Paolo Bertolucci commenta il trionfo di Jasmine Paolini: "Effetto Jannik Sinner"

L'ex tennista rende omaggio all'etica del lavoro della 28enne toscana

by Luca Ferrante
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Paolo Bertolucci commenta il trionfo di Jasmine Paolini: "Effetto Jannik Sinner"

L'Italia sta vivendo un periodo incredibile nel tennis internazionale. Non è soltanto Jannik Sinner a portare in alto la bandiera azzurra: oltre ai successi del 22enne altoatesino e al trionfo in Coppa Davis a Malaga lo scorso novembre, tanti altri giocatori si stanno mettendo in luce con risultati importantissimi.

Fra questi c'è sicuramente Jasmine Paolini, che al termine di una settimana splendida ha ottenuto la vittoria del Wta 1000 di Dubai e si è rilanciata a tutti gli effetti nel circuito femminile (ora è la numero 14 del ranking e, in ottica Race per le Finals di fine stagione, è attualmente sesta).

L'analisi di Paolo Bertolucci

"Il momento d’oro del tennis italiano sembra non finire mai, un rinascimento prolungato che continua a regalarci risultati di grandissimo prestigio" sono le parole di Paolo Bertolucci, che ci ha tenuto a dire la sua sull'affermazione di Paolini e ha fatto un particolare paragone con quanto stiano influendo in generale i traguardi che sta conquistando Sinner.

"Chiamiamolo pure effetto Jannik, un trascinamento verso l’alto dell'intero movimento che era senza dubbio pronosticabile: quando si ha di fronte un esempio e un modello vincente, lo spirito di emulazione funziona da stimolo per tutti e il tentativo di provare a raggiungere i risultati del grande campione rappresenta una molla per gli altri giocatori" ha dichiarato nella sua rubrica Volée di rovescio sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

Sulla grande crescita della toscana: "Jasmine ha seguito il suo percorso sotto la guida di un ottimo coach come Furlan senza lasciarsi prendere dall’ansia da prestazione e adesso può raccoglierne i frutti- E poco importa che abbia appena compiuto 28 anni: ciascuno matura con i suoi tempi".

Poi ha aggiunto una rilevante considerazione: "I risultati sono l’ombrello ideale sotto cui tutto il movimento può pensare a migliorare senza l’assillo delle vittorie a tutti i costi. Per decenni in Italia, all'apparire di un talento, le pressioni che lo accompagnavano in un Paese con una fame enorme di tennisti di livello che potessero almeno replicare i fasti della generazione della Davis del 1976 finivano per travolgerlo".

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