L’arte di vincere


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L’arte di vincere

Molto spesso tra te e il tuo avversario non ci saranno grandi differenze fisiche e tecniche. Tuttavia la vittoria andrà al giocatore che è meglio riuscito a sviluppare dentro di sé determinate procedure mentali ed emotive.

Lavorare sui fondamentali è indispensabile, ma l’arte di vincere è un’altra cosa. Vincere richiede delle abilità diverse e di livello superiore.

Negli ultimi nove anni ho allenato giocatori che hanno vinto in totale 68 titoli junior nazionali in singolare. Nessuno di loro aveva colpi perfetti, ma tutti avevano capito che l’arte di vincere è un comportamento che può essere appreso.

Le procedure interiori

Cosa sono queste procedure interiori?

Chi ha la mentalità vincente fa attenzione al motivo per cui alcuni punti vengono vinti o persi. Riesce a gestire il punteggio, gli errori e le strategie di gioco. Chi ha la mentalità vincente ama adattarsi alle mutevoli sfide da affrontare per chiudere un set o una partita e sa mantenere la calma nei momenti difficili.

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Osservare l’avversario

Un top player non si fossilizza mai su un unico tipo di gioco, se in quella partita non funziona. Riesce spesso a modificare il suo modo di giocare e adottare un piano B, o anche un piano C se necessario. Può perdere il primo set con il piano A, ma quasi sempre riuscirà a vincere la partita con il piano C.

Ecco un esempio. Al primo turno degli US Open mia figlia Sarah ha giocato contro una veterana tedesca che si chiama Barbara Rettner. Barbara ha perso il primo set 4 a 6 seguendo suo il piano A, cioè colpendo forte dalla linea di fondo. All’inizio del secondo set, Barbara ha messo in pratica il piano B. Ha iniziato a fare serve and volley, andando diligentemente a rete. Ma anche questo non ha funzionato. Sarah è passata in vantaggio 4 a 1. A quel punto ho pensato: “Che bello! Sarah riuscirà a vincere una partita agli US Open!” Ma a quel punto Barbara è passata al piano C. La giocatrice esperta di 30 anni ha iniziato a tirare palle molto alte, facendole arrivare tutte fino all’altezza dei fari dell’impianto di illuminazione davanti a un pubblico di 2000 persone agli US Open. Prova a indovinare chi ha finito per conquistare il secondo set e poi vincere facilmente anche il terzo? Prova a indovinare chi ha vinto 15.800 dollari quel giorno? Esatto, proprio Barbara. Perché? Perché nel corso della sua carriera ha avuto il tempo di sviluppare vari tipi di gioco e non ha avuto paura di mettere in campo il piano C.

Punti deboli e punti forti

Il dritto dei top player può essere di attacco, neutro (o di costruzione) e di difesa. Un giocatore può avere un formidabile dritto di attacco, ma se non ha imparato ad avere anche un dritto di tipo neutro o difensivo, questo renderà il suo grandissimo dritto fortemente attaccabile.

Giocare palle neutre o difensive provocherà inevitabilmente alcuni errori. Un tiro che può essere visto come un punto di forza, può anche rivelarsi una debolezza.

Ti consiglio anche di monitorare a che altezza il tuo avversario colpisce la palla. Alcuni tennisti giocano un meraviglioso rovescio quando colpiscono all’altezza della vita, che però peggiora notevolmente quando colpiscono la palla all’altezza della spalla o più in alto.

Spesso una palla con un traiettoria ad arco che passa a circa due metri e mezzo sopra la rete sarà molto più efficace del tiro basso a raso rete per cui ti sei allenato così tanto. Al contrario, un giocatore che usa molto topspin e un’impugnatura di tipo western o semi-western, potrà avere serie difficoltà con le palle basse laterali o con uno slice molto marcato.

Quando sarai riuscito ad identificare il suo tipo di gioco, continua ad attaccare il punto debole del tuo avversario, fino a quando non sarà riuscito a risolvere il problema e a rispondere in modo adeguato. Continua con questo metodo e vincerai molti punti.

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Gli spostamenti in campo

Alcuni avversari sono fortissimi dalla linea di fondo, ma molto meno quando sono costretti ad arretrare o ad avanzare verso la rete. In tutte le tennis academy del mondo si vedono i migliori giocatori colpire con forza posizionandosi su tutta la lunghezza del campo, andando avanti e indietro in continuazione.

