Jannik Sinner: "Big 3? Mi sento più vicino a Novak Djokovic"



by ANTONIO FRAPPOLA

Jannik Sinner: "Big 3? Mi sento più vicino a Novak Djokovic"
© Darrian Traynor/Getty Images

"Novak Djokovic è un esempio, un campione straordinario, lo è sempre stato. Abbiamo provato questo inverno a mettere un po' di Djokovic in Jannik, a partire dalla tattica. Nole gioca sempre a scacchi durante la partita, sa dove tirare ogni colpo e che contromossa ogni colpo provocherà.

Credo che Jannik si sia un po’ avvicinato a lui da questo punto di vista" . Ancora prima dell'epica semifinale degli Australian Open, Simone Vagnozzi aveva in qualche modo confermato il profondo studio effettuato nei confronti del gioco del campione serbo.

Jannik Sinner ha uno stile molto simile a quello del belgradese ed è inevitabile che la sua crescita sia passata dall'analisi delle partite di Djokovic.

Sinner sui Big 3: "Mi sento più vicino a Djokovic in termini di gioco"

Parlando dei Big 3 e del loro impatto sulle nuove generazioni in un'intervista al quotidiano L'Équipe, Sinner ha affermato: "Se parliamo di stile di gioco è Novak Djokovic quello a cui mi sento più vicino.

Giochiamo entrambi molto bene da fondo campo, ma proviamo anche ad attaccare la rete. Siamo stati fortunati ad avere in giro per il Tour giocatori del calibro di Roger Federer, Djokovic e Rafael Nadal. Roger non compete più, ma quando sono arrivato nel circuito maggiore giocavano tutti e tre.

Ho sempre cercato di imparare da loro, anche guardando gli allenamenti" . Sinner si è poi soffermato sulla gestione delle emozioni e sulle qualità che lo sci gli ha permesso di sfruttate nel tennis. "Quando ero più piccolo, a volte perdevo la pazienza ma non al punto di impazzire.

In generale cerco di rimanere il più calmo possibile. Certo, ci sono giorni in cui è più difficile, ma riesco a controllare abbastanza bene quello che succede nella mia testa. La mente è l’unica cosa che posso davvero controllare; il corpo, in particolare, a volte sfugge da questa prerogativa.

Sci e tennis? Sono due sport diversi, ma l’equilibrio su cui ho lavorato nello sci mi serve anche nel tennis. Anche la mentalità acquisita sciando mi aiuta molto. A volte avevo paura durante le discese, bastava un errore per subire conseguenze gravi. Nel tennis non accade nulla di simile: se sbagli, perdi semplicemente il punto" .

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