Come sviluppare le vostre abilità nel gioco del tennis: il punto d’impatto


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Come sviluppare le vostre abilità nel gioco del tennis: il punto d’impatto

I PROFESSIONISTI HANNO GRANDI CAPACITÁ, VOI (PROBABILMENTE) NO.

Immaginatevi questa situazione. Un giocatore dilettante si rivolge a un maestro di tennis per riuscire ad avere un dritto come quello di Roger Federer.

Facciamo conto che questo maestro decida di stare al suo gioco. Gli presenta una serie di immagini che mostrano le varie fasi del dritto di Federer. Poi il dilettante cerca di imitare il movimento nel modo più preciso possibile in ogni fase del dritto. Il maestro poi gli lancia alcune palle, commentando i colpi SOLO in base a quanto siano stati simili a quelli di Federer.

Ora facciamo finta che voi stiate osservando la scena dai bordi del campo. Osservate il movimento della pallina. Il punto di contatto della palla sarà corretto forse solo una volta su 10. Ma il movimento… quello è stupendo!

La verità è che possiamo insegnare al dilettante, al ragazzino principiante o anche all’aspirante agonista il movimento perfetto, ma questo non gli assicurerà dei risultati come quelli di Federer.

Ma solo per continuare questo ragionamento, immaginiamo che Roger Federer entri in campo e, dopo che gli è stata cambiata l’impugnatura, la posizione delle gambe e la racchetta, venga obbligato a giocare su una gamba sola; gli viene anche chiesto di colpire un punto dall’altra parte del campo. Pensate che lo riuscirà a colpire? Sicuramente sì! E lo colpirebbero tutti i giocatori del suo livello. Come vedete, c’è differenza tra abilità e tecnica. Si può continuare a essere capaci di colpire un bersaglio usando diverse tecniche. Ma se non possedete le abilità necessarie, anche una tecnica perfetta non vi sarà di grande aiuto.

Il problema è che spesso ce lo dimentichiamo quando cerchiamo in ogni modo di correggere degli aspetti tecnici anche senza motivo (io stesso l’ho fatto molte volte).

L’ho visto spesso capitare a molti giocatori, sia dilettanti che agonisti in crescita. Si concentrano per migliorare un aspetto particolare del loro movimento, oppure cercano di eliminarne un altro, considerandoli aspetti fondamentali che li porteranno ad avere degli ottimi colpi.

Alcuni consigli tecnici sono necessari, non sto dicendo il contrario. Ma nella realtà esiste sempre un margine di accettabilità per quello che riguarda la forma e la tecnica (se non esistesse, tutti i giocatori ATP e WTA avrebbero esattamente gli stessi colpi… situazione ben lontani dalla realtà!).

Ma il fatto di emulare i professionisti può portare degli svantaggi. Il vostro tipo di corporatura è esattamente come quella di Roger Federer? Riuscite a leggere la palla e a vedere il campo nel suo stesso modo? Avete la stessa esperienza che ha lui? La risposta a tutte queste domande è sicuramente NO.

Ecco un approccio migliore. Concentratevi sul miglioramento delle vostre capacità

Se i migliori giocatori al mondo non hanno esattamente gli stessi colpi, hanno comunque in comune delle caratteristiche fondamentali che li hanno portati ad avere dei colpi molto efficaci e ad avere delle ottime prestazioni in campo.

Una delle caratteristiche fondamentali che non può mancare ad ogni giocatore di alto livello, è un punto di impatto (o di contatto) adeguato, indipendentemente dalla palla che stanno per ricevere e da quella con cui intendono rispondere.

In questo post parlerò delle principali caratteristiche che deve avere un buon punto di impatto durante gli scambi, cioè in una fase di gioco neutra (in cui nessuno dei tennisti sta giocando in difesa o in attacco). Parlerò anche di alcune caratteristiche e dei vantaggi che si ottengono quando si lavora sul punto di impatto e quando lo stesso migliora.

