I DIECI COMANDAMENTI  DEL  TENNISTA


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I DIECI COMANDAMENTI  DEL  TENNISTA

1. É SOLO UNA PALLA

2. CONOSCI E RISPETTA TE STESSO

3. CONOSCI E RISPETTA IL TUO AVVERSARIO

4. ADATTATI ALLA SITUAZIONE

5. GUARDA LA PALLA

6. RESPIRA

7. COPRI IL CAMPO

8. CERCA GLI APPOGGI

9. L’IMPATTO É SACRO

10. RISPETTA LA PERCENTUALE

Per ognuno di questi punti si potrebbe tranquillamente scrivere un libro intero, ma cercherò di snellire l’esposizione per renderla più semplice e diretta possibile.
 

1. E’ SOLO UNA PALLA

Pasta al pomodoro e un etto di prosciutto crudo senza pane, questo era il pasto che mio padre mi faceva preparare da ragazzo prima di ogni incontro di tennis di torneo. Per anni se solo mi dicevano che forse sarebbe passato nelle vicinanze una persona con un panino al prosciutto crudo provavo un senso di nausea infinito. Associavo al prosciutto la frase di mio padre, per molti anni insegnante di questo sport maledetto e meraviglioso, :”mi raccomando gioca bene e fammi fare bella figura, tu sei il figlio del maestro”. Naturalmente in campo giocavo rigido come un inverno siberiano e non riuscivo a essere sciolto e a far alternare contrazioni e decontrazioni muscolari per far scorrere efficacemente la palla durante il match. Della pressione psicologica enorme che mio padre mi imponeva senza accorgersene mi sono liberato solo diventato adulto. Ho finalmente capito che la vittoria e la sconfitta sono solo le due facce della stessa medaglia e che è meraviglioso stare in campo e cercare di risolvere gli infiniti “rebus motori” che questo sport di situazione ti propone come in un videogioco con innumerevoli livelli di difficoltà. Molti tennisti che ho conosciuto sono stati vittima dello stato psicologico opposto, corrosi dal senso di onnipotenza che si prova in campo quando si è molto bravi nel controllare la palla e si può disporre della vita e della morte tennistica del proprio avversario. Così adesso quando durante un incontro mi sento troppo teso o al contrario troppo sicuro di me da rischiare di sciogliere mentalmente da un momento all’altro ripeto a me stesso: ”E’ solo una palla “.

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2. CONOSCI E RISPETTA TE STESSO

Il tennis è uno sport apparentemente facile ma in realtà meravigliosamente complesso, ricchissimo di problematiche psicologiche, tattiche, tecniche e atletiche tutte intimamente correlate tra loro. Per poter diventare un tennista di alto livello è necessario raggiungere per prima cosa una profonda conoscenza e autocontrollo di sé stessi a livello psico-motorio. Conoscere e controllare il proprio carattere, allenare le proprie capacità attentive è importante quanto conoscere e accrescere le proprie capacità motorie e coordinative. Conoscere se stessi significa sapere esattamente  quali sono i propri pregi e i propri limiti sotto l’aspetto mentale, tattico-tecnico e fisico e lavorare quotidianamente su di loro avendo compreso che, come diceva il grandissimo e compianto  pilota brasiliano Ayrton Senna, la vera sfida lo sportivo non l’ha con l’avversario ma con se stesso e con la possibilità di espandere i propri confini. Rispettare se stessi significa mantenere un equilibrio mentale che ci tenga  equamente lontani sia da una situazione di sfiducia in noi stessi che da uno stato di arroganza e presunzione dei nostri mezzi in rapporto a quelli dell’avversario. Questa condizione mentale assertiva è, a mio avviso, determinante per il raggiungimento e soprattutto il mantenimento di traguardi sportivi di alto livello. Per migliorare sotto questo aspetto fondamentale è importante che fin da giovani sia svolto un lavoro specifico. Ad esempio compilare delle tabelle dopo un incontro dove l’atleta impari ad autovalutarsi e ad estrinsecare le sensazioni  provate durante l’incontro può essere di grande aiuto.

