LA CONSAPEVOLEZZA FOCALIZZATA PER ARRIVARE A GIOCARE NELLA ZONA


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LA CONSAPEVOLEZZA FOCALIZZATA PER ARRIVARE A GIOCARE NELLA ZONA

Tutti noi abbiamo visto gli atleti professionisti concentrarsi prima di una gara.

Poiche' sono atleti professionisti sanno che devono portare la loro attenzione al momento presente, focalizzandosi solo sulla respirazione e, cosi' facendo, centrandosi in quel luogo calmo dove poter entrare in contatto con lo spazio tra lo stimolo e la risposta (Vedi articolo: sii come l'acqua e non come il ghiaccio)

Lo fanno perche' dirigere la consapevolezza verso la respirazione e' una delle tecniche fondamentali per raggiungere la massima prestazione.

Prendiamo ad esempio I musicisti: loro si concentrano unicamente al ritmo del metronomo, sul quel suo ritmo regolare per padroneggiare le scale, che sono I fondamentli della musica.

Se considerate la respirazione come il metronomo che ha un suo ritmo costante, ecco che arriverete a connettervi con la vostra sorgente interiore e la vostra concentrazione salira' molto velocemente.

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Quanto piu' rimanete concentrati sulla respirazione, tanto piu' sarete ancorati profondamente a quello spazio di calma e pace che porta alla prestazione ottimale.

Ed ecco il concetto di RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE (come dice Thich Nhat Hanh: "la respirazione consapevole e' la mia ancora”), e quando ci connettiamo a quel luogo profondo attraverso di lei, e' molto difficile essere destabilizzati dalla distrazione di un cucchiaino di sale o qualunque cosa che possa portarvi fuori dal vostro percorso.

Attraverso la respirazione consapevole, arriviamo a diventare consapevoli di cose nascoste dentro di noi, che non avremmo mai immaginato potessero intralciare il nostro gioco, come alcune tipologie di dialogo interiore negativo che si ripetono dall'infanzia, schemi mentali consolidati e paure profonde.

Respirare e' la prima cosa che facciamo quando nasciamo e l'ultima quando lasciamo questo mondo!

La vita moderna, le relative tensioni, contribuiscono ad accorciare I nostri respiri. Siamo diventati una generazione dalla respirazione superficiale. Viviamo di fretta e la respirazione si affretta con noi. Quando siamo stressati, il respiro si fa ancora piu' corto, rendendoci piu' inclini allo stress.

E sappiamo benissimo quanto lo stress possa danneggiare la prestazione dato che diventiamo come ciechi a quanto dobbiamo fare durante il match.

Ma come funziona la respirazione?

La respirazione e' controllata dal sistema nervoso autonomo che e' composto da due parti: il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.

In caso di ansia o stress, il sistema nervoso simpatico entra in azione, rilasciando e inondando il corpo di ormoni dello stress. Quando questi si accumulano, il sistema immunitario inizia a collassare e cosi' pure la capacita' di pensare con chiarezza e rispondere in modo appropriato. Il sistema nervoso simpatico incanala questa tensione.

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Ma ecco che entra il funzione il sistema nervoso parasimpatico che in sostanza fa proprio l'opposto: invece di aumentare il ritmo ci induce a rallentare. Esso abbassa la pressione sanguinea e rallenta la frequenza cardiaca. Ci aiuta perche' rilascia un neurotrasmettitore chiamato “acetilcolina” che e' essenziale per il rilassamento.

“Se vuoi sconfiggere l'ansia della vita, vivi nel momento presente, vivi nel respiro”
Amit Ray

Poiche' la respirazione e' controllata dal sistema nervoso autonomo, uno dei modi piu' semplici ed efficaci di attivare il sistema parasimpatico e' la respirazione consapevole.

E' un ciclo: inspirazione, espirazione e lo spazio compreso tra I due momenti, come il momento di pausa tra due onde, finche' il respiro ritorna, come la marea.

Per arrivare a questa consapevolezza serve tantissima pratica e si impara a calmare la mente riportando ogni volta l'attenzione consapevole sulla respirazione.

I grandi tennisti conoscono bene questa esperienza.
“Quando sei nella zona” ha detto Federer, “le cose semplicemente rallentano. Tutto rallenta. Hai la massima fiducia. Quando accade, non cerchi di concentrarti su cio' che sta succedendo (attorno a te), perche' li' fuori potresti perdere tutto in un attimo. Ogni cosa diventa un unico rumore di fondo. Non presti attenzione a questo o a quel rumore. Sei focalizzato solo sul presente. Sei focalizzato sulla pallina che arriva, sulle sue cuciture...le vedi come se tutto fosse al rallentatore”.

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Poi continua dicendo: “devi stare nel momento presente. Non puoi preoccuparti di quello che e' appena successo, il punto che hai fatto, l'errore a rete appena commesso, perche' e' gia' passato. Non puoi preoccuparti di quello che sta per accadere in campo. Devi rimanere proprio li', nel momento presente.”

Una partita persa e' persa e basta. Non ci si puo' soffermare sulla frustazione, a meno che non si voglia portarla con se' nella partita successiva, creando un ostacolo su cui inciampare. Prova a riflettere: la partita appena finita e' finita e quella futura deve essere ancora giocata.

Devi concentrarti sul momento presente!

“La mente deve essere vuota per vedere con chiarezza”
Krishnamurti