Jannik Sinner si confessa: "Mentirei se dicessi che sono indifferente a tutto questo"

L'altoatesino si è raccontato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport sul nuovo numero di Sportweek

by Luca Ferrante
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Jannik Sinner si confessa: "Mentirei se dicessi che sono indifferente a tutto questo"
© Handout/Getty Images

In questi ultimi mesi è diventato qualcosa in più di un 'semplice' giocatore di tennis che si sta affermando in Italia con risultati strepitosi. Jannik Sinner ha saputo convincere pian piano tutta l'Italia del suo talento, grazie recentemente alle vittorie importantissime che ha centrato tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024 (magico e indimenticabile l'Open di Australia a Melbourne).

In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, riportata sul nuovo numero di Sportweek, l'altoatesino si è aperto e ha raccontato ancora una volta se stesso. In particolare, il giocatore di San Candido si è soffermato sul ruolo che ha ormai acquisito per il movimento azzurro e sul successo che sta avendo nel mondo: "Mentirei se dicessi che sono indifferente a tutto questo.

Mi fa un enorme piacere. Se posso aiutare l'intero movimento a crescere, allora sto facendo qualcosa di buono che va oltre vincere trofei" ha dichiarato con estrema sincerità.

Sinner si confessa

Da diverso periodo il numero 2 del ranking Atp ha ammesso quanto gli sia gradita questa riconoscenza e ispirazione in lui da parte di tantissimi giovani e ragazzini: "Il fatto che i bambini mi vedano come un esempio, un piccolo idolo da imitare, mi rende felice.

Loro non stanno a contare quanti titoli hai vinto, se gli piaci è perché riesci a trasmettergli qualcosa. Io stesso ho avuto degli idoli da bambino ed essere in qualche modo preso come punto di riferimento è un premio".

E poi ha sottolineato: "Le responsabilità non mi spaventano. Ho iniziato a prendermele quando sono andato via di casa a 13 anni, non è stato facile. A volte sentivo la mancanza di casa, chiamavo ma i miei erano impegnati a lavorare oppure mi dicevano che in fondo stavo facendo un sacrificio per qualcosa che amavo e quindi non dovevo essere triste".

Jannik Sinner
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