Binaghi e l’incredibile retroscena su Sinner: "Non stava in piedi prima della finale"



by ANTONIO FRAPPOLA

Binaghi e l’incredibile retroscena su Sinner: "Non stava in piedi prima della finale"
© Clive Brunskill/Getty Images

Il presidente della FITP Angelo Binaghi ha rivelato un incredibile retroscena sulla finale di Coppa Davis tra Italia e Australia soffermandosi nello specifico sulle condizioni fisiche di Jannik Sinner. L'altoatesino si è spinto fino all'ultimo atto nel Torneo dei Maestri a Torino giocando tante partite lunghe e ha raggiunto Malaga per le Finals a poche ore dalla sconfitta con Novak Djokovic.

Il 22enne di San Candido ha dovuto fare gli straordinari sia ai quarti di finale che in semifinale nelle sfide con Olanda e Serbia - in questo secondo caso ha superato Djokovic salvando tre match point di fila - scendendo in campo sia in singolare che in doppio.

Binaghi ha trascorso molto tempo con i tennisti prima della finale e, in un'intervista al quotidiano L'Unione Sarda, parlato della mattinata vissuta da Sinner la scorsa domenica.

Binaghi: "Confermo, SInner non riusciva ad alzarsi prima della finale"

“Lo confermo, Sinner non riusciva ad alzarsi, è tornato a letto dopo colazione, domenica a mezzogiorno non stava in piedi.

La più grande fortuna è avere un atleta così serio, che ama il lavoro, l’impegno e che non si risparmia. Sinner non lo hanno capito bene in tanti. Lui è il giocatore di tennis più intelligente che io abbia mai conosciuto, con una educazione e una cultura del lavoro mai viste.

Match point annullati a Djokovic? Novak è il giocatore più forte della storia. Un mostro che ha vinto tutto, sempre. E tu che lo batti in quel modo hai due palle enormi, sei un giocatore di livello eccezionale e per il tuo Paese riesci a dare oltre il massimo” , ha detto Binaghi prima di elogiare il lavoro della Federazione e la dedizione della squadra capitanata da Filippo Volandri.

“Non è il mio anno, è una classe dirigente che ha preso in mano la disciplina più disastrata d’Italia, eravamo poveri, brutti e cattivi, senza soldi e giocatori, con ampie fasce di corruzione all’interno del nostro sistema.

Oggi siamo belli, con i migliori giocatori del mondo, e siamo ricchi perché abbiamo innescato un sistema positivo e redditizio. I privati e gli enti pubblici oggi sanno che miniera d’oro è il tennis. E i nostri atleti sono dei ragazzi straordinari, prima di essere dei campioni in campo” .