Ben Shelton: "Jannik Sinner ha già fatto tantissimo. Roger Federer il mio preferito"

Il tennista statunitense affronterà Sinner all'esordio dell'Atp 500 di Vienna e si racconta, tra miti del passato e promesse del futuro

by Martina Sessa
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Ben Shelton: "Jannik Sinner ha già fatto tantissimo. Roger Federer il mio preferito"
© Lintao Zhang/Getty Images

Ben Shelton è l’uomo del momento. Il tennista statunitense, classe 2002, ha scelto quest’anno di dedicarsi completamente al circuito Atp, mettendo fine alla sua carriera universitaria. In un anno, il giovane talento, oltre a dare mostra a un’esultanza divenuta popolare nel tennis come quello della cornetta, ha conquistato la semifinale Slam, agli Us Open, ha conquistato un titolo (il 500 di Tokyo) e ha scalato il ranking.

Su cemento indoor della seconda parte di stagione, i risultati sono incrementati. Vuole proseguire questo filone anche a Vienna, dove al primo turno dell’Atp 500 affronterà di nuovo Jannik Sinner, dopo la vittoria dello statunitense al Masters 1000 di Shanghai.

“Lui ha solo un anno più di me e ha fatto tantissimo. Guida una generazione fantastica di giovani italiani ed è tra i top 5 dei prossimi anni”, ha dichiarato Shelton in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport prima del loro scontro diretto.

Tra passato e futuro

Il semifinalista di Flushing Meadows è solo l’ultima, forse la più luminosa, espressione del tennis statunitense. Ci sono quattro tennisti USA nella top 20: Taylor Fritz, Frances Tiafoe, Ben Shelton e Tommy Paul.

“Siamo tanti e forti. Personalmente, punto a guidare il mio Paese prima in Coppa Davis e nella prossima stagione alle Olimpiadi”, ha detto il giovane talento, che, come riferimento, guarda in casa sua: “Il mio tennista statunitense preferito è sempre stato mio padre.

Se devo andare oltre la cerchia familiare, allora dico Andy Roddick”. Shelton dice la sua anche sui Big Three. Lui che indossa il marchio di cui Roger Federer detiene una parte delle quote della società, ma che è mancino come Rafael Nadal.

“Rafa l’ho studiato e ho provato a rubargli qualche segreto. Però il mio preferito è sempre stato Roger”, ha detto l’americano, che su Novak Djokovic, l'unico affrontato dei tre in carriera finora, fa una previsione sul futuro: “Fra tre anni sarà ancora un top 5, vincerà ancora dei tornei”.

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