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3. CONOSCI E RISPETTA IL TUO AVVERSARIO

Parallelamente alla crescita della conoscenza e del rispetto di sé è necessario far progredire la conoscenza e il rispetto  dell’avversario. Per poter attuare una strategia di gioco vincente è fondamentale conoscere i propri pregi e i propri limiti quanto conoscere e rispettare le caratteristiche dei propri avversari. Questa è una buona abitudine che va presa da giovani andando ad assistere agli incontri degli altri e discutendone poi con il proprio allenatore. Imparando a riconoscere dall’esterno i pregi e i difetti altrui e a capire quale strategia attuare per scardinare la loro resistenza si migliora anche nella valutazione di se stessi, giudizio che andrebbe espresso proprio come se si guardasse dall’esterno un match di un altro giocatore. Una illuminante definizione di tattica è quella di “rendere infelice il proprio avversario”. Questa azione può riuscire solo a chi conosce perfettamente le proprie caratteristiche e quelle altrui ed è abituato a pensare in campo. Giocare a tennis è come fare una partita a scacchi in continuo movimento.
 

4. ADATTATI ALLA SITUAZIONE

Il tennis è uno sport straordinario perché, proprio come nella vita, durante un incontro può capitare di tutto in ogni istante. A parità di livello fra due giocatori vince sempre chi riesce ad esprimere meglio il proprio potenziale adattandolo alla situazione reale di gioco di quel preciso momento. Adeguarsi al tipo di superficie di gioco, alle caratteristiche delle palle, al clima, al pubblico, all’avversario è un processo che prima ancora che tecnico-tattico e atletico è soprattutto mentale e va compreso e allenato profondamente fin da giovani.

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5. GUARDA LA PALLA

Imparare a “guardare” correttamente la palla è un aspetto fondamentale per poter competere al massimo delle proprie possibilità.  La palla,  nel caso di un colpo effettuato di rimbalzo, compie due parabole: la prima nasce appena la palla esce dalle corde del nostro avversario e termina con il rimbalzo e la seconda inizia con il rimbalzo nel nostro campo e si esaurisce con l’impatto. La palla andrebbe osservata con una attenzione crescente e massimale al momento dell’impatto, dove un buon tennista in trance agonistica riesce a individuarne anche le cuciture. Immaginate la foto perfettamente a fuoco del viso di una bellissima ragazza con sullo sfondo più sfuocato un paesaggio naturalistico. Bene, la ragazza è la palla e il paesaggio è il campo da tennis. Molto spesso il tennista  segue la palla durante la prima parabola ma dal rimbalzo all’impatto tende a spostare la propria attenzione dalla zona d’impatto verso la zona bersaglio del campo prescelta e questo è la causa di innumerevoli errori banali. Mentre il giocatore sposta anche per un solo attimo l’attenzione verso la zona bersaglio, la palla continua naturalmente a spostarsi nello spazio ma nel cervello del tennista rimane l’ultima immagine visualizzata che non corrisponde più a quella reale dell’impatto. Probabilmente questa abitudine viene presa da bambini quando ancora la capacità di orientamento spazio-temporale si sta formando e il giovane tennista tende a perdere la cognizione esatta  di sé, nello spazio e nel tempo. Così prima dell’impatto cerca con gli occhi la zona bersaglio non avendo più l’esatta percezione di dove si trovi ad effettuare il colpo.  Spesso il tennista pone poca attenzione alla palla quando la reputa facile o, come dicono gli americani, “green”, ma sulle palle verdi il tennista deve cercare di prendere in mano lo scambio o di chiudere il punto con un winner e questa azione contro un avversario valido non è mai banale. Esistono numerosi esercizi che l’atleta può svolgere fuori e dentro il campo sia per migliorare la propria capacità di orientamento spazio-temporale sia per migliorare e allargare la propria visione centrale e periferica che gli possono permettere di accrescere la percezione della palla, del campo e dell’avversario.
 

