torso e la successiva propulsione del braccio.

Detto ciò, questo studio ha commesso un errore fondamentale nell’utilizzo dei test sulla forza. Se gli esercizi sulla forza coinvolgono varie articolazioni e vari gruppi muscolari e vengono eseguiti in modo dinamico, qui sono stati scelti esercizi che riguardano un’unica zona del corpo. Sappiamo che il servizio richiede una buona dose di forza nella parte inferiore del corpo; per cui, se scegliamo i test di forza isometrica, stiamo trascurando la sua peculiarità. Degli esercizi che possano mettere in evidenza la forza e la velocità richieste dal servizio sarebbero potuti essere: degli squat per la parte inferiore del corpo e delle distensioni bilaterali o unilaterali alla panca piana inclinata.

Se secondo questo studio l’ampiezza di movimento dell’antero-torsione della spalla non può essere considerata un fattore determinante della prestazione al servizio, altri studi precedenti hanno visto una correlazione positiva tra la forza isometrica massima e la velocità della palla. Si consigliano delle indagini più approfondite, perché questo studio non ha trovato correlazione tra la forza o la flessibilità dell’antero-rotazione della spalla.

Per quello che riguarda i test sulla forza, i balzi sono stati l’unico esercizio per cui non è stata trovata correlazione con la velocità di servizio. Secondo gli autori questo è dovuto al fatto che la distanza del salto laterale non è collegata al servizio, probabilmente ancora una volta per la sua specificità (il servizio ha una maggiore componente di propulsione verso l’alto). Ma perché sono stati correlati in qualche modo i saltelli su una gamba sola (anch’essi in orizzontale)? Se osserviamo la metodologia utilizzata, il test sui balzi è stato eseguito prima di quello sui saltelli su una gamba; questo esercizio potrebbe aver potenziato i seguenti? Un’altra spiegazione: forse durante il servizio ha più importanza la forza unilaterale rispetto a quella bilaterale; anche questo è un aspetto che andrebbe approfondito in futuro.

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È interessante notare che è stata scoperta un’influenza sulla velocità di servizio dei lanci da seduti sia con un braccio che con l’altro. Probabilmente la forza della parte superiore del corpo in generale riflette quella dei movimenti esplosivi. Un programma di preparazione fisica che aiuti a sviluppare forza nella parte superiore del corpo è indispensabile per i tennisti, con esercizi specifici da introdurre nelle fasi successive di allenamento.

I test sul controllo motorio che non hanno riportato risultati significativi, probabilmente non erano sufficientemente specifici per i requisiti dinamici del movimento del servizio. La posizione antero-laterale è abbastanza estrema e rappresenta in qualche modo la posizione del corpo al momento dell’impatto con la palla. Questo test rappresenta una sfida non solo per la stabilità del busto ma anche per la flessibilità nella parte superiore del corpo e del braccio dominante, oltre al buon funzionamento di entrambe le scapole (vedi immagine sopra).

Per quanto riguarda le anche, se l’anca ha una scarsa estensione di movimento contro-laterale, la parte superiore del corpo si muoverà meno facilmente al momento del contatto con la palla; i giocatori tenderanno a forzare il movimento e a compensare con il braccio per ottenere la stessa velocità. Questo è da tenere sotto controllo per prevenire gli infortuni e per tutelare la prestazione atletica in generale (perché i muscoli della spalla si affaticano più facilmente rispetto al busto). I coach devono fare molta attenzione e dare importanza agli esercizi di flessibilità per questa zona del corpo (vedi foto qui sotto).

Sulla base di quanto sopra, risulta molto importante migliorare la tecnica di esecuzione del servizio (migliorando il movimento meccanico) poiché è sempre il modo migliore per fare aumentare la velocità del servizio. L’altezza del giocatore è il secondo aspetto per importanza, ma non può essere migliorata con l’allenamento, anche se comunque possiamo modificare l’altezza del punto di contatto con la palla. In teoria si potrebbe spostare verso l’alto il punto di impatto con l’altezza del salto verso l’alto: 6-8 cm in più potrebbero leggermente influenzare la velocità della palla, ma questo è un aspetto ancora da verificare.

È fantastico pensare che aumentando il salto verso l’alto, state davvero aumentando la potenza della parte inferiore del corpo (cosa che di per sé può far aumentare la velocità del servizio).

Una nota per gli allenatori dei pre-adolescenti: fate attenzione a non esagerare nel ricercare troppo presto la velocità al servizio (e la forza necessaria per ottenerla). Questo potrebbe avere un impatto eccessivo sul corpo di un ragazzino, soprattutto sulle spalle, perché i tessuti connettivi non sono ancora completamente sviluppati. Questo vi potrà sembrare ovvio, ma ho visto fin troppi allenatori esagerare in tal senso. Cercate invece di lavorare sulla meccanica del servizio, sulla tattica, sull’atterraggio e sulla decelerazione. La forza aumenterà in modo naturale indipendentemente dall’allenamento; questo non significa che i ragazzini non debbano cercare di migliorare le proprie doti fisiche, ma soltanto che lo dovrebbero fare in modo graduale.

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Anche la forza del busto è davvero di vitale importanza, da allenare con l’isometria e i sollevamenti (sollevamento pesi, squat, ecc.). Gli esercizi di rafforzamento generico (sia uni- che bilaterali) sono fondamentali per creare ed esprimere poi potenza. Gli studi dovrebbero prenderli in considerazione per i prossimi studi.

Se questa analisi ha aperto la strada per lo studio dei fattori che possono generare velocità al servizio, è rimasto sempre un gap del 16% per il quale nessuna delle variabili studiate è risultata coinvolta (l’84% è stato strettamente collegato a una delle variabili studiate). I prossimi studi dovrebbero confrontare i dati oggettivi raccolti fino ad ora con altre variabili di natura più specifica. Questo potrebbe aiutarci a chiudere quel gap.