Jannik Sinner, contro Zverev emerge ancora una volta il punto debole dell'azzurro



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Jannik Sinner, contro Zverev emerge ancora una volta il punto debole dell'azzurro

La prestazione di Jannik Sinner contro il numero quattro al mondo Alexander Zverev non è passata inosservata ed il talento cristallino del giovane tennista altoatesino lo vede ormai sempre più vicino ai migliori del circuito.

Già nelle scorse Finals Jannik è stato vicino al successo contro l'attuale numero due al mondo Daniil Medvedev (da dire che il russo era però già qualificato per le semifinali) ed anche ora si è avuta la convinzione che l'azzurro ce la potesse fare.

Ad un certo punto milioni di italiani hanno 'spinto' Jannik, in un match da oltre tre ore di gioco. Avanti di un set e di un break l'azzurro ha dovuto subire la veemente reazione del numero quattro al mondo che non si è arreso ed ha portato a casa una vittoria di importanza incredibile.

Nel terzo set Jannik ha però dimostrato ancora una volta le sue grandi capacità mentali ma alla fine è stato il tedesco, solo al tiebreak, a conquistare questa bellissima sfida.

Jannik Sinner ed i punti che mancano al servizio

Sia contro Medvedev che contro Zverev ed in generale in certi gare della giovanissima carriera di Sinner si ha avuto l'impressione che Jannik potesse fare di più al servizio.

In diverse gare Sinner, che ricordiamo è tra i migliori nel circuito alla risposta, ha perso il controllo delle partite a causa di break subiti forse troppo facilmente. Rispetto ai Top 5-6 del circuito Jannik ha numeri abbastanza inferiori al servizio, non solo Aces ma anche alla prima, che troppo spesso viene a mancare.

Come ricorda la Gazzetta dello Sport Sinner è 41esimo al mondo guardando esclusivamente alle statistiche al servizio, un dato che va sicuramente migliorato se si vuole puntare ai piani alti del circuito. La testa c'è sicuramente e Jannik può solo migliorare, lui stesso ha fatto un importante cambiamento passando da Riccardo Piatti a Simone Vagnozzi come coach ed anche loro sanno che è un punto che va migliorato. C'è da lavorare, ma senza dubbio le sensazioni sul talento altoatesino sono davvero molto positive.