Come è possibile preparare fisicamente un atleta per affrontare impegni agonistici molto diversi tra di loro?


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Come è possibile preparare fisicamente un atleta per affrontare impegni agonistici molto diversi tra di loro?

10/09/2013. New York. Semifinale maschile degli U.S. Open. Djokovic e Nadal compiono un’impresa tecnica e fisica ancora oggi insuperabile: 54 scambi per un unico punto giocato con una intensità, maestria e precisione mai espressa a questo livello. In realtà due adolescenti hanno giocato, nell’agosto 2014, un ora e 19 minuti per vincere il punto durante un torneo giovanile a Coutances (Normandia), ma il paragone con il livello tecnico dei due campioni è improponibile.

Il tennis professionistico ha offerto, oltre a questa, anche altre innumerevoli prove di resistenza o di rapidità eccellenti, che dimostrano come si tratti di uno sport molto complesso in cui le abilità tecniche si fondono perfettamente con le capacità fisiche: nell’edizione del 2010 di Wimbledon John Isner e Nicolas Mahut si scontrarono per ben 11 ore (in due giorni) terminando l’incontro, vinto dall’americano, 70 punti a 68 nel tie-breck del quinto set; al contrario, nel torneo ATP di Miami del 2014 Jarkko Nieminen battè Bernard Tomic con il punteggio di 6/0, 6/1 in soli 28 minuti!

Come è possibile preparare fisicamente un atleta che possa affrontare impegni agonistici che si rivelino così diversi tra di loro?

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