Jannik Sinner, l'esordio a Roma è particolare: 99 bambini pronti a sfidarlo

Il 20enne tennista italiano ha presentato il manuale illustrato "Piccoli grandi campioni", cogliendo poi l'occasione per scambiare con alcuni piccoli fan

by Gianluca Ruffino
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Jannik Sinner, l'esordio a Roma è particolare: 99 bambini pronti a sfidarlo

Giornata di campo per Jannik Sinner, che ha dovuto sudare più del dovuto, perché dall’altra parte della rete c’erano degli avversari davvero speciali: 99 piccoli tennisti gioiosi di affrontare il proprio idolo.

Inizia così la settimana del tennista italiano al Foro Italico, punta di diamante e unico sopravvissuto insieme al vittorioso Fabio Fognini (impostosi su Dominic Thiem) e alla giovane promessa Luca Nardi. Sinner è stato protagonista di una bella iniziativa che ha coinvolto anche Andrey Rublev e Aryna Sabalenka, con i tre campioni che hanno scambiato qualche palla con i tanti bambini accorsi al torneo della capitale.

Il 20enne altoatesino ha colto l’occasione per presentare, in collaborazione con Panini, “Piccoli grandi campioni”, manuale illustrato del tennis con testi di Diego Cajelli e illustrazioni realizzate da Alessandra Patanè.

Tra uno scambio e l’altro, l’attuale numero 13 del mondo ha raccontato qualche aneddoto della sua infanzia ed ha spiegato ai bambini presenti come diventare campioni come lui.

Gli aneddoti di Jannik Sinner

Il tennista italiano, dopo una prima presentazione del libro, è diventato coach per un giorno, dando delle lezioni ai piccoli allievi presenti.

Alla domanda su cosa bisogna fare quando si sale una montagna così alta come quella scalata da lui stesso (si è spinto fino alla top 10 a soli 19 anni), Sinner ha risposto: “Quando sei su sei sollevato.

Devi guardare sempre in alto, perché quello che c’è sotto di te l’hai già fatto”. Il giovane italiano ha poi scherzato sulla sua affermazione riguardo alla racchetta, che da piccolo per lui era un giocattolo.

“Poi sono arrivate le palline, perché senza palline non si gioca (ride)”. Sinner ha poi chiamato il suo coach Simone Vagnozzi, il quale l’ha bacchettato per il suo tentennante gioco sotto rete. Il 20enne di San Candido ha inoltre raccontato un aneddoto sulla sua infanzia.

“Da piccolo tiravo la pallina con la racchetta contro l’interruttore. I miei genitori non ne erano molto contenti. All’inizio non riuscivo quasi mai a spegnere la luce, poi col tempo ho imparato e riuscivo a spegnerla ogni 3-4 colpi” ha rivelato Sinner.

Durante l'evento sono stati anche distribuiti i quaderni dello stesso Sinner, a testimonianza del fatto che la sua figura è ormai diventata un'icona dell'intero panorama sportivo italiano.

Jannik Sinner
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