Spingendo indietro il tuo avversario di soli 6 metri con un piano B fatto di palle alte, la sua palla più lunga e potente arriverà a malapena alla tua linea di servizio.

Se imparerai a utilizzare bene lo slice e ad angolare meglio i tuoi colpi, riuscirai a fare entrare in campo il tuo avversario anche di 3-5 metri. E allora i suoi colpi automaticamente inizieranno a finire oltre la linea di fondo.

Cerca di imparare un tipo di gioco alternativo che faccia uscire dalla “comfort zone” il tennista abituato a restare esclusivamente sulla linea di fondo e riuscirai a diventare famoso nel tuo circolo e magari non solo.

Gli schemi di gioco

Se un certo tipo di servizio solitamente ti riesce bene, usalo per le palle game. Se il tuo avversario sta avendo successo con un certo schema di gioco, aspettati che lo utilizzi nei punti importanti.

Se stai facendo punti con un certo tipo di gioco, continua ad attaccare il tuo avversario in questo modo.

Se il tuo avversario ha scoperto un tuo punto debole, ti suggerisco di spostarti un po’, lasciando il lato opposto del campo sguarnito, così che il tuo avversario si farà prendere dalla voglia di attaccarti dall’altro lato.

Ricordati che spesso sarà il tuo colpo a decidere la risposta del tuo avversario. Per esempio, se stai faticando contro un mago della smorzata, probabilmente gli stai tirando delle palle corte e basse. Cerca piuttosto di colpire con una traiettoria alta e profonda, in modo da impedirgli di mettere in pratica questa tattica.

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I segnali di un atteggiamento mentale negativo

Ricordati che la comunicazione non è solo verbale. Tra un punto e l’altro cerca di capire quando il tuo avversario fa trapelare un atteggiamento negativo con le espressioni del viso e con il linguaggio del corpo. In questo caso ripeti qualsiasi cosa tu abbia fatto nel punto precedente.

La capacità di sopportare le frustrazioni è un aspetto molto importante della lotta mentale ed emotiva che ha luogo in una partita di tennis.

Osserva come cambia il livello di sicurezza del tuo avversario a seconda della lunghezza dello scambio e della velocità di palla. Fai attenzione alla posizione in campo che preferisce, la sua velocità e il suo livello di energia.

Osserva anche i suoi rituali tra un punto e l’altro. Chi sta controllando l’andamento della partita e la durata degli scambi? Prova a farlo tu. Una volta che avrai capito cosa infastidisce il tuo avversario, prova a usare questo tipo di colpo nei punti importanti.

Le cause dei tuoi errori

Un scelta dei colpi errata è sempre il motivo principale per cui si perde un punto nel tennis di medio e alto livello. Un buon coach ti potrà far notare molte scelte sbagliate che hai effettuato dopo una partita.

Un esempio può essere continuare a scambiare lasciando prendere in mano il gioco al tuo avversario. Un altro esempio può essere perdere un punto perché hai sbagliato la prima di servizio e hai tirato la seconda proprio sul fortissimo dritto del tuo avversario. O hai provato a fare un improbabile passante da 5 metri dietro la linea di fondo invece di un lob difensivo. O hai colpito uno smash troppo forte quando avresti potuto piazzarlo meglio senza forzare.

Questi sono solo degli esempi. Ma una scelta inappropriata dei tuoi colpi può e deve essere migliorata nell’ambito di un allenamento di livello avanzato.

Potresti iniziare chiedendo a un amico o a un allenatore di stilare una “scheda della cause degli errori” durante la prossima partita. Ti consiglio di fare 4 colonne: la prima sulla meccanica dei colpi, la seconda sulla scelta dei colpi, la terza sugli spostamenti e l’ultima sulla gestione mentale del match. Per ogni errore della partita, si dovrà semplicemente fare una croce in una delle quattro colonne. Questo sarà dell’ottimo materiale da cui partire per iniziare a migliorare.