Vi chiedo di notare che in altri post abbiamo parlato di come la tecnica dipenda dalla tattica. Pur essendo questa una grande verità, tutte le abilità possono essere migliorate indipendentemente dalla tattica e dalla tecnica. Per esempio, il punto di impatto è qualcosa che potete cercare di migliorare scambiando in modo centrale, facendo esercizi in diagonale e anche quando uno dei due è a rete per allenare le volée. Quando vedete i professionisti eseguire semplici esercizi di palleggio in diagonale durante gli allenamenti, sicuramente noterete che si concentrano su qualcosa senza che voi riusciate a capire di cosa si tratti. Molto spesso il punto di impatto è una di queste cose.

4 fattori che vi faranno avere un punto d’impatto solido

1 – Altezza dell’impatto

Mi entusiasma moltissimo vedere i ragazzini che giocano colpendo la palla in modo istintivo. Alcuni di loro hanno anche dei colpi davvero belli. Quello che si può vedere comunque, sarà una palla colpita all’altezza delle ginocchia, un’altra all’altezza della testa e altre palle colpite a metà strada tra queste due solo quando non serve spostarsi.

Un recente studio del 2017 ha scoperto che l’altezza dell’impatto dei colpi dei giocatori professionisti dell’Australian Open era di 0,95 metri. Stiamo parlando all’incirca dell’altezza del girovita (guardate la foto della Sharapova qui sotto).

Certamente ci sono situazioni in cui i giocatori stanno attaccando e la palla viene colpita più in alto oppure in cui la palla è molto bassa perché si tratta di un colpo in slice, di una palla corta, ecc. e quindi viene colpita più in basso.

Ma per la maggior parte dei colpi durante gli scambi da fondo campo, l’altezza del punto d’impatto dovrebbe essere attorno al girovita. Che ci crediate o no, questo tipo di impatto non è il più facile da eseguire.

Stiamo parlando di qualcosa di fondamentale per il tennis, anche se molti giocatori, soprattutto dilettanti, non gli danno sufficiente attenzione.

Nota: Per quello che sto per dire adesso, consideriamo per un istante che il giocatore non stia colpendo in anticipo.

Negli scambi da fondo, per riuscire a colpire la palla all’altezza del girovita, due cose sono necessarie.
Prima di tutto il giocatore deve riuscire a leggere bene la palla in arrivo (per colpire la palla alla giusta altezza devo avanzare, indietreggiare, spostarmi in diagonale, ecc.?).
Poi deve riuscire a muoversi nel modo necessario a posizionarsi nel punto giusto, calcolato in base alle proprie percezioni. Più riuscirà a fare questo movimento in modo rapido, più la sua posizione sarà adeguata; questo gli permetterà di avere più opzioni per decidere come colpire la palla.

Molti tennisti dilettanti o anche in crescita, in ogni modo osservano i professionisti e si concentrano molto sulla forma dei loro movimenti (e cercano solitamente di copiarli), invece di concentrarsi su quello che i movimenti producono (la loro funzione). I professionisti hanno dei colpi così ben calibrati da riuscire durante gli allenamenti a tirare la palla ripetutamente contro un bersaglio preciso. Apparentemente sembrano non muoversi molto, ma in verità lo fanno… e si muovono molto di più di quello che crediate. Questa capacità, unità ai loro colpi tecnicamente efficaci, è stata sviluppata con lunghi anni di allenamenti.

I dilettanti e quasi tutti i giocatori junior non sono in grado di farlo. Per impattare la palla con la racchetta alla giusta altezza, dovranno migliorare i movimenti.

Esercizio da fare:

Scambiando da fondo, cercate di colpire la palla ad altezza vita/fianchi (o almeno sopra le ginocchia e sotto le spalle). Questo vi spronerà a leggere bene la palla (usando le vostre capacità di percezione anticipata per ricevere la palla nel modo più adeguato) e a fare gli aggiustamenti necessari con le gambe.

