Jannik Sinner e il rapporto con il suo team: "Li vedo più della mia famiglia"

Il team dell'altoatesino si racconta a ATP Uncovered

by Gabriele Tanassi
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Jannik Sinner e il rapporto con il suo team: "Li vedo più della mia famiglia"
© Clive Brunskill/Getty Images

Jannik Sinner sta continuando a lavorare per recuperare dalle fatiche degli US Open e dedicarsi, così, all’ultima parte della stagione, che si concluderà con il grande obiettivo delle ATP Finals e delle Davis Cup Finals.

Nel frattempo, l’altoatesino e il suo team hanno rilasciato un’intervista per ATP Uncovered, dove si sono raccontati tra leggerezza e sincerità. L’aspetto che emerge con maggior forza è sicuramente l’intesa tra Sinner e i membri del team: i due allenatori Simone Vagnozzi e Darren Cahill, cui si aggiungono Giacomo Naldi (fisioterapista) e Umberto Ferrara (preparatore atletico).

Come ha affermato lo stesso Sinner, l’affinità non deve essere solo professionale, ma anche personale: “Li vedo più della mia famiglia, quindi devi sentirti molto a tuo agio e parlare di tutto”.

Jannik Sinner, la routine di allenamento

Oltre a momenti di svago e relax con partite a carte, la routine di allenamento di Sinner è molto fitta e ogni membro del team svolge un ruolo importante. Al mattino, la prima cosa è il lavoro fisico di mobilità e prevenzione degli infortuni, una fase svolta principalmente con Ferrara e Naldi (quest’ultimo sempre presente anche nella fase successiva agli allenamenti e ai match: “La parte principale del mio lavoro”, ha dichiarato).

Vagnozzi, invece, ha descritto la parte specificamente tennistica: “Poi andiamo in campo, lui gioca normalmente un’ora e mezza con un altro giocatore. Nel pomeriggio facciamo un’ora di tecnica, servizio, volée, slice”.

In definitiva, il team di Sinner, ognuno a modo suo, non ha esitato a elogiarne la serietà e la voglia di migliorare e lavorare duramente, ma anche la sua personalità gradevole e il suo lato scherzoso. Allo stesso modo, Sinner ha sottolineato quanto imprescindibile sia per lui il contatto stretto con il suo team: “Devo lavorare molto e loro devono spronarmi, e a volte io spingo loro a fare un po’ di più. Cerco sempre persone che siano buoni amici, ma voglio anche che siano onesti con me”.

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