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I modi di chiudere uno scambio

I tennisti sono creature abitudinarie. Una volta che hanno imparato uno schema di gioco per uscire da una certa situazione, tendono a ripeterlo. Prova a pensare a quali sono i modi in cui il tuo avversario solitamente cerca di chiudere lo scambio, magari usando una palla più corta, e a quali sono i tuoi. Noterai che esistono quattro opzioni:
1) fare un colpo in avanzamento
2) tirare un vincente
3) stringere l’angolo
4) fare un drop shot.

Alcuni avversari possono preferire i colpi in avanzamento e le volée, mentre altri preferiscono semplicemente tirare dei vincenti da fondo campo.

Cosa preferisce fare il tuo avversario? Quando l’avrai capito, sarai più pronto a reagire o addirittura evitare che riesca ad eseguire questo tipo di colpo, togliendogliene l’opportunità.

Ma tieni sempre presente che esiste un piano A, B e C. Una volta che avrai imparato a gestire la sua opzione preferita, dovrai iniziare a capire come gestire la sua seconda scelta o anche la terza.

Allo stesso tempo, se il tuo avversario ha imparato a rispondere bene al tuo colpo preferito, sei pronto a mettere in campo il tuo piano B o C se necessario?

Ragiona come un lanciatore di baseball

Tiri sempre la stessa palla, con la stessa velocità e la stessa altezza? E quando finisce la partita pensi: “Non avevo speranze! Il suo dritto era troppo forte.”

In realtà sei spesso tu che fai sembrare più bravo il tuo avversario. Una soluzione può essere provare a smettere di colpire solo nel modo in cui sei solito fare e provare a usare di più i colpi che possono mettere in difficoltà il tuo avversario.

I top player non hanno un unico fantastico tipo di dritto, ne hanno cinque: quello piatto, quello con traiettoria ad arco, quello in slice, il cross stretto e il lob. Quanti tipi di dritto sai fare? E sai quando usarli?

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I rituali tra un punto e l’altro e durante le pause

La maggior parte del tempo di una partita non viene passato giocando a tennis. Circa il 75% del tempo viene trascorso tra un punto e l’altro e tra l’inizio di un game e il successivo. Ogni giocatore deve sapere come utilizzare questo tempo per imparare a vincere. La chiave di tutto è avere dei rituali.

Esistono due tipi di rituale: uno interiore e l’altro esteriore. I top player usano i rituali interiori per studiare strategie, risolvere i problemi e analizzare l’avversario. Ti consiglio di usare le varie pause di 90 secondi all’interno set per questo tipo di analisi.

I rituali tra un punto e l’altro sono importanti come quelli delle pause all’interno del set. Ci sono tre modi per migliorarli. Eccoli.

1. Superare gli errori commessi dal punto di vista emotivo, ma allo stesso tempo cercare di capire come migliorare dal punto di vista tecnico e tattico.

2. Decidere la tattica del prossimo punto. Tutti gli sportivi di alto livello studiano e utilizzano delle strategie e degli schemi, e i tennisti di successo non fanno eccezione.

3. Eseguire dei rituali di rilassamento fissi. Come ha fatto notare per la prima volta Jim Loehr, i giocatori creano questi rituali per ritrovare la sicurezza e il controllo.

Battere un top player è una sfida molto difficile da affrontare. Durante una partita si devono gestire molti alti e bassi anche dal punto di vista emotivo; spesso questo comporta conflitti interiori e la gestione di un livello di competitività che può arrivare al limite della slealtà. I rituali giusti ti faranno continuare a giocare bene dal punto di vista mentale ed emotivo e quindi ti porteranno a giocare il tennis di cui hai bisogno per vincere.

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Riassumendo

Gli schemi di pensiero corretti per gestire bene le emozioni possono essere facilmente appresi e messi in pratica. Devono però essere insegnati da coach e professionisti esperti in materia.

I giocatori che mettono in pratica i consigli che ho appena dato, solitamente avanzano con facilità nei tornei e spesso hanno una casa piena di trofei.

Gli atleti che riescono a sviluppare queste capacità interiori riescono a mantenere la calma anche nei momenti difficili.

La capacità di mantenere un equilibrio mentale anche sotto stress può essere appresa. I tennisti che hanno una mentalità vincente si allenano a mettere in pratica queste procedure con la stessa dedizione che dedicano ai fondamentali.

Dott.ssa Vanessa Costa
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