Quanto conosci te stesso?


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Quanto conosci te stesso?

Non smetto mai di stupirmi di quanti tennisti che ho incontrato, con capacita' e talento straordinari, non giochino di conseguenza perche' non si vedono a quel modo.

Non hanno uno scopo chiaro e neppure sono consapevoli del fatto che l'immagine che hanno di se' crea la loro realta'.

Se non riuscite a considerarvi all'altezza degli altri o attribuite I risultati solo alla fotuna, e' probabile che il vostro concetto di se' debba essere rivisto.

E' importante avere uno scopo chiaro; proprio come un faro, vi condurra' nella direzione giusta. Se non l'avete, non significa che abbiate agito senza uno scopo; forse vi siete comportati secondo credenze inconsci e non ottimali.

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Gandhi disse: “le tue credenze diventano I tuoi pensieri; I tuoi pensieri diventano le tue parole; le tue parole diventano le tue azioni; le tue azioni diventano I tuoi valori e I tuoi valori diventano il tuo destino”.

Henry Ford affermava che, se credi di farcela o di non farcela, hai ragione!

Le credenze diventano abitudini e quindi se non ti piace la direzione che hai preso, non guardate solo le abitudini, ma andate piu' a fondo, esaminando le credenze sottostanti.

A volte siamo cosi' attaccati alla sofferenza, alla nostra sofferenza, che in realta' ci identifichiamo con essa. Senza la sofferenza non sappiamo chi siamo e quindi inconsciamente rimaniamo ad essa attaccati per creare infine, come suggerisce Gandhi, I pensieri, le abitudini e le azioni che diventano il nostro destino.

La meditazione porta la saggezza; la mancanza di meditazione conserva l'ignoranza. Conosci bene cio' che ti fa andare avanti e cio' che ti trattiene e scegli la via che ti porta alla saggezza.

Budda

Attraverso la meditazione, sono riuscito a riconoscere gli schemi emotivi della mia vita, secondo modalita' che in passato mi erano sfuggite del tutto.

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Coltivare l'intuizione e approfondire la conoscenza della vita interiore e' l'unico modo per diventare consapevoli dei modelli che hanno posto le basi delle nostre credenze persistenti e degli ostacoli interiori. In poche parole DEVI CONOSCERE TE STESSO.

Dobbiamo rallentare e prestare attenzione al nostro comportamento, con intenzione e senza giudicare, per comprendere e conoscere noi stessi in modo molto piu' concreto.

Facciamo un pratico esempio che esula dal tennis ma che spiega bene questo concetto

Una persona ha sempre voluto perdere peso, ma I risultati sono stati sempre deludenti. Quella persona non era in grado di trasformare quel desiderio in azione.

Ecco che le viene diagnosticato il diabete di tipo 2 (quindi grave).
Ecco che quella persona si trovava in quel momento con l'acqua alla gola...ed ecco che e' passata all'azione e ha perso oltre 15kg.
Ha dovuto vincere le abitudini e le sue modalita' di comportamento e per fare tutto cio' ha dovuto attingere ad una nuova fonte di energia. Quella fonte era il desiderio di vivere!

Questo non significa che quella persona, attingendo a quella fonte, sia cambiata immediatamente. Ha dovuto esaminare a fondo il suo schema emotivo e in modo particolare la sofferenza che alimentava il suo peso.

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Quindi quella persona che per tutta la vita era stata in sovrappeso, che aveva seguito mille diete senza mai proseguirle e raggiungere il risultato voluto, non aveva analizzato il problema principale: la sofferenza emotiva o qualsiasi fame emotiva che aveva sempre alimentato la sua voglia di mangiare! Il cibo era la sua zavorra, sia morale sia pratico.

Nel suo inconscio si era identificato con quella zavorra, con quella sofferenza di essere in sovrappeso, mettendo in moto un circolo vizioso.

La sofferenza emotiva (voglio dimagrire ma non riesco) si e' trasformata in ingordigia emotiva, che a sua volta e' diventata un'abitudine, la quale si e' tradotta in un aumento di peso, che si e' poi trasformato nella sua identita' e nelle sue credenze (nessuno mi ama perche' sono grasso) e poi nei suoi sentimenti (sono grasso perche' nessuno mi ama) che sono diventati il suo destino.

Quindi ognuno di noi ha la sua personale sofferenza. Fa parte della vita e non c'e' modo di evitarla.

Per evolvere dobbiamo capire quella sofferenza e quindi anche essere consapevoli da cio' che l'alimenta. Dobbiamo a quel punto cominciare il percorso che ci porti fuori dalla sofferenza stessa!