SII COME L'ACQUA E NON COME IL GHIACCIO


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SII COME L'ACQUA E NON COME IL GHIACCIO

Molti atleti pensano che il trucco per migliorare sia lavorare con piu' itnensita'. Ma c'e' una grande forza nella non-azione e nel non-pensare.

La cosa piu' difficile, dopo tanto lavoro e tempo dedicati all'allenamento e alla tecnica, e' rimanere nel momento presente.

La vita e' disponibile solo nel momento presente.
Thich Nhat Hanh

Quando l'acqua arriva alla gola
Lo stress stesso puo' aumentare la vulnerabilita' agli infortuni e senza dubbio io stesso ho avuto una vita sportiva molto piena di stress, anche se attorno a me c'era amore e comprensione...ma io lo creavo in maniera indipendente...io stesso lo creavo per via di una cattiva gestione dei pensieri, delle mie forze interiori.

L'unico modo per uscire e' passarvi attraverso
Robert Frost

Non so il perche' ma spesso per agire dobbiamo trovarci con l'acqua alla gola, travolti da una crisi.

Prima o poi dobbiamo muovere il primo passo...e questo vale nello sport ma anche nella vita: un buon punto di partenza e' proprio ora, in questo momento. Cominciare ad agire da dove sei!
Potrebbe non essere mai il momento “giusto” per iniziare. Effettivamente, spesso cio' che ci impedisce di andare avanti e' la paura di non farcela, di sbagliare...quindi il pensiero che abbiamo e' “perche' devo iniziare”?

Ma sono i piccoli passi costanti, nella direzione giusta, che danno grandi risultati.

Questa e' una delle verita' piu' semplici e profonde della vita. Bisogna muovere I primi piccoli passi, pur sapendo che si potra' sbagliare, cadere. Se non si inizia ad agire, cadendo molte volte, non si impara a camminare!

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C'e' una grandissima preghiera che ognuno di noi dovrebbe imparare a memoria e recitare ogni volta che si trova nel panico: “Dio, concedimi la serenita' per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di canbiare quelle che posso cambiare e la saggezza per riconoscere la differenza.”

Un modo per aiutarci in questo cammino della vita e' attraverso la Mindfulness (CONSAPEVOLEZZA), la concentrazione, l'intuizione, il giusto sforzo e la fiducia!

Sono questi i super cinque poteri che ti serviranno per raggiungere il risultato!

(li vedremo ogni volta durante un percorso che vorrei iniziare proprio qui)

Cosa significa Mindfulness?

Il concetto e': prestare attenzione in modo particolare, con intenzione, nel momento presente, senza giudicare!

Nell'attimo in cui la nostra mente vaga, e' altrove, ecco che non siamo focalizzati nel momento presente.

Possiamo paragonare la mente ad una scimmia che salta da un ramo all'altro.

Daniel Smith scrive in un suo libro (Monkey mind): “una persona in balia della mente della scimmia soffre a causa di una coscienza le cui parti non smettono di rimbalzare da un lato all'altro del cranio ...saltano...lanciano le feci contro le pareti, come le scimmie urlatrici tra le liane. La meditazione e' un aiuto per fermare queste scimmie e calmarle.”

Nella vita solo nel momento presente e' possibile coltivare il flusso cosciente, raggiungere prestazioni ottimali e sperimentare quel luogo magico e fantastico che si chiama “LA ZONA”.

La ZONA e', nello sport, il massimo per ottenere una prestazione esaltante.

Secondo Csikszentmihalyi (leader nell'ambito della psicologia positiva), trovarsi nel flusso o nella Zona, significa “essere totalmente coinvolti in un'attivita' fine a se' stessa. L'ego scivola via: il tempo vola. Ogni azione, movimento e pensiero scaturisce in maniera serena dal precedent. Tutto l'essere e' coinvolto e le abilita' sono sfruttate al massimo”. Descrive il flusso come qualcosa che “si verifica quando le sfide e le abilita' sono elevate ma bilanciate tra di loro.”

Il flusso e' la capacita' di rimanere nel momento presente.

Questo e' possibile quando si canalizza e si dirige tutta la forza e le capacita' nel momento presente, proprio a partire dalla mente.

Se ci si concentra troppo sulla vittoria o sulla prestazione spettacolare, in relata' ci si allontana da cio' che serve per ottenere i risultati desiderati, incluso entrare nella Zona.

Quando ci si diverte e si e' proprio dentro a quello che stiamo facendo, quindi si sta godendo della partita di tennis senza troppo pensare al risultato finale o ai colpi, e' come se si giocasse al rallentatore.

Federer spesso dice ”vedevo la pallina grandissima, e tutto si svolgeva al rallentatore e non avevo problemi nell'arrivare in tempo….giocavo senza pensare a nulla." Era nel momento della Zona.

Vorrei paragonare questa sensazione come all'occhio del ciclone.
Cosa succede nell'occhio del ciclone?

In quel punto centrale c'e' un'immobile calma, a prescindere dalla violenza della tempesta, quel centro e' limpido e tranquillo.

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Questo centro di quiete e' presente in ognuno di noi!

