"Datevi una regolata": Adriano Panatta critica le opinioni su Jannik Sinner e Alcaraz



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"Datevi una regolata": Adriano Panatta critica le opinioni su Jannik Sinner e Alcaraz

Wimbledon è ormai speciale per i colori azzurri. Dopo la finale raggiunta da Matteo Berrettini nel 2021, anche Jannik Sinner si è regalato una grande gioia nel torneo londinese, assicurandosi i quarti di finale grazie a una splendida vittoria su Carlos Alcaraz e sfiorando addirittura l'impresa contro Novak Djokovic.

Il serbo è colui che ha impedito più volte il sogno di un Grande Slam all'Italia o una soddisfazione maggiore nelle prestigiose competizioni, specialmente al 26enne romano, considerando che lo ha battuto l'anno scorso anche al Roland Garros e agli Us Open.

Prima della sfida fra l'ex numero uno al mondo e l'altoatesino, Adriano Panatta è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport e ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni.

Il parere di Panatta

L'ex tennista si è scagliato contro i pensieri poco coerenti e lineari di diversi appassionati, sia per quanto riguarda il talentuoso 20enne che per il giovanissimo atleta spagnolo: "Rimango sempre un po’ stupito dalla facilità con cui si danno giudizi e poi si cambia idea.

Fino a una settimana fa Sinner era un perdente, che aveva fatto male a cambiare allenatore, e adesso sembra già il prossimo vincitore di Wimbledon. Al contrario, fino a Parigi, si diceva che Alcaraz sarebbe diventato numero uno del mondo già alla fine dell’anno e avrebbe dominato senza trovare avversari.

Da allora, ha fatto molta fatica a vincere le partite" ha commentato. Poi ha sottolineato: "Quindi vi do un modesto consiglio: lasciateli crescere, date loro tempo e non fatevi trascinare dalle situazioni contingenti" ha aggiunto.

Il 71enne romano si è detto preoccupato per come si stia evolvendo il tennis negli ultimi anni: "Si prenda l'esempio dello stesso Djokovic: un fenomeno che rischia già di essere antico. Tra vent’anni avranno la racchetta in mano giocatori simili a quelli dell’Nba, gente di due metri e dieci che si muoverà con la rapidità dei piccoli, tirando fortissimo.

Non sarà più tennis, ma tiro a segno. Per questo secondo me bisogna intervenire in fretta per rallentare un po’ il gioco" ha spiegato.