Jannik Sinner, coach Simone Vagnozzi ha le idee chiare e rivela gli obiettivi



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Jannik Sinner, coach Simone Vagnozzi ha le idee chiare e rivela gli obiettivi

Rammarico per non aver sfruttato l'occasione di fare un importante risultato al Roland Garros (c'erano tutti gli spiragli di arrivare perfino all'atto conclusivo del torneo), tanta voglia di ripartire per mettere da parte queste ultime delusioni dovute ai ritiri, già il terzo della stagione dopo Indian Wells e Miami.

Jannik Sinner chiude con un bilancio in equilibrio la sua annata su terra rossa: molti piazzamenti negli ottavi o nei quarti di finale, conferma dei propri mezzi a disposizione, una crescita dal punto del gioco ma nessun traguardo di rilievo (quell'expoit che un po' tutti si aspettavano in alcuni appuntamenti prestigiosi).

Le ultime parole in conferenza stampa dell'altoatesino hanno fatto molto riflettere, riguardo il tema del suo fisico. L'azzurro non ha escluso la possibilità di fermarsi del tutto per un paio di settimane e lavorare in modo importante sul proprio corpo, rafforzandosi muscolarmente e cercando di risolvere questi inconvenienti legati specialmente agli arti inferiori.

Nei prossimi giorni probabilmente ci saranno probabilmente novità sul talentuoso 20enne, che al momento è iscritto all'Atp di Halle su erba.

Parla Vagnozzi

Coach Simone Vagnozzi ha intanto parlato in un'intervista sul sito dell'Atp tour, spiegando i loro attuali obiettivi: "Non abbiamo pianificato alcuna classifica, o tornei da vincere.

Siamo solo concentrati sul miglioramento del suo gioco. Questo è l'intento di quest'anno: migliorare la sua forma fisica, la sua corsa. Stiamo lavorando per essere pronti in uno o due anni a vincere con regolarità" ha dichiarato.

Poi ha sottolineato: "Ora può avere risultati sorprendenti ma dobbiamo lavorare di più sulla tecnica, sulla tattica e sul corpo" ha aggiunto. Sulla forza mentale, mai in discussione anche nello Slam parigino (contro McDonald sono stati ben 11 i set point annullati nel secondo set): "È un combattente.

Non vuole mai perdere un punto e poi fuori dal campo non vuole mai perdere a carte. Gli piacciono le situazioni difficili, i momenti di pressione. Non ha paura di giocare punti pesanti, quindi per un allenatore è molto più facile lavorare con qualcuno che ha questa mentalità" ha concluso.