Simone Vagnozzi su Sinner: "Jannik come Rossi e Tomba. È un esempio per i ragazzi"

Il coach ha parlato dei risultati ottenuti dall'azzurro e degli obiettivi sulla terra

by Gianluca Ruffino
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Simone Vagnozzi su Sinner: "Jannik come Rossi e Tomba. È un esempio per i ragazzi"
© Brennan Asplen/Getty Images

Di nuovo tutti riuniti per puntare al primo posto del ranking. Dopo la strabiliante stagione sul cemento, Jannik Sinner ed il suo team sono pronti per affrontare lo swing sulla terra europea e dimostrare che il tennista azzurro può primeggiare su tutte le superfici.

Primo appuntamento a Montecarlo, dove il 22enne italiano l’anno scorso sfiorò la finale, prima di cedere in tre set a Holger Rune. Nel torneo monegasco Sinner potrà contare anche sulla presenza del suo coach Simone Vagnozzi, assente negli Stati Uniti per un piccolo intervento subito.

In un’intervista rilasciata a Repubblica, l’allenatore italiano ha parlato dei risultati ottenuti da Jannik, rivelando gli obiettivi per la stagione sul rosso. Le parole di Simone Vagnozzi Il coach di Jannik Sinner ha raccontato come ha vissuto le vincenti settimane americane del nuovo numero due del mondo.

"Noi vediamo le piccole cose, i dettagli. Certo, prima che scendesse in campo abbiamo anche parlato, e il coach poi controlla che l’atleta stia seguendo i consigli, che quello che si è preparato prima funzioni.

E la televisione paradossalmente aiuta a vedere meglio certe sue espressioni. Dai box magari è più difficile perché posizionati diversamente nello stadio" ha spiegato Vagnozzi. Sull’affiatamento del team e l’importanza del loro rapporto, l’allenatore ha dichiarato: “Beh, la cosa che mi rende più felice è l’essere riusciti in due anni a vincere uno Slam e raggiungere questa classifica.

Sono orgoglioso. Io non amo parlare di me, ma non ho mai avuto dubbi che questa fosse la strada più giusta da intraprendere. Il merito va naturalmente a tutto il team: Umberto Ferrara è un preparatore di primo livello che, fosse straniero, sarebbe sul piedistallo come un genio, invece è “solo” italiano.

E poi Darren Cahill, con il suo curriculum vitae. Infine, Giacomo Naldi. Da parte mia sono sempre stato considerato giovane, e questa è la cosa che a 40 anni mi fa impazzire: parliamo tanto di dare opportunità ai giovani, e poi se riescono ricevono critiche.

Ecco, spero che nel mio piccolo possa far capire che ci sono tanti altri giovani coach bravissimi in Italia. Per me è motivo d’orgoglio". Per raggiungere la perfezione assoluta e la prima posizione del ranking, Sinner dovrà provare a vincere anche sulla terra, sulla quale ha trionfato soltanto una volta in carriera.

"Penso che quando si trova una strada che funziona non bisogna cambiare. Dobbiamo continuare a comportarci così: Montecarlo, con i pochi giorni che avremo per adattarci, sarà una delle fasi più delicate che avremo durante l’anno.

Ma per Jannik è importante giocare qualche match sulla terra, si va a Montecarlo tranquilli, cercando di fare il meglio possibile, sapendo che è un adattamento. Poi avremo Madrid, Roma e Parigi ma, come tutte le cose, valuteremo di settimana in settimana.

Io sono convinto che Jannik sarà molto competitivo anche sulla terra. E, in fondo, era questo l’obiettivo: poter arrivare in fondo in tutti i tornei. Finora posso dire che siamo riusciti a cogliere le opportunità che si sono presentate.

Ora la stessa cosa dobbiamo farla sulla terra rossa. Ma ritengo che Jannik avrà le stesse occasioni anche su questa superficie" ha dichiarato il coach. Sinner è diventato ormai un esempio per tanti ragazzi. "Sta diventando un po’ come con Valentino Rossi e Alberto Tomba e non penso sia solo merito dei risultati, ma anche merito del ragazzo.

Dell’esempio che dà. La semplicità di Jannik è contagiosa, si fa voler bene, quindi è una bella cosa. Io l’ho vissuta così, ma si vede che si respira una bella aria: il fatto che un ragazzo semplice sia visto da così tanti ragazzini, giovanissimi, secondo me è bellissimo.

Perché non vedono Jannik come un qualcuno di irraggiungibile. Il messaggio che manda Jannik ai ragazzi è che se si lavora nella giusta direzione si possono raggiungere i sogni" ha concluso Vagnozzi.

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