La vita segreta di un compagno di allenamenti


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La vita segreta di un compagno di allenamenti

“Non sei l’artefice del tuo destino”, riflette Thomas. Un 31enne francese alle dipendenze di Monaco, Drouet vive in un mondo ambiguo ed incerto, quello del compagno di allenamento del circuito professionistico, i cui capricci capisce fin troppo bene dopo sette mesi da incubo a lavorare per l’ex numero 1 australiano Bernard Tomic, che sono finiti con Drouet che finiva in ospedale dopo essere stato picchiato dal padre di Tomic.

“Incubo è dire poco”, dice. “Ma ho imparato a lavorare sotto stress continuo, quindi ora prendo qualsiasi lavoro con più serenità,”

Per l’osservatore occasionale di sessioni di allenamento a questi US Open, i compagni di allenamento tendono ad essere invisibili, regolarmente tenuti in considerazione poco più dei portaborse. Il loro ruolo di solito è più complicato.

Molti fungono da allenatori viaggianti, avversari, discutere tattiche e per lavorare come parte di una piccola squadra, che è diventato in voga per giocatori come Andy Murray, che preferisce ricevere consigli da diverse fonti.

“Ho sempre fatto i miei compiti,” dice Joe Sirianni, un flemmatico australiano che ha lavorato con Ana Ivanovic ed Eugenie Bouchard. “Si analizza il prossimo avversario, si porta l’informazione in campo e si spera che venga usata. Di solito sono cose del tipo, “Guarda il servizio nei punti importanti. Sta alla larga dal dritto, ricordati che è più debole sulla risposta di rovescio.”

Spesso il lavoro del compagno di allenamento è quello emulare il più possibile il prossimo avversario prima della partita. I migliori sono versatili, passando dal top spin di un terraiolo sud americano allo slice pesante e prontezza dei più furbetti del tour.

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Ciao

Federico