Panatta: "Sinner potrebbe diventare l'incubo di Djokovic e spingerlo al ritiro"



by ANTONIO FRAPPOLA

Panatta: "Sinner potrebbe diventare l'incubo di Djokovic e spingerlo al ritiro"
© Clive Brunskill/Getty Images

Prima dell’inizio delle Nitto ATP Finals, la rivalità tra Novak Djokovic e Jannik Sinner appariva a senso unico almeno dal punto di vista dei risultati. Il campione serbo si era imposto nei tre precedenti disputati a Monte-Carlo e a Wimbledon tra il 2021 e il 2023.

A Torino, però, Sinner ha mostrato tutti i suoi miglioramenti e superato per la prima volta in carriera il belgradese aggiudicandosi il tie-break del terzo set. L’altoatesino è riuscito a incidere nei momenti importanti della partita con grande personalità; qualità che ha apprezzato lo stesso Djokovic in conferenza stampa.

“Mi congratulo, ha giocato una partita fantastica. A rete, abbracciandolo, gliel'ho detto. È stato più bravo nei momenti chiave, ha meritato” . È stato proprio Sinner - già qualificato - a rimettere in gioco Djokovic nel torneo dei Maestri chiudendo con tre vittorie il Gruppo Verde.

Il serbo ha ringraziato e completamente cambiato passo dalla semifinale con Carlos Alcaraz. A pochi giorni dalla sconfitta subita con Sinner, il 36enne si è preso la sua personale rivincita diventando l’unico tennista in grado di conquistare sette volte le ATP Finals.

Panatta: "Sinner potrebbe diventare l'incubo di Djokovic"

Il destino ha intrecciato ancora le loro strade in Coppa Davis, dove Sinner ha compiuto un autentico miracolo annullando tre match point consecutivi a Djokovic e portando l’Italia in finale.

Gli azzurri hanno poi sollevato al cielo la famosa insalatiera 47 anni dopo l’ultima e fino ad allora unica volta. Ai microfoni della Rai, Adriano Panatta non ha utilizzato giri di parole e ipotizzato che Sinner potrebbe diventare presto uno dei motivi che spingerà Djokovic a riflettere sul suo futuro.

“Secondo me, se Sinner dovesse sconfiggerlo altre due o tre volte nel 2024, diverrebbe l’incubo di Djokovic, spingendolo al ritiro. La storia ci insegna che solitamente si ripete: Bjorn Borg ha smesso con l’arrivo di John McEnroe, McEnroeo si è ritirato quando è arrivato Boris Becker” .