Adriano Panatta sull'arbitra di Sinner: "Io l'avrei buttata in mare col seggiolone"

Nel podcast "La Telefonata" con Paolo Bertolucci arriva con la consueta ironia l'opinione del campione del Roland Garros 1976

by Andrea Tebaldi
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Adriano Panatta sull'arbitra di Sinner: "Io l'avrei buttata in mare col seggiolone"
© Julian Finney-Getty Images

La sconfitta in semifinale di Jannik Sinner contro Stefanos Tsitsipas al Masters 1000 di Monte-Carlo con un errore arbitrale evidente a danno del giocatore azzurro per una palla di servizio out del greco non vista sta facendo molto discutere.

La palla non chiamata che avrebbe potuto portare Sinner avanti 4-1 con due break nel terzo set è stata anche oggetto di conversazione tra Adriano Panatta e Paolo Bertolucci nel loro consueto podcast di successo "La telefonata".

E tra ironia e scherzi Bertolucci ha stuzzicato Panatta su cosa avrebbe fatto se fosse stato nei panni di Jannik Sinner quando l'arbitra Aurelie Tourte non è intervenuta a chiamare l'out. Con la sua dose d'ironia, Panatta non ci ha ha pensato un attimo: "L'avrei buttata a mare, seggiolone compreso, microfono...!

Non si può perdere in questo modo! Questa è un'ingiustizia, può capitare, però Jannik doveva fermare la palla”. E Paolo Bertolucci ha proseguito: "Sbaglia il giudice di linea, sbaglia anche lei: ha preso un abbaglio completo, proprio non l'ha vista, è pazzesco.

È vero che c'è il sole, in due insieme un errore così è pazzesco". Poi il commentatore di Sky spiega di avere parlato con il coach di Sinner, Simone Vagnozzi e racconta che Sinner aveva "forte il dubbio ma era in allungo e in tuffo e sono frazioni di secondo, se poi ha toccato si fa una figura barbina e allora ha preferito proseguire".

Adriano Panatta elogia Sinner: "Di un'altra categoria proprio”

Adriano Panatta poi ha sottolineato che Jannik Sinner a suo avviso è di un'altra categoria proprio. E Paolo Bertolucci ha concluso: "A un certo punto il miglior Tsitsipas degli ultimi due anni era sotto 4-1 al terzo con un Sinner non al 100%.

Questa è la chiave, la dimostrazione della forza di questo ragazzo: immaginati quanto è forte. Avrebbe vinto il torneo".

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