2 – Distanza d’impatto laterale

Se vi capitasse di guardare un allenamento con un maestro di grande esperienza, probabilmente sentirete dire spesso la parola “spazio”. Oppure “creare lo spazio”. Cosa significa esattamente? Fondamentalmente significa avere abbastanza spazio per muovere la racchetta liberamente. Se non vi spostate abbastanza dalla palla, vi risulterà difficile eseguire un movimento libero e vi sentirete schiacciati.

Anche l’opposto è vero: se la palla sarà troppo lontana da voi (lateralmente), vi risulterà difficile colpirla in modo potente e coordinato. In molti casi, i giocatori useranno più il braccio che il corpo (parlando sempre di un normale scambio da fondo).

Esercizio da fare:

Scambiando da fondo campo, provate a colpire la palla con la giusta distanza dal vostro corpo, in modo da potervi muovere liberamente e senza avere la sensazione di dovervi allungare troppo.

3 – Distanza d’impatto in senso frontale

In modo simile, controllate la distanza della palla in avanti o indietro rispetto a voi. Durante gli scambi, la palla dovrebbe essere sempre davanti al corpo, ma quanto in avanti dipende dalla vostra impugnatura, da quanto è lungo il vostro braccio, dall’ampiezza del movimento che intendete eseguire con la racchetta e così via. Con tutte queste variabili, non è semplice consigliare il punto giusto e, come avrete già capito, la precisione assoluta non esiste.

Per esempio, se la vostra impugnatura è più di tipo western e cercate di colpire la palla molto davanti a voi, vi accorgerete che spesso la palla risulterà troppo corta o finirà a rete, perché l’angolo della racchetta (un altro argomento che tratteremo in un articolo successivo) sarà rivolto verso il basso durante l’impatto. Molti giocatori che lo fanno in realtà compensano con un movimento eseguito molto dal basso verso l’alto, ma questo risolve il problema solo parzialmente, perché la palla ha molto topspin (ma questo non aggiunge velocità).

Esercizio da fare:

Mentre palleggiate, cercate di colpire la palla davanti a voi, considerando che il vostro tipo di impugnatura e di movimento del braccio stabiliranno la distanza. Sperimentare sarà la cosa più importante.

4 – Qualità del contatto

Questo è qualcosa che molti dilettanti e ragazzini non tengono per nulla in considerazione: la qualità del contatto con la palla. Se avete giocato abbastanza a tennis, saprete capire la differenza tra un contatto pulito e un contatto non centrato. Non solo “sentirete” la differenza col corpo (quando il contatto non è pulito, si sentono più vibrazioni nel braccio) ma la sentirete anche a livello uditivo (quando colpite al centro, il rumore è netto).

Ma quanto spesso vi allenate davvero a colpire in modo pulito? Ho letto recentemente che nel golf i giocatori professionisti riescono a decidere esattamente con quale scanalatura della testa della mazza vogliono colpire la pallina e anche a capire subito dopo con quale realmente l’hanno colpita. Questo vuol dire sentire davvero. Conosco alcuni tennisti professionisti che si allenano proprio a colpire la palla in modo pulito con un movimento rilassato. Questo non solo farà partire dal piatto corde una risposta più efficace, ma sarà anche meno pericoloso per la salute del vostro braccio.

Eccone la prova. Uno studio del 2009 ha stabilito che colpire la palla vicino all’estremità superiore del piatto corde (chiamato “punto morto”) produce il 60% di forza in più rispetto al contatto nella parte centrale. Allo stesso modo, colpire la palla con la parte della racchetta più vicina al manico o più lontana dal centro, produce il 40% di forza in più.

Questo significa quindi che colpire in modo più pulito può avere anche un impatto più positivo sulla prevenzione degli infortuni? Sembrerebbe proprio così.

Esercizio da fare:

Pensate alle sensazioni che provate ogni volta che la palla lascia il piatto corde. Se la colpite nel modo corretto, avrete come la sensazione di aver fatto un movimento molto naturale, senza sforzo. Potete anche provare ad ascoltare il rumore della palla e a creare un suono netto palla dopo palla.

