Simone Vagnozzi racconta Jannik Sinner: "Col lavoro si può arrivare in cima"



by GIANLUCA RUFFINO

Simone Vagnozzi racconta Jannik Sinner: "Col lavoro si può arrivare in cima"
© Clive Brunskill/Getty Images

L’ascesa di Jannik Sinner, attesa con ansia da tutti i fan italiani, ha raggiunto il suo apice nel finale del 2023, col trionfo della nazionale in Coppa Davis. I meriti della sua crescita non possono però essere non divisi in concomitanza con la coppia di coach di Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che con un lavoro importante hanno contribuito alla “costruzione” del tennista altoatesino.

Il 40enne coach italiano, in un’intervista al Quotidiano Autonomo del Trentino Alto Adige Südtirol, ha parlato del giovane campione azzurro, raccontando il suo percorso di crescita.


Le parole di Simone Vagnozzi

L’allenatore del 22enne italiano ha esaltato il 2023 del suo giocatore, culminato col trionfo in Coppa Davis.

“A Malaga è stato emozionante. Qualsiasi italiano quando inizia a giocare a tennis sogna di disputare e possibilmente vincere la Coppa Davis. Esserci riusciti è motivo di grande orgoglio” ha dichiarato Vagnozzi.
Sul lavoro coordinato con il supercoach Cahill.

“Il tennis è come un puzzle fatto di tanti pezzi che si devono incastrare. Abbiamo modificato la tecnica di servizio di Jannik e anche la tecnica del rovescio. Abbiamo approfondito la parte tattica: prima Jannik era un giocatore unidimensionale, che faceva contro chiunque lo stesso gioco; oggi invece sa cambiare in base al tipo di avversario e alla contingenza della partita.

E sa variare anche i colpi” ha detto Vagnozzi, che ha aggiunto: “Da fuori molti considerano variazioni solo lo slice, la volée, il dropshot ecc. Abbiamo certamente inserito questi colpi nel gioco di Jannik, ma variare significa tante piccole cose che l’occhio esterno non sempre percepisce.

Prenda l’ultima partita con De Minaur in Davis; Jannik lì non ha fatto chissà che smorzate o volée, eppure ha variato molto la palla, nel senso che sapeva quando tirarla piatta, o quando alzare la traiettoria per mettere in difficoltà la ricezione dell’avversario e dunque poter accelerare, mettere i piedi in campo e chiudere il punto”.
Sugli obiettivi futuri.

“Stabilizzarsi a questo livello di ranking, quindi avere continuità di rendimento e arrivare alle semifinali Slam e in fondo ai Master 1000. Con la continuità poi magari ci scappa anche la grande vittoria.

Jannik tornerà a giocare agli Australian Open, fino ad allora ci alleneremo, poi in calendario abbiamo Marsiglia e Rotterdam. Ci teniamo comunque sempre un margine di flessibilità” ha spiegato il coach italiano, che ha infine concluso: “Numero uno? Non pensiamo a quello, ma a lavorare. Poi attraverso il lavoro si può arrivare anche in cima».

Jannik Sinner