Cosa è mancato a Jannik Sinner per battere Carlos Alcaraz? I dati del match

L'altoatesino non sfrutta un pesantissimo match point, la prima di servizio il solito problema

by Luca Ferrante
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Cosa è mancato a Jannik Sinner per battere Carlos Alcaraz? I dati del match

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno offerto in una sola partita, durata complessivamente ben 5h15m, una serie di spunti e dati interessanti. È difficile indicare in un solo aspetto il motivo della sconfitta dell'altoatesino ai quarti di finale degli Us Open, così come un unico fattore nella vittoria del 19enne iberico.

Il match ha regalato grandi soddisfazioni allo spagnolo per la grande impresa che ha compiuto, rimontando da due set a uno, e ovviamente tantissima delusione nell'azzurro. Il dato che è risaltato subito all'occhio e ha scatenato la discussione è stato senza dubbio la differenza di gestione del pesantissimo match point tra i due giocatori: l'italiano ha sprecato un'occasione unica e ha poi subìto il parziale decisivo, che gli ha costretto a giocare un quinto set; il ragazzo di Murcia ha piazzato una prima potente al corpo, che non ha lasciato scampo neppure a una risposta di contenimento dell'avversario.

Questo sicuramente ha fatto la differenza, ma non solo.

L'analisi

11 doppi falli, appena il 55% di prime di servizio messe in campo (percentualmente nettamente al di sotto dal 5-4 del quarto parziale in poi), bilancio in negativo tra vincenti ed errori non forzati (61-63).

Queste alcune statistiche che fanno un po' il quadro della prestazione offerta da Sinner, comunque molto coraggiosa e molto positiva. In diverse fasi cruciali il talentuoso 21enne ha retto la tensione e dominato il rivale, in altre si è invece fatto travolgere dal momento.

Per la prima volta l'altoatesino ha vinto non uno ma due tie-break contro lo spagnolo, di cui il secondo con uno straordinario 7-0. Tutto questo però non è bastato per alzare le braccia al cielo e sarà argomento di riflessione e di crescita nelle prossime settimane.

In battuta la prima ha molto spesso voltato le spalle all'italiano, specie quando era richiesta una solidità importante per non regalare opportunità all'avversario di rientrare nel match. Interessante come alla fine della sfida l'attuale numero 13 al mondo sia sceso a rete quasi il doppio delle volte rispetto ad Alcaraz.

Motivo di analisi anche il 45% di punti vinti con la seconda: la scelta di puntare al dritto dell'iberico, soprattutto nella prima fase del confronto, non ha sicuramente pagato tanto. Dall'altra parte della rete colui che è ancora in corsa per diventare il numero uno al mondo dopo gli Us Open è stato decisamente più solido e meno falloso.

I soli 38 errori non forzati dello spagnolo hanno costretto diverse volte l'italiano a inventarsi qualcosa negli scambi. Probabilmente una degli aspetti su cui Alcaraz dovrà migliorare nei prossimi mesi riguarda il servizio: sono ancora molte le battute dello spagnolo che ritornano nel suo campo (con facilità o meno).

Aumentare la percentuale di unreturned serves [ace o prime vincenti] renderebbe ulteriormente più difficile da battere l'attuale quarto del ranking.

Jannik Sinner Carlos Alcaraz
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