La vita e' incentrata sugli stimoli che riceviamo nel mondo e sul modo in cui li interpretiamo nella mente. Possiamo reagire allo stesso stimolo in modo impulsivo (con rabbia, agitazione, ansia, paura, dubbio, senso di colpa), oppure possiamo rispondere rimanendo calmi, osservando con “intenzione” i pensieri e le emozioni che affiorano dentro di noi, senza giudicarli e agendo da questo momento di calma.
Se agiamo nel primo modo...rimarremo bloccati e non agiremo in maniera positiva. Nel secondo modo invece avvieremo un processo di trasformazione personale che ci portera' verso il flusso, la Zona.

Se non troviamo il nostro centro di calma, ecco che ad ogni accadimento reagiremo come la scimmia che salta da un ramo all'altro in preda alla frenesia, confusione, quindi sopraggiungera' tensione, stress, ansia. Alla fine la nostra partita non sara' ottimale. Siamo troppo coinvolti da quello che ci capita intorno, fino a perdere il contatto col presente e quindi ci allontaneremo dal centro di quiete che e' dentro di noi.

Una tecnica del mindfulness e' ritrovare la quiete attraverso la respirazione consapevole.

Significa osservare I pensieri (senza giudicarli) e le sensazioni del corpo nel momento presente.

(esempio potremmo, durante la meditazione, osservare un dolore al polso. Se il polso e' dolente, in un primo momento tutta l'attenzione potrebbe essere concentrata su questa parte dell'esperienza: la sensazione del dito.)

Per sua natura, la mente ha una forte tendenza a vagara, percio' puo' accadere che iniziamo ad osservare la sensazione al dito, il vento, il ricordo di una cosa, per poi chiederci se abbiamo lasciato accesa una luce o quella cosa che dobbiamo aggiustare...o qualsiasi altro pensiero. La mindfulness invece ti riporta al momento presente….e per fare questo la soluzione e' la respirazione

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Attrevarso il mindfulness saremo consapevoli di alcuni nostri stati d'animo (come la rabbia, l'ansia, la felicita'…) e li osserveremo (senza giudicarli) in maniera distaccata, con intenzione di lasciarli scorrere senza volerli bloccare o vivere troppo intensamente. Non ci identificheremo con quei pensieri, con quelle emozioni, ma semplicemente passeranno, scorreranno.

“Sii come l'cqua”
Bruce Lee

L'acqua risponde invece di reagire. Letteralmente fluisce. E' potente, ma cede seguendo la conformazione del terreno piuttosto che esercitare una forza inutile. La sua forza sta proprio in questo.

“Quel che abitualmente pensi determina ampiamente cio' che alla fine diverrai”
Bruce Lee

Solo con la mente vuota e andando oltre quello che noi pensiamo di noi stessi, si e' veramente in grado di raggiungere livelli di prestazioni superiori alla norma.

Dentro di noi abbiamo il nostro ego (che agisce in maniera analitica, e' ansioso e vuole mostrarsi sopra ogni altra cosa) che determina le nostre azioni e in un certo senso preoccupa la mente...gli da tanti pensieri. Questo concetto di se' ci allontana dal momento presente: I pensieri si susseguono durante la partita di tennis e questo ci fa entrare in un momento frenetico e ansioso...ci troviamo non nell'occhio del ciclone ma proprio ai bordi dove maggiore e' la forza devastante!

Se invece lasciamo fluire I nostri pensieri, senza ostacolarli, senza volerli incanalare seguendo la ragione, senza giudicarli o volerli buttare via...ecco che entriamo nella fase di flusso, nella quiete...cominciamo ad essere tutt'uno con la pallina, la racchetta, il campo. Cominceremo a sentire la sensazione di muoverci velocemente e la pallina invece appare lenta, quasi ferma...tutto sembra essere facile.

Ti consiglio di praticare il mindfulness anche per pochi minuti al giorno.

In quei pochi minuti libera la mente, prova a non pensare o meglio lascia che I pensieri che arrivano scorrino via. Aiutati con la respirazione consapevole, quindi ascolta l'aria che entra, fermati per qualche secondo, espira e senti l'aria che esce. Cerca di farlo piu' volte ascoltando solo questo movimento dell'aria. Cerca di entrare in una dimensione tua, priva di agitazione ma pervasa da quiete.

Quando sei in campo sarai quindi allenato per ritrovare la quiete, a volte puoi usare una frase o una parola se I pensieri si comportano come delle scimmie impazzite. Ripeti quella frase, parola, ascolta il tuo respiro e senti solo la pallina che colpisce la racchetta, guarda le cuciture della pallina, resetta la mente, e lascia che tutto scorra!

LASCIA CHE TUTTO ACCADA...questo e' il grande concetto per essere come l'acqua e non come il ghiaccio, rigido e fragilissimo!

Quindi prima di iniziare l'allenamento dedica 5 minuti alla meditazione, portando la consapevolezza sullo spazio tra lo stimolo e la risposta. Interrompi quello che stavi facendo e muovi l'attenzione verso la respirazione. Rimani nel centro calmo. Rispondi all'occhio del ciclone, invece di reagire al caos della tempesta.

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