UN ALLENAMENTO PERFETTO RENDE PERFETTI


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UN ALLENAMENTO PERFETTO RENDE PERFETTI

Questo articolo contiene alcuni fatti scientifici che rappresentano un supporto per la necessità di metodi di allenamento provati scientificamente e spiega processi di allenamento degli atleti di alto livello. Inoltre vi vengono rappresentate alcune possibilità di correggere routine di allenamento preesistenti, che comportano una produttività più elevata ed un apprendimento più veloce.

La scienza dietro all’allenamento

Per cent’anni gli scienziati hanno cercato nelle loro discipline sportive un modo per raggiungere più velocemente miglioraramenti accorciando la strada verso la cima. La scienza oggigiorno ci consente più che mai di comprendere le necessarie sessioni di allenamento, metodologie ed applicazioni pratiche applicate nell’allenamento programmato. Per alcuni studiosi era il talento naturale dell’atleta che consentiva agli atleti di alto livello di eccellere. Oggi è opinione comune che servono ca. 10 anni, risp. 10.000 ore di allenamento per poter considerare un atleta un esperto nel suo campo. Ma cosa comporta un’unica ora di allenamento metodico? Quanto lungo può essere un allenamento metodico e come dev’essere strutturato per consentire il maggior miglioramento possibile? Fino ad oggi esistono pochi studi che trattano della durata ottimale giornaliera di un allenamento. È tuttavia noto che ogni singolo individuo necessita di tempi di allenamento differenti (10.000 ore sono solo una stima approssimativa). Ma tutti sono concordi nell’anteporre la qualità dell’allenamento alla quantità. Alcuni studi di vecchia data sostengono che una durata dell’allenamento superiore alle 4 ore giornaliere non produce risultati particolari, mentre un allenamento superiore alle 2 ore comporta una riduzione insignificante degli effetti. Altri studi, che si occupano di capacità motorie propriocettive, p. es. scrivere a macchina, fanno presente che un allenamento deliberato è possibile solamente per la durata di 1 ora, fattore che rafforza ulteriormente la tesi della qualità sulla quantità.

La teoria che l’impegno durante un allenamento di durata sufficiente comporti miglioramenti significanti, è in qualche modo mistica. La ricerca moderna supporta invece la tesi che la qualità dell’allenamento è utile a prevenire stagnazioni e burnouts. Gli scienziati Bryan e Harter hanno condotto uno studio tra esperti di trasmissioni Morse ed hanno scoperto che non è possibile acquisire con successo capacità e migliorare continuamente, senza rafforzare queste capacità e senza cercare di ampliare la conoscenza della materia.

Come possono aiutarci queste conoscenze nel pianificare un allenamento tennistico? Come risulta chiaro nel diagramma ad “U” capovolta creato da Yerkes e Dodson nel 1908, ogni giocatore ha bisogno di un grado individuale di eccitazione/attivazione, ottimale per richiamare la propria migliore performance.

Alcuni giocatori naturalmente hanno bisogno di un grado di eccitazione più alto per conseguire una buona performance, come per esempio, John McEnroe o Rafael Nadal. D’altro canto ci sono invece giocatori come Roger Federer, che riescono a richiamare la loro massima performance anche con un grado di eccitazione/attivazione basso. (In questo caso è importante notare che la ricerca fa presente che il grado di eccitazione/attivazione solitamente è più basso per giocatori meno capaci e che è influenzato da fattori quali capacità, complessità del compito, personalità e paura.)

Se un allenamento è ben strutturato e mirato i giocatori possono diventare più consapevoli delle proprie tendenze e attitudini, come per esempio il livello ottimale di eccitazione/attivazione e la capacità di restare costantemente concentrati. Da qui in avanti analizzeremo più approfonditamente alcuni concetti specifici, per comprendere come integrarli nei nostri programmi in modo da raggiungere i massimi progressi nel minor tempo possibile.

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