UOMINI E DONNE: COME COMUNICARE ED ALLENARLI AL MEGLIO RISPETTANDO LE DIFFERENZE


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UOMINI E DONNE: COME COMUNICARE ED ALLENARLI AL MEGLIO RISPETTANDO LE DIFFERENZE

Nel mondo del tennis, e dello sport in generale, la comunicazione rappresenta uno strumento essenziale, soprattutto nel delicato e complesso rapporto tra allenatore ed atleta. Ogni allenatore sa perfettamente quanto atleti uomini e donne possano richiedere approcci differenti non solo in termini di metodologia di allenamento ma anche e soprattutto relazionali e comunicativi. Spesso i coach manifestano una predilezione per l’allenamento di atleti maschi o femmine, riconoscendosi una maggiore affinità per l’una o per l’altra metà del cielo (“le donne sono così emotive…non le capisco proprio”, “ma perché piangono sempre?!”, “dopo il match ho passato un’ora ad ascoltarla…”, “io cerco di parlare con lui ma non mi dice mai niente…”, “non mi dice mai cosa prova” ecc)

Uno studio condotto su 40 tennisti del circuito ATP (20 uomini e 20 donne) (Golimbioschi et al., 2015) ha permesso di approfondire le preferenze di uomini e donne rispetto all’approccio comunicativo desiderato da parte del proprio allenatore. Ciò che è emerso è che sia per le donne che per gli uomini la relazione tra giocatore ed allenatore rappresenta un elemento di fondamentale importanza sia in termini umani che prestativi. Questa relazione deve essere caratterizzata dalla possibilità, da parte del giocatore, di condividere problemi e vissuti emotivi con il proprio allenatore e deve essere basata sull’assertività, ossia sulla possibilità di comunicare in modo sincero l’uno con l’altro, valorizzando i reciproci punti di vista, senza che una delle due parti prevarichi l’altra.

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Se l’importanza della relazione tra allenatore ed atleta rappresenta un punto fermo per tutti i giocatori a prescindere dal genere, donne e uomini si aspettano che il loro coach dia loro correzioni e feedback negativi in modo differente, infatti, mentre gli uomini prediligono un approccio più diretto ed incisivo, fino ai limiti dell’aggressivo, con indicazioni chiare rispetto alle modifiche da apportare, le donne tendono a preferire che l’allenatore rivolga loro le critiche in un modo più amichevole ed empatico, rispettando maggiormente i loro vissuti emotivi.

Uomini e donne differiscono anche nel modo di affrontare lo stress generato dalla competizione, infatti, mentre le donne tendono a prediligere una certa vicinanza emotiva da parte del loro allenatore prima e durante il match, parlando, confrontandosi con lui e ricercando spesso il contatto visivo durante la partita, gli uomini preferiscono essere lasciati più soli e non essere coinvolti in scambi comunicativi.

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Nonostante queste indicazioni non debbano essere considerate dei dogmi o delle verità assolute, esse possono aiutare gli allenatori ad orientarsi con maggiore facilità nel complesso mondo dell’allenamento, prestando una crescente attenzione alle preferenze espresse dai propri atleti ed all’acquisizione di competenze relazionali e comunicative specifiche, capaci di tener conto non solo delle differenze di genere ma soprattutto delle individualità dei propri atleti.

Grazie alla psicologa sportiva VANESSA COSTA che ha scritto questo articolo
Sito web: www.bmteam.it

Bibliografia:
Golimbioschi O., Zavagli M.P., Bracciali D., Costa V., Daino A. (2015). Rivista Movimento