ALCUNE NOTE AGGIUNTIVE PER MIGLIORARE IL VOSTRO PUNTO D’IMPATTO

Ci sono molti modi per tenere monitorata la qualità dell’impatto con la palla. Pensare “si” o “no” dopo ogni impatto (in base a quanto sono state adeguate la distanza e l’altezza), ascoltare il rumore della palla sul piatto corde e osservare il colpo effettuato, ecc.

Con i 4 fattori di cui abbiamo parlato qui sopra ci sarà sempre una grande variabilità di situazioni e nessun colpo potrà avere esattamente lo stesso punto di impatto di un altro. Questo va bene; cercate comunque di puntare alla perfezione, pur essendo consapevoli che le differenze ci saranno sempre. Questo processo vi permetterà di migliorare sempre di più la qualità del vostro impatto durante gli allenamenti.

Io chiamo questo tipo di allenamento “allenamento delle abilità tecniche”. Come detto in precedenza, le capacità personali e le abilità tecniche non sono la stessa cosa. Posso essere bravo a far arrivare la palla sempre in un determinato punto del campo usando varie tecniche (buone o anche non buone). Un coach esperto potrà aiutarvi con dei consigli tecnici per migliorare il punto d’impatto. La tecnica diventa quasi uno strumento per migliorare le nostre capacità.

Se vi concentrate sul fatto di provare ad avere un punto d’impatto più costante e sicuro, potreste sentirvi stanchi inizialmente. Tutto ciò è normale perché state usando dei nuovi muscoli e dei nuovi schemi di attivazione. Allenandovi in tal senso più spesso, tutto diventerà più automatico e riscontrerete maggiore rilassamento muscolare.

Provare a creare un punto di impatto costante andrà quasi sempre a migliorare la vostra tecnica in modo quasi automatico. Questo si realizzerà soprattutto se abbinerete un allenamento sul miglioramento del punto d’impatto ad un altro esercizio specifico: ad esempio cercare di colpire la palla più in profondità. L’osservazione dei risultati dei vostri colpi vi permetterà di aggiustare naturalmente il movimento per raggiungere l’obiettivo. Questa è una forma di apprendimento-forzato.

Un altro beneficio aggiuntivo derivante dal miglioramento del punto d’impatto è che lavorerete in modo automatico su altre vostre capacità. La vostra capacità di lettura della palla migliorerà. Il vostro desiderio di muovervi in modo più deciso aumenterà. Ai coach consiglio, invece di dire ai giocatori di muoversi di più e meglio, di fare delle richieste più precise riguardo al punto d’impatto.

CONCLUSIONI

Quando ero all’inizio della mia carriera da coach, ho avuto la possibilità di lavorare con alcuni maestri molto bravi che allenavano ragazzi dai 10 ai 25 anni considerati il meglio del tennis mondiale in quella fascia di età. Sareste rimasti sorpresi nel vedere quanto questi coach insegnassero loro a migliorare il punto d’impatto.

Questi coach erano o ex-giocatori o avevano lavorato coi migliori al mondo. In pratica si passava davvero poco tempo ad allenarsi sulla tecnica classica.

Voglio ribadire che non ritengo che gli esercizi di tecnica (forma) vadano del tutto eliminata dagli allenamenti, ma che comunque vadano aggiunti altri tipi di esercizi per migliorare le abilità o per migliorare il modo di colpire in base alla tattica adottata.

Detto questo, da quello che vedo mediamente, il tempo in cui si studia la tecnica è esagerato. Allenare le nostre abilità specifiche quasi sempre vi aiuterà a migliorare la tecnica molto più che immaginare nella vostra testa un movimento perfetto del braccio che colpisce la palla. Questo processo viene chiamato da Timothy Gallwey e Adam Young “l’apprendimento naturale”.

Un ultimo commento: a differenza dei giocatori meno esperti, i tennisti professionisti possono colpire la palla in tanti punti diversi della racchetta e continuare a creare dei buoni colpi. Sanno comunque che colpire la palla col punto migliore della racchetta, darà loro la possibilità di creare colpi eccezionali. Fate come loro, cercate di migliorare questa abilità e vedrete enormi miglioramenti nel vostro gioco.