6. RESPIRA

Respirare correttamente durante uno scambio e durante le pause del gioco è fondamentale. La respirazione corretta va allenata fin da bambini. Durante il gioco, sotto stress, il tennista poco esperto dimentica spesso di respirare adeguatamente finendo per effettuare lo scambio in apnea. Una adeguata respirazione diaframmatica prevede una profonda inspirazione nasale, una pausa inspiratoria, una profonda espirazione orale seguita da una pausa espiratoria.  Abituarsi a inspirare profondamente durante la preparazione dei colpi e ad espirare a lungo sulla palla durante l’impatto favorisce l’alternarsi delle contrazioni e delle decontrazioni muscolari indispensabili all’effettuazione di un gesto tecnico efficace e redditizio. L’atleta va quindi allenato alla corretta ossigenazione fuori e dentro il campo.

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7. COPRI IL CAMPO

Come un grande giocatore di biliardo il tennista sa perfettamente che ogni colpo ha bisogno di una successiva corretta copertura del campo per non concedere “luce” ai successivi tiri dell’avversario. L’atleta tennista deve sapere perfettamente “come “ e “dove” attendere la palla durante l’incontro. Prendendo ad esempio il caso di un giocatore in attesa di rispondere ad un servizio che venga effettuato oltre i 200 km/h o la situazione di un giocatore a rete che aspetta il velenoso passante dell’avversario, ci rendiamo subito conto come una scorretta postura e posizione sul campo vanifichi la risposta anche di un ottimo tennista, dato il limitato tempo tecnico a disposizione. Attendere la palla nella postura giusta significa mantenere sempre gli appoggi larghi, il baricentro basso, il peso del corpo sugli avampiedi e il piatto corde alto davanti al corpo sorretto soprattutto con l’aiuto fondamentale della mano non dominante, mantenendo la schiena nell’inclinazione giusta. Trovarsi nella corretta posizione  atletica significa anche effettuare il fondamentale blocco di gambe o “split step” un istante prima che la palla parta dal piatto corde del  nostro avversario in modo da “caricare” le gambe e abbassare la linea degli occhi il più possibile a livello della palla in arrivo. In questo modo il tennista riesce a leggerla sullo stesso piano e con gli occhi fermi e non “traballanti” come una videocamera posta su un cavalletto instabile. Mantenere la posizione giusta sul campo significa trovarsi in posizione atletica nel momento del colpo del nostro avversario con la bisettrice dell’angolo di tiro a sua disposizione che passa esattamente sotto di noi. In pratica in uno scambio da fondo campo non dovremo  mai farci trovare nella stessa metà campo da dove è partito il colpo del nostro avversario e invece trovarci nella situazione opposta se ci troviamo a rete. Ovviamente anche in questo caso potremo proporre ai nostri allievi aspiranti “campioni” una serie di esercitazioni miranti a metabolizzare questi due aspetti fondamentali del gioco del tennis.
 

8. CERCA GLI APPOGGI

Per far comprendere ai miei allievi l’importanza di giungere in anticipo sulla palla in modo da poter permettere al corpo di far esprimere al meglio la catena cinetica in grado di sprigionare la potenza controllata necessaria al gioco moderno, sono solito ricordare loro la scena iniziale del film del compianto Massimo Troisi “Ricomincio da tre”. In essa il protagonista scorge da lontano la ragazza dei suoi desideri e immediatamente si mette a correre per aggirare il palazzo e arrivare in anticipo rispetto a lei sull’angolo opposto e darle l’impressione di essere lì da tempo. Quando giocate cercate sempre di raggiungere la vostra amata ragazza (la palla) in anticipo con un fiore in mano e perfettamente vestiti e profumati se volete conquistarla. La palla ha tanti aspiranti fidanzati e il più pericoloso lo avete proprio davanti, dall’altra parte della rete.

Cercare gli appoggi giusti consente di trarre dal terreno la maggior quantità di energia possibile affinché la catena cinetica piedi, gambe, tronco, braccio,avambraccio, mano svolga la sua funzione nel modo più efficace possibile. La ricerca della palla deve essere sempre “puntuale”, cioè relazionata alla effettiva parabola della palla in arrivo.

