Jannik Sinner svela un retroscena sul divorzio con Riccardo Piatti



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Jannik Sinner svela un retroscena sul divorzio con Riccardo Piatti

Un ragazzo ormai maturo, che deve affrontare nel migliore dei modi alcuni cambiamenti e prendere delle decisioni da un peso specifico importante. All'inizio del 2022 Jannik Sinner ha deciso di dare una svolta alla sua carriera da tennista professionista, scegliendo di modificare il suo team e il coach (da Riccardo Piatti a Simone Vagnozzi).

Lasciando sorpresi e anche perplessi addetti ai lavori e appassionati, l'azzurro non ha però apportato variazioni all'atteggiamento e agli obiettivi da raggiungere: crescere, continuare a migliorare il suo tennis e tutti i colpi, dal servizio alle discese a rete.

La mentalità da grande giocatore si è rinforzata ulteriormente e le prove sono tutte nelle partite vinte non esprimendo il miglior livello di gioco e annullando anche dei match point agli avversari. A Monte Carlo, sulla terra rossa, l'altoatesino ha bisogno di risposte dal suo fisico, apparso non al top della condizione sul finire della stagione su cemento.

I piccoli infortuni gli sono costati il ritiro sia da Indian Wells che da Miami, non riuscendo a portare a casa tanti punti in ottica ranking Atp. Per sognare un ritorno in top 10 e, alla lunga distanza, a una nuova partecipazione alle Finals di Torino, l'azzurro ha necessità di ottenere risultati di un certo spessore.

Mercoledì è in programma il secondo turno nel terzo Master 1000 dell'annata contro il finlandese Ruusuvuori, che vuole prendersi la rivincita dopo quanto accaduto a Miami (vittoria italiana con tre match point cancellati dal nativo di San Candido).

Il retroscena

L'umile 20enne, in un'intervista rilasciata a Riccardo Crivelli della Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare della rivoluzione in squadra: "Nessuna verità scabrosa, era venuto il momento di prendere una decisione per provare a diventare un atleta ancora migliore.

È stata una mia scelta, senza influenze esterne, come tutte quelle che ho assunto nella mia vita. C'era l'esigenza di un passo avanti. Non dimentico assolutamente i sette anni con Riccardo e dove mi ha portato, ma avevo bisogno di uno scatto.

Non tutti avrebbero avuto il coraggio di prendere una scelta come la mia" ha precisato. Su Vagnozzi non ha dubbi: "Mi capisce al volo" ha ammesso. E sulla crescita ha le idee molto chiare: "Non sento ancora il feeling con le scelte in campo, ma un giorno verrà naturale giocare uno slice di rovescio o scendere a rete" ha aggiunto.