Jannik Sinner ammette: "Devo mettere su un po' di muscoli"



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Jannik Sinner ammette: "Devo mettere su un po' di muscoli"

Il percorso di maturazione di Jannik Sinner prosegue ed è recentemente passato per il Principato di Monaco, dove l’azzurro ha terminato la sua corsa ai quarti di finale del Masters di Monte Carlo uscendo sconfitto contro Alexander Zverev al termine di una partita durissima, fatta di tanti capovolgimenti di fronte.

Una partita che Jannik ha perso e ritrovato più volte e che è riuscito a portare fino al tiebreak del terzo set. Nel turno precedente, invece, la vittoria convincente in rimonta contro il numero 8 del mondo Andrey Rublev, finalista della scorsa edizione in quel di Monte Carlo.

Sinner che, chiusa la parentesi nel Principato, ha scelto di non partire per Barcellona con lo scopo di recuperare energie preziose in vista del trittico Madrid-Roma-Parigi. Intervistato da La Stampa, Jannik Sinner ha dunque ripercorso i progressi compiuti nel recente passato, proiettandosi poi all’immediato futuro, a partire dal suo gioco e dall’approccio alle partite.

“Sento la tensione, come tutti. La paura no. Quella mi capita di provarla, un pochino, quando mi buttavo giù dalla montagna con gli sci, in discesa libera. Nel tennis no. Nei punti decisivi esce il vero carattere di un giocare.

A me viene naturale tirare forte quando c’è il punto che conta. Anche se a volte dovrei imparare a metterci più rotazione” .

Sinner: “Provo sempre a dare il 100% di ciò che ho”

Il 2 maggio è una delle date da segnare col circoletto rosso sul calendario per Jannik Sinner: è la data, cioè, dell’inizio del Masters 1000 di Roma.

Un torneo che, come il ventenne di Sesto Pusteria ha dichiarato, è impaziente di giocare: “È la cosa che mi piace di più in assoluto. Giocare in casa ti mette un po’ più di pressione, è vero.

Dall’altra parte, però, quando urlano il tuo nome è una sensazione fantastica. E il pubblico può davvero tirarti su e farti vincere una partita quando sei in crisi” . Dal punto di vista tecnico, Sinner ha spiegato su cosa sta lavorando principalmente: “Il servizio è il colpo su cui devo lavorare, lo so.

Ora servo già un po’ più forte, è bastato intervenire su qualche piccolo dettaglio, contro Carreno Busta a Miami, ad esempio, ho fatto 15 ace, e non mi era mai capitato. Ma ci sono altre cose: il tocco di palla, lo slice di rovescio e le smorzate.

Devi allenarle, non puoi giocarle solo in partita, anche se non saranno mai il mio punto forte. So anche di dover mettere su un po’ di muscoli” . In merito all’approccio alle partite, infine, l’azzurro ha illustrato la chiave: “Giocare al 100% con quello che si ha.

Sto provando a farlo ogni partita, a cavarmela anche se non sono al massimo fisicamente o non è giornata. Se non ti funziona il servizio, puoi sempre provare con il dritto, il rovescio, la volée” .