Jannik Sinner racconta: "Ecco cosa ho provato a battere due volte Novak Djokovic"



by GENNARO DI GIOVANNI

Jannik Sinner racconta: "Ecco cosa ho provato a battere due volte Novak Djokovic"
© Clive Brunskill/Getty Images

Jannik Sinner ha vissuto un anno meraviglioso, il migliore della sua carriera fin qui. Dal primo trionfo nei Masters 1000, alla prima semifinale in uno slam, passando per le prime vittorie contro Daniil Medvedev e Novak Djokovic, che gli hanno fatto acquisire ancora più consapevolezza nei suoi mezzi.

La ciliegina sulla torta è stata senza dubbio quella Coppa Davis, che l’Italia non vinceva da 47 anni, e di cui ne è stato l’autentico trascinatore. Grazie a tutti questi risultati il 22enne di San Candido si è meritato il premio di miglior giocatore dell'anno, conferitogli ai SuperTennis Awards, nella serata dedicata agli oscar del tennis italiano.

L’altoatesino si è concesso ad una lunga chiacchierata al suo amico Max Giusti, che lo aveva già intervistato anni fa, quando era poco più che un adolescente e muoveva i primi passi in questo mondo.

La scintilla della sua stagione può essere indicato in quel punto spettacolare vinto contro Carlos Alcaraz a Miami: “Quel game l’ho perso, ma non mi ero reso nemmeno conto di quanto fosse bello quel punto.

Dopo la partita non si è parlato della vittoria di Alcaraz, ma di quanto fosse stata bella quella giocata".

"Vincere a Toronto ha significato tanto per la mia carriera"

"La vittoria a Toronto è stato un momento chiave per la mia stagione.

Avevo già ottenuto ottimi risultati da inizio anno, ma non riuscivo ancora a vincere il mio primo Masters 1000. Ho perso due finali a Miami. Ma vincerlo ha significato tanto per la mia carriera. Ma non ci siamo accontentati, abbiamo continuato a lavorare tanto e ci ha permesso di fare un gran finale di stagione”, ha detto con orgoglio.

Anche a Vienna è stata una settimana importante. Battere Medvedev e Tiafoe, contro cui aveva dei precedenti un po’ difficili: “Fu colpa mia quando ci persi due anni fa. Avevo anche servito per il match. Lui fu molto furbo, ma non me ne resi nemmeno conto.

Quest'anno grazie al mio team ho capito che devo migliorare non tanto sulla tattica, ma sull'affrontare le partite con la mia testa”. Infine la prima vittoria sul numero uno al mondo Novak Djokovic: “La prima è diversa, speciale.

E’ stato bello farla con il pubblico italiano sugli spalti. La seconda è una vittoria figlia della tanta voglia di vincere la Coppa Davis. Sapevamo che avevamo grosse chance perché non c’erano Spagna e Russia.

Eravamo in lotta dal girone di Bologna, con tanta fatica a Malaga ci siamo qualificati per la semifinale e la finale, poi in finale è andata via facile”, ha concluso.

Jannik Sinner Novak Djokovic