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9. L’IMPATTO E’ SACRO

La palla è  molto capricciosa e non farà mai quello che voi volete ma solo quello che il piatto corde le dirà di fare al momento del contatto. Sapere sempre dove guarda il nostro piatto corde all’impatto è una abilità che richiede molto allenamento e molta attenzione. Nel gioco moderno è anche fondamentale che il piatto corde oltre che trovarsi perpendicolare rispetto al terreno e alla zona bersaglio si trovi sul corretto piano d’impatto del colpo, inteso come la zona dove tutte la spinte che possiamo trarre dall’utilizzo delle nostre leve corporee sono nel punto di massima resa. La conoscenza e l’utilizzo dei piani d’impatto corretti dei colpi è quindi fondamentale e va allenata insieme al corretto tempismo esecutivo (timing). Per far comprendere come un movimento corretto sia efficace solo se realizzato in relazione al tempo tecnico concesso dalla palla in arrivo è illuminante proporre all’allievo l’esempio di una partita a flipper. Tutti noi ci siamo accorti che premendo fuori tempo i tasti anche del flipper più “psichedelico”, la pallina non solo non “scorre” ma rischia anche di finire in buca. In funzione delle preservazione dei corretti piani d’impatto, un buon allenatore deve sempre ricordare ai propri allievi che le preparazioni dei colpi sono sempre correlate al tempo tecnico a disposizione. A riguardo sono solito ricordare una regola fondamentale: la preparazione del colpo è direttamente proporzionale alla distanza dalla rete (minore è la distanza minore è la preparazione e viceversa) e inversamente proporzionale alla velocità della palla ( maggiore è la velocità della palla minore è la preparazione e viceversa).
 

10. RISPETTA LA PERCENTUALE

Il tennis è uno sport “giusto”. In esso il fattore fortuna riveste una importanza marginale, al contrario ad esempio del calcio dove spesso capita che la squadra che ha espresso il gioco migliore e avuto le migliori occasioni da goal esca sconfitta. Nel tennis chi nel corso dell’incontro esprime complessivamente un rendimento migliore finisce per vincere. Leggere le statistiche di un match ci aiuta  a comprendere le motivazioni di una vittoria o di una sconfitta. Giocare seguendo una logica percentuale  significa attuare scelte tecnico-tattiche che garantiscano una percentuale realizzativa sempre superiore al 50%. Ad esempio tentare colpi incrociati molto stretti con i piedi nel campo, drop shot quando ci si trova  dietro la linea di fondo campo, colpi radenti la rete quando si gioca molto lontano da essa, sono tutte soluzioni che non rispettano lo svolgimento di un tennis percentuale. Cercare continuamente le linee del campo è altresì un modo di diminuire le proprie possibilità di vittoria. Bjorn Borg diceva di giocare su un campo che nella sua testa era un metro più corto e stretto così da aumentare la probabilità di successo dei suoi colpi in maniera esponenziale. Con questo non voglio dire che il tennista debba esprimere un gioco timoroso e “sparagnino”, ma semplicemente che nella realizzazione del suo tennis debba sempre tener conto in maniera lucida e precisa delle situazioni tecniche e tattiche  che sta affrontando e cercando di risolvere positivamente.

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CONCLUSIONI

Il tennis è uno sport affascinante, apparentemente semplice ma in realtà profondamente difficile e complesso se approcciato con l’obiettivo di raggiungere l’alto livello. Ma proprio in ciò credo che sia possibile trovare il suo fascino: ogni volta che si scende in campo c’è un particolare su cui lavorare e migliorare in un processo di crescita continua che prosegue per tutta la carriera dei giocatori che lo praticano con  l’atteggiamento corretto che ho cercato di evidenziare.

Buon divertimento e buona partita a tutti !


 

Andrea Guarracino

Tecnico Nazionale F.I.T.